Marco Falcone "Investite importanti risorse sui collegamenti ferroviari" - QdS

Marco Falcone “Investite importanti risorse sui collegamenti ferroviari”

Antonella Guglielmino

Marco Falcone “Investite importanti risorse sui collegamenti ferroviari”

giovedì 27 Febbraio 2020 - 07:30
Marco Falcone “Investite importanti risorse sui collegamenti ferroviari”

Incontro con l'Assessore regionale alle Infrastutture e Mobilità. "I passeggeri dei treni passati in un anno da dieci a undici milioni e seicentomila". Entro il 2021 la Regione sarà la più grande stazione appaltante d’Italia

Intervistato dal vice direttore Raffaella Tregua, l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Marco Falcone, risponde alle domande del QdS.

Quali sono gli obiettivi che ha raggiunto in questi due anni di lavoro in assessorato?
“Molto è stato fatto per quanto riguarda gli investimenti nel settore ferroviario. Sono iniziati i lavori per le più importanti opere dal punto di vista infrastrutturale, come il raddoppio delle linee della Palermo-Catania. Dopo quarant’anni di discussioni, hanno preso il via i lavori della prima tratta, per 40 chilometri, del collegamento da Catania-Bicocca a Catenanuova, che prevede un totale di 240 km. I lavori finiranno nel 2022, ma il primo binario potrà essere utilizzato già alla fine dell’anno prossimo. Con questa nuova tratta si recupereranno dei minuti nella percorrenza della Catania-Palermo, riducendo il tempo a due ore e trenta minuti. Nel frattempo, continua la progettazione per l’intera tratta, perché i lotti sono sei: il primo, come detto, è stato avviato; i progetti definitivi del secondo e terzo lotto, che porteranno sino a Enna, sono stati trasmessi al Consiglio superiore dei Lavori pubblici, per cui ritengo che entro la fine di quest’anno e al massimo per febbraio del prossimo anno sarà bandita la gara. In più, entro il 15 marzo completeremo l’intera progettazione per i restanti lotti, che arriveranno sino a Fiumetorto, località situata prima di Termini Imerese. Lì esiste già il doppio binario che porta direttamente alla stazione centrale di Palermo. Sono circa duecento chilometri su cui bisogna realizzare il raddoppio ferroviario: puntiamo a completare la progettazione entro marzo 2020, inviando tutto sia al Consiglio superiore dei Lavori pubblici che alla Commissione nazionale Via-Vas. Entro il 2021, con i lavori per il raddoppio ferroviario della Catania-Messina, il ripristino del binario della tratta Trapani-Alcamo, che è al momento è interrotto, e il collegamento da Caltagirone a Niscemi, verso Gela, la Regione siciliana sarà la prima e più grande stazione appaltante d’Italia. Tra il 2021 e il 2022 manderemo in gara opere per oltre sei miliardi di euro”.

I vostri piani, insomma, sono molto ambiziosi…
“In questi due anni abbiamo fatto una grande pianificazione. Stiamo investendo nel trasporto ferroviario perché i numeri dei passeggeri, dal 2018 al 2019, sono costantemente aumentati: oggi abbiamo 11 milioni e 600 mila passeggeri contro i dieci milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Un altro obiettivo importante è quello di collegare la ferrovia con l’aeroporto di Catania Fontanarossa. Mi auguro che entro il 2020 si possano portare a termine tutti i lavori, perché l’Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria, a causa degli ultimi tragici avvenimenti, è diventata più stringente nel rilascio delle certificazioni”.

La Regione garantisce un contributo per il trasporto ferroviario?
“Il costo per il trasporto ferroviario è di circa 120 milioni di euro annui, che la Regione paga a TrenItalia. Naturalmente dobbiamo distinguere tra chi gestisce la rete ferroviaria, quindi Rfi, da chi si occupa del servizio, quindi dei treni. La Regione paga undici euro circa per ogni chilometro-treno. Nell’accordo che abbiamo stipulato con TrenItalia è stato deciso che qualora vi fosse una perdita del 5 percento circa, la Regione contribuirà a compensare quest’ultima, ma se al contrario vi è un introito maggiore di questa percentuale TrenItalia dovrà dare un corrispettivo alla Regione. Inoltre, per la prima volta, forse nella storia, siamo riusciti a ottenere un servizio più performante e gradito dal pubblico viaggiante con l’erogazione di una sanzione di un milione e 700 mila euro, investiti sul territorio con servizi, come per esempio l’utilizzo del biglietto unico. Inizieremo a fine marzo, a Palermo, dopo aver stipulato con TrenItalia e Amat una convenzione per collegare bus, tramvia e ferrovia. Il tutto a un costo complessivo di 5,50 euro. Il cittadino palermitano o il turista per 24 ore avrà dunque la possibilità di acquistare un biglietto e utilizzarlo sul mezzo che più gli interessa, utilizzandolo anche in vasta fetta del territorio palermitano. Tutto questo grazie ai numerosi investimenti fatti e ai risultati raggiunti, tra cui l’apertura del nodo Passante ferroviario di Palermo, chiuso da circa quattro anni e mezzo. Abbiamo aumentato il trasporto di circa 600 mila passeggeri dalla tratta che va dalla Stazione centrale o dalla Notarbartolo alla fermata dell’aereoporto Falcone-Borsellino, considerando che in questa aereostazione si può entrare direttamente con il treno e, con una scala mobile lunga otto metri, accedere direttamente ai gate dell’imbarco”.

Quali sono i programmi per il territorio catanese?
“L’obiettivo è replicare quanto già fatto su Palermo, ma al momento è prevista una fermata che dista dall’aeroporto circa seicento metri, con un bus navetta che trasporterà i viaggiatori sino all’entrata dell’aeroporto. Stiamo però progettando un sistema di tunnel sopraelevati con dei tapis-roulant che porterà direttamente all’interno dell’aereostazione”.

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Quali sviluppi prevedete per la metropolitana etnea?
“Nell’ultimo periodo vi è stato un balzo enorme per la sua fruizione, da seicentomila a sei milioni di passeggeri, anche se molti catanesi ancora non la utilizzano. Abbiamo ai 402 milioni di euro reperiti dai fondi comunitari per finanziare il progetto del collegamento da piazza Stesicoro sino all’aeroporto, progetto finanziato e mandato in gara. Entro fine anno inizieranno i lavori. Ad aprile, invece, consegneremo alla città la stazione Cibali e a fine anno completeremo i lavori di Monte Po e Nesima, liberando così la circonvallazione. Stiamo crescendo, ma attualmente a Catania ci sono soltanto otto chilometri di metropolitana rispetto ai 13 che vi sono, per esempio, a Brescia”.

Avete acquistato nuovi treni?
“Sì. Attualmente sono cinque, ma ad agosto ne arriveranno altri sette. Con i soldi provenienti dalla sanzione erogata, oltre al biglietto unico su Palermo, che faremo pure a Catania e Messina entro questo semestre, realizzeremo tratte speciali, per esempio per portare gli utenti a manifestazioni come il Carnevale di Acireale, il Mandorlo in Fiore di Agrigento, l’Infiorata di Noto e così via. Inoltre, stiamo mettendo in campo delle azioni di vicinanza all’utente, soprattutto nelle tratte più disagiate come la Caltagirone-Catania, la Ragusa-Caltanissetta, circa duecento chilometri, la Alcamo-Trapani”.

Cosa ne pensa dell’alta velocità?
“In Sicilia si può parlare di alta capacità, nel 2025 la Catania-Palermo sarà percorsa in un’ora e 35 minuti. Cosa significa alta capacità? Vuol dire che, grazie al secondo binario, si potranno raggiungere i duecento chilometri orari. Non si può parlare di alta velocità, perché gli spazi di percorrenza sono troppo brevi”.

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