CATANIA – Cosa si rischia se si fa il bagno in un mare inquinato in Sicilia? Lo abbiamo chiesto al professore Bruno Cacopardo, docente di Infettivologia all’Università di Catania e direttore dell’Uoc Malattie Infettive dell’Arnas Garibaldi. Il professore ha risposto che le conseguenze sulla salute per chi si ritrova a fare il bagno possono essere blande, ma talvolta anche gravi: da una semplice congiuntivite sino alle rarissime epatiti A fulminanti. La domanda è pertinente visto che lungo la costa catanese ci sono numerosi scarichi fognari e pochi depuratori.
Scarichi fognari e depurazione: l’emergenza sulla costa catanese
Una grave problematica che pone la città di Catania tra le più inquinate della Penisola e la metropoli più multata di tutta l’Unione europea. Il caso più emblematico di tutta la provincia è quello della riviera tra Capomulini e Acicastello dove ancora oggi non è stato possibile mettere in funzione il collettore fognario già ultimato. Pastoie burocratiche e un conflitto di competenze hanno paralizzato nuovamente l’iter col risultato che anche questa estate trascorrerà con gli scarichi a mare. In questo contesto si inserisce il caos delle condotte fognarie di Catania dove ancira oggi non p stato possibile bandire le gare per spendere 120 milioni di euro di fondi per consentire di migliorare la situazione catanedse. Con l’aggravante che se non si risolvono i problemi del “vecchio allacciante” di Catania nessuno in tende prendersi in carico la gestione dell’impianto castellese.
Professore ancora oggi tiene banco in città il nodo della depurazione delle acque marine ed è ancora aperto lo scandalo dell’impianto fognario di Acicastello che seppure ultimato ancora non è entrato in funzione. Cosa rischiamo se facciamo il bagno, senza accorgercene, in prossimità di uno scarico fognario?
“Innanzitutto si possono contrarre le malattie a trasmissione fecale, agenti infettivi come salmonelle, shigelle, il virus dell’epatite A. Inoltre la trasmissione di questi agenti inquinanti non si registra con la sola trasmissione diretta, ma anche attraverso la contaminazione di potenziali alimenti come i mitili che poi finiscono sulla nostra tavola. Bisogna anche tenere conto che negli ultimi tempi si sono registrate in Italia continue e ripetute epidemie di epatiti virali di tipo A, come quella piuttosto seria esplosa di recente nel Napoletano. Inoltre la salmonella è tornata a circolare e ci sono agenti inquinanti come il campylobacter e l’Yersinia. Si tratta di batteri estremamente diffusi che si trasmettono o per via fecale o attraverso superfici, acqua o alimenti contaminati”.
Conosciamo bene molti di questi agenti infettivi come la salmonella. Si tratta di ceppi che possono causare malattie gravi nelle persone?
“Se questi batteri colpiscono un soggetto defedato, con un sistema immunitario compromesso stabilmente o transitoriamente, possono comportare quadri gravi sino alla morte del soggetto colpito. Bisogna inoltre tener conto che esiste un ‘sottoinsieme’ per fortuna molto raro di epatiti A che hanno un andamento ‘fulminante’. Si tratta di epatiti con evoluzione drammatica nel soggetto colpito e che comportano rischi per la vita del paziente che quasi esclusivamente vengono risolti col trapianto di fegato”.
Quindi se uno fa il bagno in prossimità di uno scarico rischia…
“I rischi infettivi ci sono. Si fa sempre riferimento al potere di diluzione del mare per rendere meno problematiche le infezioni che circolano nei nostri mari a causa degli scarichi. Ma il potere di diluzione funziona sino a un certo punto perché esistono dei parametri legati alla carica infettante, alla vicinanza del tratto di mare alla terraferma ed alla contaminazione degli alimenti che sono inevitabili”.

