Luce, tariffe giù del 20% per i consumatori - QdS

Luce, tariffe giù del 20% per i consumatori

Michele Giuliano

Luce, tariffe giù del 20% per i consumatori

venerdì 25 Settembre 2020 - 00:00

Il paradosso emerso dall’indagine Selectra: prezzi più bassi rispetto al mercato all'ingrosso. Il lockdown ha portato risparmi solo agli utenti finali ma non ai fornitori, adesso in crisi

ROMA – Parlare di mercato all’ingrosso è spesso sinonimo di vantaggio per i consumatori. La regola è semplice: chiedere a chi ha grandi quantitativi di un determinato prodotto o servizio significa riuscire ad abbassare il prezzo finale. In questo momento, però, si può dire che incredibilmente non sempre quando si fa riferimento a tale segmento di mercato si risparmia. Quello che sta infatti accadendo attorno ai prezzi della luce ha del clamoroso in quanto oggi, in tutto il territorio nazionale, questi sono il 20% più bassi per i consumatori rispetto al mercato all’ingrosso.

Oggi è quindi il fornitore che ci rimette? La domanda, che potrebbe apparire davvero enigmatica, è di difficile verifica. La cosa che appare abbastanza certa è proprio che i prezzi della luce oggi sono del 20% più bassi per i consumatori finali rispetto al mercato all’ingrosso. È quanto attesta con chiarezza con l’Indice Selectra Sq, lanciato a luglio 2020 dall’omonima azienda che mette a confronto e aiuta ad attivare le offerte di luce, gas e internet, e il quotidiano dell’energia ‘Staffetta Quotidiana’.

L’indice permette di apprezzare le particolarità offerte dal Mercato Libero, scelto oggi da circa metà dei consumatori domestici italiani, e di capire se è un buon momento per scegliere e bloccare un’offerta sul mercato.

“Il paradosso del momento – informano da Selectra – arriva dal settore energetico: i prezzi della luce per i consumatori finali sul Mercato Libero risultano oggi del 20% più bassi rispetto ai prezzi all’ingrosso, ossia quelli pagati dai fornitori sulla borsa elettrica per acquistare l’energia successivamente fornita nelle case”.

Questo quello che emerge dall’aggiornamento bisettimanale di questo indice che per l’appunto osserva l’andamento dei prezzi dell’energia elettrica. Il prezzo medio delle offerte commerciali dei vari operatori, monitorate dall’Indice Selectra, al momento si attesta attorno a 45 euro a megawatt (mwh), mentre il valore del Pun, il prezzo di riferimento dell’energia sulla borsa elettrica, è di ben 10,5 euro a mwh più alto.

I prezzi dell’energia all’ingrosso, scesi ai minimi storici durante il lockdown, hanno ripreso la crescita a maggio e ora sono tornati ai valori di gennaio. Mentre i prezzi per i consumatori finali, che hanno subito un lieve calo nel periodo della quarantena, rimangono fondamentalmente stabili da allora, permettendo di bloccare un’offerta conveniente per i prossimi 12 mesi. Naturalmente il consumatore non deve abbassare la guardia perché non tutte le offerte sul mercato libero sono uguali. Ecco perché non bisogna mai generalizzare, men che meno in questo campo che resta sempre minato e pieno di trappole che possono indurre il consumatore a facili errori se non si sta attenti alle varie offerte che circolano.

“Se le offerte più convenienti del mercato risultano più basse non solo dei prezzi all’ingrosso, ma anche della tariffa del Mercato Tutelato di circa un 10%, – evidenzia Selectra – le offerte più care dell’Indice possono costare anche 2,5 volte di più rispetto a quelle meno care. Paradossalmente però non sempre sono sconvenienti, perché potrebbero includere dei servizi aggiuntivi: assicurazioni, assistenza medica domiciliare o assistenza tecnica. Come fare? Informarsi e scegliere consapevolmente, confrontare le tariffe e consultare le recensioni sui fornitori”.

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