”Io come ministro della Giustizia e anche come ex magistrato non mi permetterei di dare giudizi su quello che sta facendo il giudice o su quello che è stato fatto dai giudici”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel corso di un’intervista con il direttore del ‘Tg1’ Gian Marco Chiocci. L’affermazione fa riferimento in particolare alla sentenza di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio della sua fidanzata Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, in provincia di Pavia.
Lo scorso anno la riapertura delle indagini. Andrea Sempio, amico storico del fratello della vittima, è ritenuto dalla procura di Pavia l’unico responsabile dell’omicidio di Chiara. Con la conclusione delle indagini, i pm pavesi hanno inoltre assodato l’esclusione di Stasi dalla scena del crimine. Si attende, infatti, una revisione del processo per colui che si trova attualmente nel carcere di Bollate.
Il principio del ragionevole dubbio
Durante l’intervista trasmessa al carcere di Spini di Gardolo, durante il Festival dell’Economia di Trento, Nordio ha asserito: “Mi sono sempre limitato a fare delle dichiarazioni di principio e in questo caso Garlasco o non Garlasco ho sempre pensato che fosse irrazionale condannare una persona che è stata assolta per ben due volte senza rifare ex novo il processo”. La risposta decisa del ministro in risposta a una domanda su uno dei delitti più discussi in Italia. “Perché se tu puoi condannare solo quando le prove sono al di là di ogni ragionevole dubbio significa che i due giudici che hanno assolto prima quella determinata persona erano irragionevoli visto che poi quella persona è stata condannata”, ha continuato Nordio.
La mamma di Sempio: “Non posso dire che Stasi è sicuramente colpevole”
L’idea che ci possa essere un innocente in carcere così come si proclama innocente Andrea Sempio? “Da come vedo le cose adesso, non posso dire adesso sicuramente Stasi è colpevole. Io mi auguro che adesso si arrivi finalmente a una verità definitiva”. Lo afferma Daniela Ferrari, madre del nuovo indagato del delitto di Chiara Poggi, in un’intervista anticipata dal Tg5 che andrà in onda stasera a Quarto Grado. “Andrea non è la persona che viene descritta in questi capi d’accusa. Mio figlio è uscito alle 9.50 (del 13 agosto 2007, ndr), è rientrato a casa prima di mezzogiorno con gli stessi vestiti che aveva, completamente pulito e di sicuro non era uno che era appena andato a commettere un omicidio” conclude.
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