MESSINA – Un grande progetto, un grande investimento che potrebbe dare slancio all’economia della città insieme alla grande ambizione che Messina possa diventare centrale nel traffico crocieristico internazionale. L’attesa è stata lunga, il progetto ha dovuto subire varie revisioni ma finalmente entro maggio dovrebbero partire i lavori del nuovo terminal crocieristico che dureranno circa un anno e mezzo. Al centro dell’opera un intervento di quasi 9 milioni di euro con un impegno che vede la collaborazione tra pubblico e privato.
Firmato il contratto: Msc gestirà il terminal crocieristico di Messina per 21 anni
Pochi giorni fa nella sede dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto sono state poste sul contratto le firme di Francesco Rizzo, presidente dell’Adsp dello Stretto, e Salvo Lo Re, consigliere delegato della Messina Cruise Terminal Srl; atto che dà il via alla realizzazione di un’infrastruttura che sarà gestita per 21 anni da Msc. “Messina avrà un terminal accogliente – ha dichiarato Rizzo – puntiamo a raggiungere un milione di passeggeri nei prossimi 4 anni. Siamo la settima realtà in Italia e il diciottesimo porto in Europa, l’Autorità si pone al centro del traffico crocieristico internazionale e questo attrae risorse per la città generando un meccanismo virtuoso”.
Durante i lavori il vecchio terminal resterà operativo: la logistica per bus e taxi
La tensostruttura del vecchio terminal rimarrà in funzione per tutta la durata dei lavori, per consentire le necessarie operazioni di imbarco e sbarco dei crocieristi, dopo sarà demolita. Si è messa in moto quindi adesso la grande macchina organizzativa con i tecnici designati, per allestire il cantiere e prevedere interventi per ammortizzare il più possibile l’impatto che avrà sulla mobilità. “Il nuovo terminal non sarà altro dalla città ma sarà fruibile anche nei giorni in cui non ci saranno navi da crociera“, ha sottolineato il direttore Ettore Gentile.
Nel periodo dei lavori ci sarà una logistica complessa per le attività portuali e per gli operatori del settore turistico. “Abbiamo lavorato a diverse soluzioni, si tratterà solo di alcune giornate in cui in porto saranno presenti delle navi. Lo spazio all’interno della banchina non sarà sufficiente per tutti i bus e i taxi che operano abitualmente e allora abbiamo valutato con il Comune la possibilità di spostare alcuni mezzi nella piastra sul cavalcavia“. Per non incidere sulla viabilità cittadina i bus turistici transiteranno all’interno del percorso del tram, attualmente inutilizzato, nel tratto basso della via Tommaso Cannizzaro, per poi svoltare sul viale San Martino e raggiungere il porto. Si eviterà, quindi, di appesantire il flusso viabile nella zona della Stazione con la Piazza che sarà presto oggetto di altri interventi da parte di Atm.
La gara vinta da Msc nel 2023 e le criticità geotecniche che hanno ritardato i lavori
La genesi di questo Terminal il QdS l’ha raccontata fin dall’inizio, con i vari vertici che si sono succeduti, prima e dopo la nascita dell’Adsp dello Stretto, e tutti gli intoppi che hanno caratterizzato il suo iter progettuale fino alle fasi finali, quando sembrava tutto deciso per avviare finalmente i lavori. Il riferimento è alla gara per la realizzazione e la gestione, vinta dalla Messina Cruise Terminal Srl, controllata da Msc, nel novembre 2023 (con un ribasso a 2,1 euro della tariffa a passeggero e a 3 milioni di euro del contributo pubblico).
Firmato il contratto con l’Autorità di sistema portuale dello Stretto nel settembre 2024, Mct ha richiesto di effettuare delle indagini integrative finalizzate all’accertamento delle condizioni della banchina, per poter dare corso alla progettazione esecutiva e di dettaglio. Le risultanze delle indagini hanno evidenziato importanti criticità geotecniche che avrebbero comportato, secondo i progettisti incaricati da Mct, il rischio di liquefazione e la necessità di un diverso sistema di fondazione su pali.
Il geologo Monaco esclude la liquefazione: sbloccato l’iter con costi aggiuntivi di 1,1 milioni
A spiegare tutto ciò è l’atto con cui l’Adsp ha approvato la modifica del contratto, sbloccando quindi l’iter. Il problema geotecnico riscontrato dai tecnici di Mct è stato oggetto di numerose riunioni tecniche con l’ente fino a marzo del 2025, quando l’Adsp ha incaricato il geologo Sebastiano Monaco di un’approfondita campagna di indagini. Il professionista è arrivato alle conclusioni che i terreni non sono liquefacibili.
Il progetto è stato quindi riedito dalla società incaricata da Mct, che lo ha consegnato nell’ottobre scorso, con la previsione di migliorie operative, funzionali e impiantistiche al terminal per circa 500 mila euro (a carico del concessionario) e, sulla scorta delle indagini geologiche eseguite, un miglioramento al sistema di fondazione sulla base di un reticolo di travi di collegamento con le strutture verticali. Tale intervento costerà circa 600 mila euro e sarà per il 60% a carico del terminalista e per il 40% dell’ente. Dopo questa revisione è arrivato il parere positivo sul nuovo progetto di tutti gli enti coinvolti. Previsti costi aggiuntivi quindi ma anche un maggior tempo da cronoprogramma di 150 giorni consecutivi oltre ai 315 previsti in appalto.

