Disastro maltempo, "Agricoltori disperati, servono ristori ed esonero tasse" - QdS

Disastro maltempo, “Agricoltori disperati, servono ristori ed esonero tasse”

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Disastro maltempo, “Agricoltori disperati, servono ristori ed esonero tasse”

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giovedì 04 Novembre 2021 - 17:08

Le difficili condizioni metereologiche della scorsa settimana hanno creato enormi disagi alle aziende agricole. A QdS.it sono intervenuti i vertici regionali e provinciali di Confagricoltura

“Gli eventi dei giorni scorsi, legati al maltempo, ricordano quanto è già accaduto nel novembre del 2018, sempre nel catanese e nel siracusano. I danni sono enormi per le aziende agricole, le produzioni e le strutture”. Lo ha detto Ettore Pottino, presidente regionale di Confagricoltura.

Mancati ristori

“Fra l’altro – sottolinea – si parla sempre di stato di calamità e di crisi ma di fatto le aziende non sono mai state ristorate: nel 2018 è stata demandata la Protezione Civile per la liquidazione dei danni alle strutture, doveva arrivare l’80% di risarcimento per il danno subìto ed è stato invece ridotto al 15%, insufficiente soprattutto in periodo di post-pandemia. Siamo sconcertati da quello che succede e siamo convinti che anche in quest’occasione le istituzioni ci lasceranno soli”.

Manutenzione

“Dopodiché, – prosegue Pottino – poniamoci una domanda: tutto questo si poteva evitare? Penso che la manutenzione e la cura dei territori, degli alberi, dei fiumi, la pulizia e quant’altro avrebbero diminuito notevolmente i danni, mentre invece assistiamo ad una incuria assoluta di tutto quello che è l’ambito idrogeologico del territorio e queste poi sono le gravi conseguenze. Ci sono stati dei timidi accenni del governo Musumeci con alcune iniziative per la pulitura degli alberi che sono però state fini a sé stesse e non sono servite a nulla perché non eseguite in modo completo: per alcuni tratti e non per altri. Gli agricoltori sono in ginocchio, – conclude il numero uno di Confagricoltura Sicilia – è una brutta situazione che lascia tutti con l’amaro in bocca”.

La situazione a Catania e provincia

A farci il punto della situazione nel territorio catanese, il commissario di Confagricoltura per il capoluogo etneo, Marino Scappucci. “La situazione è stata ed è drammatica – afferma – perché soprattutto in alcune zone, come a Scordia e nella piana di Catania, i danni sono stati ingentissimi specialmente in prossimità dei fossi dei fiumi che hanno esondato a causa della cattiva manutenzione. I contraccolpi riguardano le colture orticole a pieno campo, gli agrumeti e le aziende zootecniche che sono letteralmente in crisi e dove le mucche, in occasione delle intemperie più violente, sono state fatte uscire sulla strada perché altrimenti sarebbero affogate e tutto questo anche a rischio dell’incolumità degli automobilisti”.

Continue sollecitazioni

“Vero è che nessuno poteva prevedere la catastrofe e che le migliori condizioni del tempo degli ultimi giorni hanno mitigato un po’ i danni anche se solo apparentemente, però avendo di recente visitato alcune aziende della piana di Catania e di Scordia so che gli agricoltori appartenenti alla nostra associazione sono disperati. Noi – prosegue Scappucci – avevamo chiesto in passato che si provvedesse soprattutto alla pulitura del fiume Gornalunga i cui argini da tanto tempo si sono alzati, quando piove esonda immediatamente ed in occasione dell’alluvione sembrava un lago; avevamo anche chiesto nel recente passato all’Autorità di Bacino che fossero gli agricoltori stessi a effettuare queste pulizie ma non è possibile perché la competenza è dei consorzi di bonifica e dell’Autorità stessa. I nostri problemi riguardano anche il fatto che non veniamo risarciti nemmeno dopo avere stipulato l’assicurazione per i nostri prodotti perché le cause sono indirette. Occorre porre mano al futuro per evitare che certi misfatti si verifichino di nuovo”.

Nel territorio di Siracusa

Girolamo Ferla, presidente di Confagricoltura a Siracusa, ci riferisce di quel territorio: “Alcune terre sono state danneggiate dal vento, altre hanno resistito, però anche lì il prodotto è andato perduto per l’allagamento dovuto alla forte pioggia. – sottolinea – I danni riguardano soprattutto le colture orticole, le serre e gli agrumeti anche se per questi ultimi ci vorrà più tempo per constatare gli effettivi contraccolpi a causa del ristagno dell’acqua. Noi, come Confagricoltura, a parte le provvidenze previste dalla legge nei casi di calamità naturali e l’esonero dal pagamento dell’Irpef per i danni conseguenti a calamità atmosferiche previsto dal Dpr 917, vogliamo chiedere che si attivi una disposizione legislativa che consenta di esonerare anche dal pagamento dell’Imu, nel caso di calamità naturali, le aziende agricole che anzi necessitano di liquidità per riseminare i terreni e sistemare le coltivazioni e non possono dunque pagare queste tasse sugli stessi terreni dove non hanno guadagnato ma subìto danni”.

L’intervento della Regione

Secondo quanto riporta un comunicato della Regione Siciliana, proprio in questi giorni il governatore Nello Musumeci ha tenuto un incontro a Scordia, il territorio più colpito dal ciclone della scorsa settimana. Alla riunione con il sindaco Franco Barchitta e con una rappresentanza di imprenditori agricoli, il governatore era accompagnato dagli assessori Toni Scilla e Marco Falcone, dal capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, dal dirigente generale del dipartimento Agricoltura Dario Cartabellotta, dal capo dell’Ispettorato agrario Giovanni Sutera, dal capo del Genio civile Gaetano Laudani, dall’ufficiale del Corpo forestale Luca Ferlito.

Dopo un ampio confronto sulle criticità emerse dall’alluvione, è stato definito un cronoprogramma di iniziative e interventi a breve e medio termine. Musumeci ha assicurato il sostegno finanziario all’ex Provincia per il ripristino delle infrastrutture danneggiate e l’intervento immediato dell’Esa per risanare la viabilità rurale compromessa e facilitare l’accesso alle aziende agricole.

Le parole di Musumeci

Gli uffici preposti completeranno a giorni la ricognizione dei danni da trasmettere a Roma per il riconoscimento della calamità naturale e la conseguente dotazione finanziaria, con particolare attenzione al ministero dell’Agricoltura. Ecco quanto affermato dal presidente della Regione Siciliana: “La Struttura contro il dissesto idrogeologico provvederà, in collaborazione con gli altri enti a una pianificazione delle aste fluviali di tutto il territorio comunale di Scordia. Individuati i punti critici, si interverrà con immediatezza per ridurre, almeno, le conseguenze disastrose della straordinaria caduta di acqua, ormai sempre più frequente. Faremo tutto ciò che sarà necessario”.

E dopo la visita a Scordia, Musumeci annuncia l’arrivo di altri 16 milioni di euro per la pulizia di fiumi e torrenti nelle zone alluvionate e un Piano d’interventi urgenti che prevede 63 opere e che riguarderà tutta la Sicilia. “Sono una cinquantina – afferma Musumeci – i lavori contro il rischio idraulico che abbiamo già portato a termine, impegnando circa ottanta milioni di euro” ed è in arrivo un’ulteriore programmazione che comprende altri 77 torrenti. Il budget necessario, è stato stimato, ammonta a 34 milioni di euro e dovrebbe arrivare dalla Protezione civile nazionale alla quale, a breve, verrà inoltrata la relativa richiesta.

L’intervento di Flai Cgil Sicilia

E a favore dei lavoratori agricoli interviene anche Flai Cgil Sicilia che, attraverso un comunicato, evidenzia come ai danni all’agricoltura, si aggiungano le giornate di lavoro andate perdute con ripercussioni sui redditi e sulla previdenza per i braccianti, soprattutto nelle zone della Sicilia orientale più colpite dal maltempo.

“Per questi lavoratori – dice il segretario della Flai Cgil Sicilia, Tonino Russo – chiediamo la riconferma delle stesse giornate di lavoro effettuate l’anno scorso, perché siano garantiti i diritti previdenziali e le tutele, come la possibilità di accedere alla disoccupazione agricola”. Della questione, Flai Sicilia investe il governo regionale: “Va bene lo stato di calamità, ma anche per i lavoratori ci vogliono garanzie – afferma Russo – il governo reginale si faccia dunque da tramite col governo nazionale per assicurare ai lavoratori agricoli siciliani le coperture previdenziali”.

Roberto Pelos

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