Trascorsi cinque mesi dall’approvazione della dilaniata legge di stabilità, il Parlamento siciliano ha ancora all’ordine del giorno gli stralci di quella Caporetto di fine anno. Caporetto che ormai sembra essere una definizione all’ordine del giorno per la maggioranza. La prossima convocazione di Sala d’Ercole è per martedì 26 maggio.
Una pausa, ulteriore, che l’Ars prende in vista delle elezioni amministrative che interessano 71 Comuni siciliani e per le quali si percepisce forte la tensione. Una prova, dopo la debacle del referendum sulla riforma della Giustizia targata Carlo Nordio, con cui il centrodestra misurerà la propria forza sul territorio. In particolare su alcuni Comuni per i quali sono scesi direttamente da Roma colonnelli di partito.
Ars, forte tensione nel pre-elezioni: i nodi più importanti
Tra una settimana si affronteranno gli stralci esaminati dalle commissioni terza e quarta. Contenenti rispettivamente le disposizioni in materia di produzione energetica, attività produttive, agricoltura e sviluppo rurale e quelle in materia di transizione energetica, di sistemi di accumulo, di governo del territorio e di tutela ambientale. Temi che lasciano presagire nuovi scontri tra maggioranza e opposizioni e possibili barricate di questi ultimi che cercheranno di non perdere occasioni utili a far andare la maggioranza ancora una volta in frantumi.
Dall’ultima sessione di lavori in Sala d’Ercole rimarranno certamente le parole di Giorgio Assenza, capogruppo di Fratelli d’Italia, che si è appellato alla clemenza dell’opposizione. “Ringrazio l’onorevole Cracolici per la bontà che usa nei nostri confronti”, aveva detto in premessa di intervento il capogruppo del partito di Giorgia Meloni all’Ars quando ormai consapevole che la maggioranza in aula era l’opposizione. Premessa al duro “è quello che questa maggioranza si merita”.
Il riferimento poi, esplicito, è stato rivolto a chi all’interno della coalizione ha ottenuto un Assessorato in più ma ha dichiarato in aula che avrebbe votato a favore della norma blocca assunzioni a prima firma di Antonello Cracolici del Partito Democratico. Norma approvata da Sala d’Ercole, neanche a dirlo, con voto segreto. Già in aula, Assenza aveva proposto di serrare i ranghi della maggioranza o prendere atto della realtà e andare a casa. Un paio di giorni più tardi, il deputato della Lega all’Ars Vincenzo Figuccia dirà che “fare finta di nulla è ipocrisia” e che “quanto accaduto in questi giorni, anche in Aula, non può essere ignorato”. Per Figuccia la maggioranza non può continuare “a nascondere la polvere sotto il tappeto”.
Il fine legislatura, il rimpasto e la situazione della maggioranza
In linea con quanto affermato già in aula dal capogruppo di Fratelli d’Italia sul rimpasto che non ha risolto la crisi della maggioranza, anche il deputato leghista ribadisce l’impossibilità di governare la Sicilia in queste condizioni: “Questa maggioranza presenta criticità evidenti che neppure il recente mini-rimpasto sembra essere riuscito a risolvere. Non si può continuare a tirare a campare fino alla fine della legislatura”.
Sul fine legislatura lavora invece alacremente l’opposizione, mentre sembra ormai sempre più evidente che per Renato Schifani il secondo mandato è da escludere. C’è un’opposizione nella maggioranza, e anche nel partito del presidente della Regione – dipinto da qualcuno dentro Forza Italia come un tiranno a Palazzo d’Orleans – la situazione è tutt’altro che pacifica. In questo contesto, nel quale l’opposizione detta le regole alla maggioranza all’Ars, il campo progressista lavora alla scelta del candidato alla Presidenza della Regione e anche al programma.
Il progetto “Nova, la parola all’Italia” del M5S
Con Palermo, Trapani e Ragusa, il Movimento 5 Stelle ha lanciato “Nova, la parola all’Italia”. Una iniziativa finalizzata alla raccolta di idee, proposte e criticità da risolvere per dare il via alla definizione del programma elettorale per le prossime elezioni. Soprattutto, un’ufficiale apertura di campagna elettorale per le regionali. La necessità di accelerare sulla definizione di candidati e programma è di fatto dettata dall’incognita sulla reale durata della legislatura in corso.
Tra le ipotesi più accreditate c’è infatti anche una via d’uscita meno dolorosa come un’anticipazione delle elezioni non dettata da una crisi della maggioranza ma da ragioni legate all’organizzazione delle urne in coincidenza delle elezioni politiche. In questo modo il centrodestra terminerebbe “con onore” la legislatura regionale testando nel laboratorio politico siciliano il consenso del centrodestra alle urne.
Al momento, la situazione vigente è di un campo progressista con un candidato alla Presidenza della Regione, due partiti di maggioranza interna alla coalizione di centrosinistra con avviata attività di preparazione del programma elettorale, un candidato unico da scegliere che potrebbe palesarsi in accordo tra le forze appena prima della presentazione delle liste e una coalizione che questa volta si presenterà unita come ha sempre fatto il centrodestra. Inoltre, tra le insofferenze nel centrodestra e le Caporetto all’Ars, un vantaggio all’opposizione sembra essere proprio la coalizione di centrodestra a offrirlo su un piatto d’argento.
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