Rinviati a giudizio Maria Concetta Riina, figlia del boss Totò, e il marito Antonino “Tony” Ciavarello, originari di Corleone (Palermo) con l’accusa di estorsione, aggravata dall’agevolazione di Cosa nostra e dal metodo mafioso: lo ha deciso il giudice per l’udienza preliminare di Firenze Anna Liguori.
Si apre ora la strada del processo, che inizierà il 27 gennaio 2027 alla terza sezione del tribunale del capoluogo toscano.
Maria Concetta Riina e il marito a processo per estorsione
Secondo l’accusa, Maria Concetta Riina avrebbe preteso da due imprenditori toscani delle somme di denaro e beni alimentari (un cesto di 45 chili dal valore di 350 euro e mille euro in contanti). E lo avrebbe fatto con frasi del tipo “Noi siamo sempre gli stessi, le persone non cambiano” e minacce velate, facendo leva – pare – anche sulle presunte difficoltà economiche della sua famiglia. Anche il marito Tony Ciavarello, in carcere per altra causa, avrebbe chiesto soldi tramite messaggi. Due gli episodi contestati: un’estorsione consumata ai danni di un imprenditore della provincia di Siena e una tentata ai danni di un altro imprenditore del Pisano.
A coordinare l’inchiesta il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia Antonio Nastasi.
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