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Manovrina in freezer e disegni di legge semifreddi, l’impasse politica verso la pausa estiva

Manovrina in freezer e disegni di legge semifreddi, l’impasse politica verso la pausa estiva

Anche sul fronte della variazione di bilancio non ci sono novità ufficiali, né quantomeno previsioni.

In teoria dovrebbero mancare circa quattordici mesi alle prossime regionali, in pratica si vede una politica siciliana che si barcamena vivendo alla giornata aspettando fatalista qualcosa che possa rimettere a posto i cocci per riprendere attività di governo e legislativa oggi impantanata. Le “disposizioni varie” in materia di produzione energetica, attività produttive, agricoltura e sviluppo rurale che in stralcio della terza commissione erano arrivate a Sala d’Ercole qualche settimana addietro, infine votate nei primi quattro dei sette articoli che le componevano, attendono l’esame della commissione Bilancio per due emendamenti governativi che si agganciano agli articoli 7 e 8. Appuntamento il prossimo martedì per Sala d’Ercole su questo disegno di legge.

Ancora incerta invece la data dell’altro stralcio di fine 2025, quello passato dall’esame della quarta commissione che ancora non ha una data per il proseguo dell’esame. Il 23 giugno il presidente di commissione, l’autonomista Giuseppe Carta, ha rinviato al giorno successivo il completamento della discussione in ordine alle comunità energetiche rinnovabili, ribadendo il termine per la presentazione degli emendamenti. Nessuna nuova sul fronte.

Nessuna novità sul fronte della variazione di bilancio

Anche sul fronte della variazione di bilancio non ci sono novità ufficiali, né quantomeno previsioni. La manovrina estiva, di cui già parlavano i gruppi parlamentari, i deputati, i dirigenti, ventilando le prime voci sul volume di variazione e sul volume delle richieste, non è più arrivata sul tavolo della giunta. Fonti di maggioranza prevedevano una giunta ad hoc per lunedì o martedì, ma di qualche settimana addietro. Tutto fermo. Nel frattempo è stato redatto il Documento di economia e finanza regionale e portato a Palazzo d’Orleans per l’approvazione da parte della giunta ottenuta mercoledì. Per Schifani e Dagnino un “passo avanti per il risanamento e la normalizzazione del bilancio”.

Palazzo d’Orleans ha poi proseguito l’attività di governo con il finanziamento di 3,4 milioni per la realizzazione di opere infrastrutturali nell’isola di Lampedusa in vista della visita pastorale di papa Leone XIV, 400 mila euro per il consolidamento e il potenziamento dei Centri per uomini autori di violenza ed anche la deliberata rimodulazione delle risorse Pr Fesr Sicilia 2021-2027da circa 34 milioni di euro “per finanziare più interventi in quattro aree interne della Sicilia”.

Che la variazione di bilancio non vedrà la luce prima della pausa estiva è divenuto chiaro a tutti, maggioranza e opposizione. Le voci che circolano – da fonti riservate – sostengono due primarie ragioni per questa chiusura da parte del presidente Renato Schifani, in realtà entrambe strettamente correlate. Una riguarda un volume di richieste per risorse da parte di alcuni assessorati troppo esoso unitamente a richieste da lunga lista della spesa per gli interventi territoriali della deputazione regionale che la Presidenza intende sostituire con un fondo unico per i territori. L’altro, che si sovrappone, si chiama crisi di maggioranza e rende difficilmente conciliabili le richieste dei partiti causando il congelamento della manovrina fin quando non si appianeranno le divergenze.

L’attesa udienza conclusiva per la parifica del rendiconto 2023

Nel frattempo però, questione meno gettonata tra le voci di palazzo ma in linea con la politica economico-finanziaria di Palazzo d’Orleans, è fissata per il prossimo mercoledì l’udienza conclusiva per la parifica del rendiconto 2023 e si attende l’approvazione dell’Ars del rendiconto 2022 già parificato. Risorse da liberare e rendere fruibili, motivo ragionevole per un ulteriore rinvio di variazione estiva che a questo punto potrebbe divenire autunnale. Possibilmente con un accordo di cessate il fuoco in maggioranza ed ulteriori risorse da rendere disponibili in attesa della legge di stabilità che, visti i tempi, seguirà a ruota.

Governo, Catanzaro e Marano: “Ars bloccata tra ricatti politici e incroci, c’è una chiara incapacità di governare”

Già martedì aveva reso di pubblico dominio il proprio pensiero il capogruppo del Partito Democratico all’Ars Michele Catanzaro lamentando giochi di potere politico nella coalizione di governo:

“L’Ars continua ad essere impantanata tra ricatti politici e veti incrociati tutti interni al centrodestra, mentre il presidente Schifani un giorno dice di lavorare alle variazioni di bilancio, il giorno dopo fa sapere di voler rinviare tutto a settembre. In questo modo tiene in ostaggio i siciliani, in un gioco di potere che serve solo a lui”. Sulla stessa linea ieri la capogruppo fresca di nomina del novello gruppo parlamentare Controcorrente. “Il rinvio a settembre delle variazioni di bilancio deciso dal governo Schifani è l’ennesima dimostrazione della paralisi di una maggioranza logorata dalle proprie beghe interne e dall’incapacità di governare la Sicilia”, ha detto Jose Marano.

“Mettere la ‘manovrina’ in freezer non è una scelta tecnica ma una chiara incapacità di governare la Sicilia – afferma la capogruppo di Controcorrente – a seguito del caos che regna sovrano all’interno del centro destra, preferendo la paralisi dell’attività legislativa piuttosto che alle urgenze dei siciliani”. Secondo Marano, “sono talmente divisi tra di loro che non riescono a fare l’unica cosa che fino ad oggi li ha tenuti insieme, ovvero dividersi i soldi dei siciliani per mantenere il loro consenso sui territori”.

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