Lo stupidario politico delle parole a casaccio - QdS

Lo stupidario politico delle parole a casaccio

Carlo Alberto Tregua

Lo stupidario politico delle parole a casaccio

mercoledì 01 Aprile 2020 - 00:00

Ricordate Gustave Flaubert (1821-1880) che ha raggruppato frasi comuni, parole stupide, modi di dire irreali, nonsense, nel suo “Lo Sciocchezzaio” (Dictionnaire des idées reçues)? Bisognerebbe leggerlo spesso e raffrontare il fiume di parole che i politici di varie parti e i comunicatori riversano sui cittadini.
Fra questi ve ne sono tanti capaci di sintesi, la quale consente una comunicazione breve e soprattutto comprensibile. Ma, per essere sintetici, occorre cultura, sapienza, chiarezza di idee, frutto di letture continue e riflessioni conseguenti, oltre che confronti con i Maestri, in modo da formarsi delle idee abbastanza vicine alla realtà. Per seguire questo processo è necessario avere fiducia in se stessi, produrre continuamente autostima, che poi porta ad avere capacità decisionali.
L’intelligenza, di cui il Padre eterno ci ha dotato, è potenziale. Se non si sviluppa e non si coltiva, rimane come un valore grezzo al livello naturale. Dall’insieme di quanto precede deriva il carisma, quel qualcosa in più rispetto alla dotazione normale di ogni persona.

Ciro il Persiano (601 a.C.-530 a.C.), Alessandro il Macedone (356 a.C.-323 a.C.), Annibale (247 a.C.-183 a.C.), Scipione l’Africano (236 a.C.-183 a.C.), Gengis Khan (1162-1227), Giulio Cesare (101 a.C.-44 a.C.), Napoleone (1769-1821) e altri, sono alcuni dei Grandi di questi secoli che erano dotati di carisma.
Naturalmente, come tutti gli esseri umani, anche i Grandi, hanno avuto dei limiti:il delirio di onnipotenza che li ha persi senza scampo. Ma anche le persone comuni spesso sono affette, nel loro piccolo, da delirio di onnipotenza. Si ritengono invincibili e imperiture perché non sanno, poverette, della caducità degli umani.
Il tiranno di Siracusa, Dionisio I (432 a.C.-367 a.C.), prese il potere per difendere l’interesse del suo popolo e lo fece bene. Ma poi si perse.
Certo, non possiamo paragonare gli illustri personaggi indicati con nani e ballerine del nostro sistema politico, che hanno rovinato l’Italia in questi ultimi decenni e soprattutto in questi ultimi anni.
Nani e ballerine che si sono improvvisati presidenti del Consiglio, ministri e sottosegretari, parlamentari regionali e nazionali e via enumerando, una classe dirigente che non può essere considerata tale.
Vi è una regola che ognuno di noi dovrebbe tenere presente: “Quando si fa media non bisognerebbe farne parte!”. Il che significa uscire da sistemi che mettono insieme, aggrovigliandole, persone di ogni tipo. Insomma, qualcosa come i famosi polli di Trilussa.
Purtroppo anche in questa gravissima vicenda del virus Corona, che sta rovinando l’Italia, l’improvvisazione, l’impreparazione, l’incapacità di affrontare con equilibrio gli eventi, sta conducendo il Paese a una situazione non risolvibile nell’arco di mesi o di anni.
Lo stupidario continuo, le menzogne, i luoghi comuni, fanno parte di una comunicazione incapace di spiegare la verità, essendo spesso in mala fede.
Purtroppo assistiamo alla vittoria dell’ignoranza generale che non riesce a essere curata dal cerotto della cultura, poco diffusa anche in scuole e università, che non spiegano ai giovani cosa significhi la convivenza civile e lo stare insieme sotto l’unica insegna dell’interesse generale.

Molti parlano per acquisire consenso, non per indicare una strada che comporta sacrificio. Al tacchino non piace il Natale. Alla gente comune non piace sentirsi dentro un sistema pressante che impedisca di fare quello che si vuole. In una Comunità vi sono le regole e cioé leggi che stabiliscono diritti e doveri, questi ultimi avanti ai primi.
Sentiamo la solita litania: avanti i giovani, avanti le donne e le quote rosa, indietro gli anziani. Ma che razza di graduatoria è questa? Le persone per bene, che dicono la verità, dovrebbero spingere avanti quelli bravi a prescindere dal sesso o dall’età, quelli più meritevoli e più capaci di fare e di fare bene perché sanno fare, avendo acquisito le indispensabili conoscenze.
Ma lor signori cercano di farsi voler bene, usando una sorta di servilismo: dare tutto a tutti, dare quello che vogliono a tutti, ovviamente a parole, perché non è possibile un’azione di questo genere.
Ci vuole coraggio per comportarsi con realismo. Lo si trova se ognuno lo cerca e lo vuole. Così lo trova!

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