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Mancata depurazione, la commissione Ecomafie torna in Sicilia

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Mancata depurazione, la commissione Ecomafie torna in Sicilia

martedì 11 Febbraio 2020 - 00:00
Mancata depurazione, la commissione Ecomafie torna in Sicilia

Il presidente Vignaroli da mercoledì in missione nella Sicilia centrale: audirà procuratori e sindaci. "Qui dove il mare dovrebbe essere una risorsa, il maggior numero di centri inadempienti”

CATANIA – “Sulla depurazione delle acque reflue, l’Italia deve recuperare terreno e uscire il prima possibile dalle quattro procedure di infrazione europee”. Lo afferma il presidente della commissione Ecomafie, Stefano Vignaroli, che sarà in missione in Sicilia centrale da mercoledì a venerdì per sopralluoghi e audizioni sulla depurazione delle acque reflue.

“In questo percorso – sottolinea il presidente Vignaroli – la Sicilia gioca un ruolo importantissimo: qui, dove il mare dovrebbe essere considerato una risorsa fondamentale, si concentra infatti il maggior numero di centri abitati inadempienti che scaricano i reflui senza un adeguato trattamento. Per questo, dopo la missione di novembre scorso torniamo per la seconda volta nell’isola. L’obiettivo è svolgere sopralluoghi e audizioni per approfondire il problema e dare il contributo della Commissione per arrivare quanto prima a una soluzione”. La delegazione, oltre che dal presidente, sarà composta dai deputati Caterina Licatini (M5s) e Renata Polverini (Fi), e dai senatori Luca Briziarelli (Lega), Andrea Ferrazzi (Pd), Pietro Lorefice (M5s) e Fabrizio Trentacoste (M5s).

Nel corso della prima visita Vignaroli aveva definito il quadro della depurazione siciliana “drammatico” , anche perché il problema non deriva solo dal mancato trattamento delle acque reflue: “Gli impianti che dovrebbero ripulire le acque – aveva spiegato nell’occasione il presidente della Commissione Ecomafie – sono in molti casi macchine per inquinare, e non mancano situazioni in cui i finanziamenti pubblici erogati per risolvere il problema non sono stati usati per questo scopo e sono anzi finiti illecitamente nelle tasche di privati. Una situazione inaccettabile su cui la Commissione sta indagando in profondità e con estrema attenzione”.

Inaccettabile è anche che l’Isola sia coinvolta in ben quattro procedure di infrazione e addirittura ne rischia una quinta per la mancata depurazione delle acque in 50 Comuni, che si aggiungono ai 243 dove non sono stati fatti i lavori e per i quali l’Europa ha già sanzionato l’Isola. Due delle quattro procedure d’infrazione si sono già concluse con una condanna, una terza è in corso e sulla quarta il commissario per la depurazione nominato dal governo nazionale, Enrico Rolle, sta lavorando per evitare che arrivi la batosta.

Una delle due condanne già subite prevede che per ogni semestre di ritardo nel risolvere il problema la sanzione aumenti di 30 milioni. “La prima procedura di infrazione – ha dichiarato Rolle qualche mese fa – riguardava in Sicilia 51 agglomerati, la seconda 5, la terza 154 e la quarta 33. Il totale fa 243. La procedura di infrazione che sta per arrivare riguarderà altri 50 Comuni portando a poco meno di 300 quelli dove fogne e depuratori non funzionano. In Sicilia ci sono 390 Comuni, tre quarti hanno problemi di inquinamento”.

Ma quanto paga, quindi, la Sicilia per il mancato trattamento dei reflui? I tecnici dell’assessorato ai Servizi di pubblica utilità hanno spiegato che le sanzioni comunitarie per la mancata depurazione costano alle casse regionali, dato il diritto di rivalsa esercitato dallo Stato, 97 mila euro al giorno dal 2012. Stimando questo dato per tutti gli anni di ritardo, si avrebbe qualcosa come 250 milioni di euro.

La nuova missione comincerà con il sopralluogo, mercoledì, al depuratore di Ragusa, seguito dalle audizioni nella Prefettura di Enna dei Procuratori di Ragusa, Caltanissetta, Gela ed Enna. Sempre il 12 febbraio saranno sentiti i rappresentanti di Arpa Sicilia. Il 13 febbraio la Commissione svolgerà invece dei sopralluoghi a Gela, al depuratore di Macchitella e a quello del polo petrolchimico, e al depuratore di Enna.

Nel pomeriggio saranno sentiti, sempre a Enna, i sindaci di Caltanissetta, Gela, Enna e Ragusa. Quest’ultimo sarà ascoltato insieme al responsabile del depuratore della città. La Commissione terrà altre audizioni il 14 febbraio, sempre nella Prefettura di Enna: sono stati convocati i responsabili e i gestori degli impianti del petrolchimico di Gela, i rappresentanti di Caltaqua e di AcquaEnna.

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