Libroterapia, riciclo ambientale, filosofi, le buone pratiche di Lab5 - QdS

Libroterapia, riciclo ambientale, filosofi, le buone pratiche di Lab5

Liliana Rosano

Libroterapia, riciclo ambientale, filosofi, le buone pratiche di Lab5

martedì 05 Gennaio 2021 - 00:00
Libroterapia, riciclo ambientale, filosofi, le buone pratiche di Lab5

Nei piccoli centri, tre giovani siciliani hanno dato vita a un’Associazione che promuove la libera circolazione delle idee. Cinquemani, “Interventi diretti nel tessuto sociale in sinergia con le Amministrazioni locali”

SAN CONO (CT) – Libroterapia, riciclo ambientale, filosofia. Dall’unione di tre esperienze singole e già consolidate nasce Lab5, l’Associazione Culturale di promozione sociale che vuole promuovere la libera circolazione delle idee, della lettura intesa come piacere e miglioramento personale, della Filosofia come riferimento metodologico per la realizzazione di dibattiti e approcci comunicativi, la promozione di buone pratiche per uno stile di vita sostenibile e l’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali.

L’idea è di Cono Cinquemani, Lorena Cinquemani e Rossella Calandra, tre giovani trentenni originari di San Cono, che in questi anni si sono fatti conoscere per i rispettivi progetti di Ambulanza letteraria, Verde Lavanda- la dispensa senza plastica e Pensare bene.

Ora uniscono le forze con Lab5 perché – come dicono loro – “la creatività è l’arte di sommare due e due ottenendo cinque”. Cono Cinquemani, fondatore e creatore di Ambulanza Letteraria ci racconta quali sono i progetti e gli obiettivi.

Come interviene Lab5 nel tessuto sociale e nella comunità?
Partendo dalle esigenze che le stesse amministrazioni comunali rilevano. Alla base, c’è il dialogo tra l’associazione e le istituzioni. Grazie a questo, è nata una recente e prima collaborazione con l’Amministrazione comunale di San Cono. Siamo partiti da un bisogno: collegare i cittadini in loco con quelli che vivono fuori dal comune. Ci hanno chiesto di trovare una sorta di terapia che facesse da collante tra chi è rimasto e chi è andato via.

Questa iniziativa nasce da un dato reale: lo spopolamento di San Cono, dove, secondo l’ultima indagine di Salvatore Palidda, 1940 sanconesi sono residenti all’estero su una popolazione di 2600 abitanti. Insieme al sindaco ci siamo chiesti cosa fare per sensibilizzare e denunciare questo problema e se possibile, ripristinare questo legame. Con la nostra iniziativa abbiamo creato una serie di eventi destinati ai sanconesi fuori ma anche a chi è rimasto per cercare di rinsaldare questo legame. Se continua l’emorragia di chi lascia il proprio paese, la comunità finisce con il morire e alcuni servizi, come le iscrizioni alle classi, vengono meno. Questo vale per tutte le comunità che stanno vivendo lo spopolamento. Noi vogliamo agire soprattutto sulle piccole comunità, quelle che hanno più bisogno di questo tipo di interventi.

Che metodologia e iniziative vengono messe in atto?
Lettura, filosofia, recupero delle buone pratiche ambientaliste. La prima, si porta avanti con iniziative legate alla libroterapia, la seconda con i dialoghi socratici, la maieutica, i simposi digitali di Rossella Calandra , che arriva a trattare temi più disparati utilizzando la filosofia. La sensibilizzazione all’uso dei materiali e il riciclo sono invece gli strumenti utilizzati da Lorena Cinquemani. Laboratori, workshop, incontri ora digitali, speriamo un giorno di presenza, seminari, fanno parte tutti di un fitto calendario e di una serie di iniziative che intervengono in settori laddove l’amministrazione comunale ritiene necessario o laddove c’è un vuoto. La cosa più interessante è che questo format è applicabile a qualsiasi realtà necessita di interventi nel tessuto sociale e nella comunità.

Sempre con il Comune di San Cono, abbiamo creato “Merry and Bright”, un calendario di eventi digitali per tutto il periodo natalizio. Si va dagli esercizi filosofici con i ragazzi dai 15 ai 19 anni, una sorta di simposio digitali su temi disparati, trattati con la metodologia socratica della maieutica, al mondo green e le pratiche virtuose, alla terapia Almirante, dove io personalmente parto dalla storia locale di San Cono per arrivare all’universale.

Rappresentante la generazione di trentenni siciliani che ritorna in patria dopo varie esperienze all’estero e riparte con iniziative che puntano ad utilizzare la cultura come strumento di stimolo, intervento e crescita. Che messaggio vuoi dare ai tuoi coetanei e conterranei?
Bisogna intervenire, non abbiamo più scelta. Le piccole comunità non possono permettersi di morire, di chiudere. L’intervento culturale ci consente di svegliare le coscienze e attivare una sensibilizzazione verso certe tematiche. Bisogna puntare sull’eccellenza locale, sul genius loci, altrimenti il rischio è di vedere morire luoghi e risorse. Un’altra Sicilia è possibile ma soprattutto necessaria. E per farlo, dobbiamo partire dai piccoli centri.

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