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Mafia a Palermo, Salvatore Verga come Riina e Messina Denaro: il boss trasferito nel carcere di massima sicurezza

Mafia a Palermo, Salvatore Verga come Riina e Messina Denaro: il boss trasferito nel carcere di massima sicurezza
Salvatore Verga al 41 bis

Per il capo della “banda del kalashnikov” e narcotrafficante si inasprisce ancora la pena

Salvatore Verga finisce nella cella di massima sicurezza del carcere delle Costarelle all’Aquila, l’istituto di massima sicurezza per eccellenza in Italia per i detenuti al 41 bis.

Verga come Riina e Messina Denaro

Il boss del quartiere palermitano della Marinella finisce nello stesso carcere di pericolosi “leader” di Cosa nostra, come Totò Riina, Matteo Messina Denaro, Filippo Graviano e Leoluca Bagarella.

Verga, il capo della banda del kalashnikov che per un anno ha messo in ginocchio imprenditori e commercianti dell’area del mandamento mafioso di San Lorenzo-Tommaso Natale, è stato trasferito una settimana fa dal carcere di Oristano in Sardegna (dove da inizio mese si trovava al 41 bis) alla struttura abruzzese.

Su Verga ancora indagini in corso

Per gli inquirenti il profilo di Salvatore Verga sarebbe molto più complesso rispetto a quello che si pensava, particolare attenzione sui suoi affari di droga.

Dalle indagini che hanno portato alla nuova misura cautelare per boss lo scorso 13 luglio è emerso che Verga per tre anni ha organizzato e controllato il business della droga allo Zen mentre nell’ultimo anno il pizzo dal carcere di Trani. Tutto avveniva attraverso gli smartphone, gliene sono stati trovati e sequestrati nove in totale. Messaggi o videochiamate per dare ordini ai suoi “picciotti” i quali eseguivano puntualmente: colpi di arma da fuoco, incendi o bottiglie con liquido infiammabile come minaccia.

Il colpo al Mandamento San Lorenzo ha coinvolto i seguenti nomi: Salvatore Ariolo, 52 anni, Gioacchino Buzzotta, 21 anni, Gian Mattia Celestino, 21 anni, Massimiliano Clemente, 52 anni, Andrea Perugia, 38 anni, Rosario Piazza, 19 anni, Giuseppe Pirrotta, 25 anni, Baldassarre Rizzuto, 25 anni, Manuel Salamone, trentaquattro anni, Matteo Salamone, 38 anni.

Intanto nelle scorse settimane sono proseguite minacce e aggressioni fisiche da parte di chi è ancora a piede libero ad alcuni degli imprenditori che hanno collaborato con la giustizia. Un segnale che fa capire che il mandamento San-Lorenzo-Tommaso Natale si sta riorganizzando.

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