La meningite uccide ancora in Italia: la fine del giovane Tommy, anche in Sicilia vaccinazioni a picco

La meningite uccide ancora in Italia: la fine del giovane Tommy, anche in Sicilia vaccinazioni a picco

Daniele D'Alessandro

La meningite uccide ancora in Italia: la fine del giovane Tommy, anche in Sicilia vaccinazioni a picco

mercoledì 01 Marzo 2023

Il giovane Tommaso è stato ucciso da una meningite batterica: una patologia forse sottovalutata, come dimostrato dal crollo delle vaccinazioni in Italia

La vita del povero Tommaso Fabris si è spezzata troppo presto, a soli 17 anni.

Ad uccidere ieri “Tommy”, talento in erba della pallacanestro del Vicentino, è stata la meningite da meningococco.

La febbre a 41 nella serata di venerdì subito dopo l’allenamento e la successiva comparsa di strane macchie all’altezza delle gambe avevano allarmato i genitori del ragazzo.

E allora subito la corsa in ospedale, pregando di poterlo salvare. Purtroppo, però, nel giro di poche ore la situazione è degenerata, definitivamente: l’infezione aveva già divorato l’organismo del ragazzo veneto, deceduto dopo la prima devastante diagnosi di morte cerebrale dei medici del “San Bassiano” a Bassano del Grappa.

Scattata subito la profilassi per i contatti di “Tommy”: tracciate quasi 300 persone

Dopo la tragica notizia della morte del giovane vicentino, è scattata subito la “caccia” ai contatti della sfortunata vittima da parte delle autorità sanitarie. Tutti sono stati sottoposti alla profilassi antibiotica per bloccare gli effetti di un possibile contagio. Lunedì ben 190 persone, domenica altre 75. Tra gli amici del basket anche 22 sportivi di Riese, allertati dall’Ulss 2 Trevigiana, su indicazione dell’Ulss 7. La ricerca, però, continua ancora, con tante famiglie preoccupate per la sorte dei figli che conoscevano e avevano frequentato recentemente Tommaso. Ciò perché la meningite da meningococco di tipo B, purtroppo, rischia di avere conseguenze potenzialmente letali, se non diagnosticata nell’arco di 24-48 ore.

Cos’è la meningite batterica? Sintomi e modalità di trasmissione

La meningite è una grave infiammazione acuta delle meningi, ossia le membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale. É provocata da virus, funghi o batteri. Nei casi più gravi, e fortunatamente più rari, la malattia può essere letale.

I batteri che solitamente causano la meningite batterica sono: la Neisseria meningitidis o meningococco, lo Streptococcus pneumoniae (SP) o pneumococco, l’Haemophilus influenzae tipo b (Hib) o emofilo. Per quest’ultimo ceppo virale, in Italia dal 2017, è obbligatoria la vaccinazione per i nati dal 2001.

13 sono i diversi ceppi di meningococco attualmente esistenti, ma solo 5 tipi, contraddistinti con le lettere A, B, C, Y, W135, possono provocare la malattia e/o altre severe patologie. I sierotipi B e C sono responsabili della maggioranza dei casi che si verificano in Italia e in Europa, anche se i casi da sottotipi Y e W 135 sono in aumento.

Il contagio da meningite può avvenire per via aerea attraverso le goccioline di saliva disperse o da persone affette dalla malattia oppure portatrici sane, mentre stanno parlando o mediante tosse e starnuti. Le conseguenze di questa infezione, come già scritto poc’anzi, possono essere critiche: circa il 20% dei pazienti infetti possono sviluppare danni permanenti, come paralisi, perdita della vista, dell’udito e della capacità di apprendere e comunicare o, come nel caso della meningite fulminante che ha portato via il giovane Tommaso, anche il decesso nel giro di pochi giorni.

Questi sono i sintomi che devono far scattare il campanello d’allarme:

  • febbre alta;
  • forte mal di testa e rigidità del collo;
  • nausea, vomito;
  • fotofobia (ipersensibilità alla luce);
  • sonnolenza;
  • alterazioni dello stato di coscienza e convulsioni.

Vietato sottovalutare la meningite, vaccinazione fondamentale: la situazione in Sicilia

Dinanzi a tragedie simili, ci si chiede il come quest’infezione possa essere debellata o, quantomeno, combattuta ancora al giorno d’oggi. La risposta, secondo i dettami della scienza medica, sta nel vaccino, unica arma efficace a disposizione per ostacolare le possibili complicanze della meningite.

I dati in questo senso, però, sono poco incoraggianti.

Negli ultimi anni in Italia, si è registrato un vero e proprio crollo delle vaccinazioni, passate da una percentuale del 74,94% del 2019 al al 58,5% nel 2021, nell’ambito di una specie di sottovalutazione collettiva di una patologia dagli effetti potenzialmente letali.

Anche in Sicilia la situazione non è delle migliori e questo può sembrare un paradosso.

Già, perché nonostante l’isola sia stata la prima Regione nel Belpaese a introdurre, nel 2015, la vaccinazione contro il meningococco B, e nonostante possa vantare uno dei migliori calendari vaccinali, che per il MenB prevede la somministrazione gratuita fino al trentesimo anno di età, in Trinacria le coperture sono sotto la media nazionale.

L’allarme di Bassetti: “Con il vaccino Tommaso sarebbe stato ancora vivo”

A lanciare un grido d’allarme sulla lotta alla meningite, c’ha pensato allora il direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, il professor Matteo Bassetti, che ha ribadito il ruolo fondamentale del siero vaccinale: “Se fosse stato vaccinato, il vaccino avrebbe evitato la forma letale. In Italia purtroppo c’è stata una riduzione della copertura vaccinale: a furia di cattiva informazione da parte dei soliti ciarlatani, questi sono i risultati”.

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