Discariche, bonifiche a passo di lumaca, l’Amministrazione di Messina cerca una soluzione - QdS

Discariche, bonifiche a passo di lumaca, l’Amministrazione di Messina cerca una soluzione

Lina Bruno

Discariche, bonifiche a passo di lumaca, l’Amministrazione di Messina cerca una soluzione

venerdì 01 Novembre 2019 - 00:01
Discariche, bonifiche a passo di lumaca, l’Amministrazione di Messina cerca una soluzione

Dal sito di contrada Formaggiara di Tripi a Portella Arena, sono tante le situazioni critiche. L’assessore Musolino al lavoro su una questione che in passato è stata sottovalutata

MESSINA – Ancora lontana la bonifica dei siti, mentre risulta ancora difficile avere un quadro chiaro sui danni ambientali prodotti. Le discariche non smettono di inquinare, neppure dopo decenni dalla chiusura: una consapevolezza che però non ha prodotto, negli anni, una gestione post mortem efficace delle aree presenti nel messinese e affidate al Comune. Né tantomeno la definitiva messa in sicurezza.

Vuole dare una svolta alle inconcludenze del passato Dafne Musolino, assessore con delega anche all’Ambiente, che considera prioritaria la questione e racconta le azioni attivate nell’ultimo anno per il sito di contrada Formaggiara di Tripi, per Vallone Guidari nella zona Sud e per Portella Arena, dove ogni intervento si complica per il vincolo del sequestro giudiziario.

Per le prime due discariche ad agosto 2018 sono state richieste le risorse necessarie alla caratterizzazione delle aree, azione propedeutica alla partecipazione del Comune all’avviso pubblico per accedere ai fondi europei per la bonifica. Secondo il piano economico allegato al decreto di approvazione del progetto, che risale al 2016, per eseguire gli interventi erano necessari circa 128 mila174 euro. Una cifra che non è più sufficiente e che bisognerà aggiornare secondo il nuovo tariffario.

“L’assessorato – ha detto l’assessore Musolino – ha avviato le procedure per la chiusura definitiva delle ex discariche, costituendo il relativo Piano di gestione. A tal proposito, con nota del 27/6/2019 è stato chiesto sia al Dipartimento Ambiente e Sanità che alla MessinaServizi Bene Comune, che è onerata secondo il contratto di servizio della gestione e della manutenzione ordinaria, di produrre una dettagliata relazione sullo stato delle ex discariche nel periodo da giugno 2018 a giugno 2019”.

Per Portella Arena è tutto più complesso. Nessun intervento efficace di bonifica e messa in sicurezza è stato effettuato dal 1998, quando si è smesso di conferire rifiuti, almeno ufficialmente, perché in quella discarica, anche dopo la chiusura, si è continuato a gettare di tutto. Nel 2004 la gestione del sito è passata dalla Prefettura al Comune, ma al Dipartimento Sanità e Ambiente di Palazzo Zanca non sembra esserci nessuna traccia del controllo e raccolta del percolato. È stato finalmente avviato il progetto affidato nel 2006 a Ph3 Engineering Srl, che ha finito di redigerlo nel 2012 e negli anni successivi ha trovato non pochi ostacoli. La precedente Amministrazione era riuscita a reperire dal Masterplan un milione 380 mila euro per la messa in sicurezza d’emergenza e adesso il nuovo Esecutivo, con un atto d’interpello, ha individuato un gruppo di tecnici, dipendenti comunali, che supporteranno, senza oneri aggiuntivi, gli interventi di messa in sicurezza d’emergenza.

“Sono state realizzate le scarpate – ha spiegato Musolino – e si stanno realizzando i cunettoni per il ripristino della funzionalità idraulica del sito. Ci sarà quindi la collocazione dei teli di bentonite per la impermeabilizzazione delle scarpate, prima della loro copertura con materiale che facilita il ruscellamento delle acque meteoriche. Sul sito sono ancora al lavoro i consulenti della Procura. Nell’ambito di tali indagini sono stati eseguiti numerosi carotaggi, importanti per la realizzazione del piano preliminare di caratterizzazione in corso di redazione”.

MessinaServizi ha l’onere della raccolta ordinaria del percolato e dopo una serie di valutazioni si è deciso lo stoccaggio in serbatoi che saranno collocati all’interno della vasca dell’ex inceneritore di Pace, ma il problema resta lo smaltimento. Durante l’ultima riunione interdipartimentale i tecnici dell’Amam hanno dichiarato che se il percolato presenta dei parametri compatibili con quelli indicati dalla normativa vigente (Dlgs. 152/2006), sarà possibile smaltire il liquido mediante trattamento nell’impianto di depurazione di Mili. Le procedure di verifica saranno concordate con Arpa.

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