A Petralia Sottana, in provincia di Palermo, procede il contrasto dei carabinieri alle truffe in danno delle persone anziane, fenomeno criminale che continua a rappresentare una delle principali priorità operative dell’Arma.
Serie di telefonate sospette ad anziani fanno partire le segnalazioni
L’operazione scaturisce da numerose segnalazioni giunte nella stessa giornata da cittadini del comprensorio madonita, presi di mira da telefonate sospette con il noto modus operandi del “finto Carabiniere”. I residenti hanno subito allertato il Numero di emergenza Unico 112 e la locale Stazione, permettendo ai militari di attivare immediatamente il piano di prevenzione e repressione.
Il truffatore fornisce false generalità per fuggire ai controlli
Grazie alla rapida circolazione delle informazioni tra la Centrale Operativa e le pattuglie sul territorio, i militari di Petralia Soprana hanno individuato e controllato un uomo ritenuto sospetto che, nel tentativo di eludere gli accertamenti, ha fornito false generalità.
Lo stratagemma non ha indotto in errore gli investigatori che, sono riusciti a individuare la vera identità dell’uomo, un pregiudicato di 44 anni, originario di Messina ma di fatto domiciliato a Catania, il quale era già sottoposto alle misure cautelari dell’obbligo di dimora nel comune di Catania e dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Al termine degli accertamenti, l’indagato è stato arrestato in flagranza di reato per falsa attestazione a un pubblico ufficiale. L’arresto è stato successivamente convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del tribunale di Termini Imerese.
Truffa del finto carabiniere, a maggio sei arresti a Palermo
A maggio per la truffa del “finto carabiniere” sono scattati sei arresti in provincia di Palermo. Inoltre negli scorsi mesi il Comando compagnia carabinieri di Monreale, di Cefalù e di Petralia Sottana hanno promosso numerose iniziative di prossimità e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza. Gli incontri, sviluppati in sinergia con l’arcidiocesi di Monreale, la diocesi di Cefalù e i parroci del comprensorio, hanno permesso di illustrare le principali tecniche utilizzate dai truffatori e fornire consigli pratici per prevenire i raggiri.
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