L’utilizzo di tecnologie per l’agricoltura di precisione - QdS

L’utilizzo di tecnologie per l’agricoltura di precisione

Gabriele DAmico

L’utilizzo di tecnologie per l’agricoltura di precisione

giovedì 16 Gennaio 2020 - 00:00
L’utilizzo di tecnologie per l’agricoltura di precisione

Roberto Confalonieri, docente di Agronomia all’Università di Milano, parla del ruolo del digitale per il lavoro nei campi. Insieme a un team di ricercatori, sviluppata una App per smartphone completamente dedicata ai piccoli produttori agricoli

CATANIA – Le nuove tecnologie digitali, in agricoltura, stanno entrando in punta di piedi rispetto all’ampio utilizzo che ne fanno gli altri settori produttivi.

Questo perché la principale applicazione dell’information tecnology, nel settore agricolo, è riconducibile a un ampliamento dell’agricoltura di precisione, che attualmente è praticata solamente nell’1% dei terreni agrari italiani. Infatti, i prodotti tecnologici che la ricerca ha sviluppato negli ultimi anni, per la maggior parte, sono macchinari molto costosi che possono permettersi solo le grandi aziende, lasciando così indietro i piccoli produttori locali.

“L’agricoltura di precisione – ha dichiarato Roberto Confalonieri, docente di agronomia e sistemi colturali all’Università degli studi di Milano – si può implementare in due modi: con macchinari molto sofisticati e complessi, per esempio i trattori dotati di sensori; oppure sfruttando il digitale, che è molto più economico e, soprattutto, dà la possibilità di legare tecnologie già disponibili, per sviluppare qualcosa che funziona più o meno come i costosi macchinari dell’agricoltura di precisione”.

In particolare, Confalonieri, insieme a un team di ricercatori, ha sviluppato una App per smartphone completamente dedicata ai piccoli produttori agricoli. Quest’applicazione, inizialmente progettata per un piccolo distretto di risicoltori a Sud di Milano, dà supporto all’operatore agricolo nelle operazioni di concimazione da effettuare.

“L’agricoltore – ha aggiunto Roberto Confalonieri – riceve una notifica sul telefono che gli comunica che fra quattro o cinque giorni la coltura sarà particolarmente pronta ad asportare azoto e che quindi sarà il momento giusto per distribuire la sostanza alla coltura, che lo sfrutterà con la massima efficienza. La notifica arriva perché nel cloud c’è un sistema di dati in tempo reale e di dati previsti con attaccati dei simulatori che simulano l’interazione tra pianta, ambiente e gestione”.

Oltre a dare indicazioni sul momento più adeguato per la concimazione, l’applicazione, grazie al collegamento con la costellazione di satelliti dell’agenzia spaziale europea “Sentinel”, riesce a fare una stima sulla quantità di concime da apportare alla coltivazione.

Una volta che l’operatore scatta una fotografia all’appezzamento di terreno da concimare, infatti, “sul telefono compaiono dei punti specifici dove prendere alcune misure. La prima – ha spiegato il professore milanese – è quanto azoto c’è nella pianta, la seconda è quanto azoto la pianta vorrebbe in quel momento e in quelle condizioni. Il rapporto fra quanto azoto c’è e quanto azoto la pianta vorrebbe ci dà un’idea di quanto azoto si deve dare alla pianta per compensare uno stress da carenza dell’elemento oppure per tamponare il fatto che c’è un consumo di lusso, ovvero uno spreco di azoto e quindi l’aumento delle possibilità di attacchi da parte di patogeni fungini e minor resistenza strutturale della pianta”.

Esistono già degli strumenti commerciali capaci di effettuare le stesse operazioni dell’applicazione sviluppata da Confalonieri, ma hanno un costo che oscilla tra i 4 mila e i 12 mila euro, a seconda del modello. “Quest’App – ha concluso Confalonieri – garantisce, a conti fatti, vantaggi tra i 70 e i 140 euro all’ettaro in una risaia, a fronte di un costo di gestione di circa 5 euro all’ettaro”. Anche se è stata sviluppata per le colture di riso, l’applicazione per smartphone, ad oggi, è utilizzabile anche per altri tipi di coltivazioni. Infatti, di recente, l’App è utilizzata da diverse aziende agricole, tra le quali anche un’impresa romagnola che produce pomodoro destinato alle industrie di trasformazione.

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Un commento

  1. Valentino ha detto:

    Davvero molto interessante, complimenti!

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