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A Messina la relazione di Basile scatena le polemiche: l’attacco delle minoranze e la risposta del sindaco

A Messina la relazione di Basile scatena le polemiche: l’attacco delle minoranze e la risposta del sindaco
Il sindaco di Messina Federico Basile

L’intervento in Consiglio del sindaco, aspramente criticato dai partiti della minoranza, ha creato un clima politico ancora più teso. Il primo cittadino, però, tira dritto: “Opposizione a prescindere”

MESSINA – Un dibattito incompiuto, continuato il giorno dopo fuori dall’Aula, anche se a parlare è stata solo l’opposizione. Il Consiglio comunale straordinario convocato per discutere sulla relazione di inizio mandato del sindaco Federico Basile ha lasciato insoddisfatti i consiglieri di minoranza, mentre quelli di maggioranza non hanno parlato, seppur presenti nel corso della seduta.

Messina, le accuse delle minoranze alla maggioranza

Tante le domande rimaste senza risposta, tanto che in una nota successiva il gruppo del Pd ha chiesto al sindaco di tornare in Aula per discutere nel merito le linee programmatiche del suo mandato, ritenendo troppo generici i contenuti esposti lunedì sera. Lo scontro più duro, sia in Aula che fuori, è stato con Marcello Scurria, ex candidato a sindaco del centrodestra che con gli altri componenti del suo gruppo, Giuseppe Capurro e Simona Contestabile, non vuole fare sconti all’Amministrazione. “Abbiamo portato in Aula un intervento articolato – ha scritto in una nota – evidenziando i conti reali, quindici cantieri simbolo mai conclusi, le partecipate fuori controllo, la Social City senza contratto, il decentramento mai attuato, l’Area dello Stretto ridotta a un protocollo di intenti e facendo proposte concrete”.

“Il sindaco – hanno aggiunto – ha risposto da burocrate. Ha precisato di non avere alcun obbligo di rispondere. Ha dimenticato che chi amministra una città non parla solo ai consiglieri: parla ai cittadini e a essi deve rispondere. Nemmeno uno dei diciannove consiglieri di maggioranza ha preso la parola. Diciannove voti, zero interventi. La maggioranza che governa Messina non ha ritenuto di dover spiegare nulla ai cittadini che l’ha eletta”.

“Il presidente del Consiglio – ha aggiunto il gruppo consiliare – ha contato i secondi con lo stesso interesse con cui si conta il traffico a un semaforo, negando l’ultimo minuto richiesto dal consigliere Scurria. Un presidente del Consiglio comunale ha il dovere costituzionale dell’imparzialità”.

Pd Messina, le questioni rimaste senza risposta

Anche Alessandro Russo, Mariella Perrone e Antonella Russo del Pd hanno evidenziato che su molte questioni poste non c’è stata risposta: “Siamo usciti dalla seduta constatando il neppure malcelato fastidio del primo cittadino di fronte al confronto sulle tematiche oggetto della sua stessa relazione. La richiesta di questa seduta è stata elaborata nella convinzione che sia giusto che un sindaco appena rieletto esponga dinanzi al Consiglio le proprie linee programmatiche di mandato. Soprattutto un sindaco che agisce in continuità con la precedente gestione amministrativa: è proprio quella continuità che andava spiegata e discussa”.

“Le questioni che abbiamo posto – hanno evidenziato i rappresentanti del Pd – sono molte: una parte consistente della spesa sostenuta finora dal Comune è stata finanziata con risorse straordinarie, e nessuno ha spiegato come quelle spese saranno sostenute nel lungo periodo, quando quelle risorse non ci saranno più. Poi c’è il tema del Ponte e dell’area integrata dello Stretto, che in una relazione di inizio mandato sono liquidati in due righe, senza alcun approfondimento. Sulla gestione dei servizi affidati alle società comunali permangono confusione e assenza di chiarezza, a partire da una politica di esternalizzazione che in diversi casi costa più di quanto costerebbe internalizzare. Invece di risposte, abbiamo assistito a un dibattito alimentato soltanto dall’opposizione, che il sindaco ha mal sopportato, con il silenzio della maggioranza che lo sostiene. Il confronto in Consiglio non è un favore all’opposizione”.

Basile, la risposta alle polemiche sulla relazione di mandato

Il Consiglio era stato convocato quindi per discutere gli indirizzi programmatici e politico-amministrativi del nuovo mandato per il quinquennio 2026-2031, ma il primo cittadino da subito ha messo in discussione l’opportunità della convocazione, pur riconoscendone la legittimità. Basile ha parlato di “attacco frontale a un sindaco che è al suo secondo mandato e che sta lavorando in continuità” e di “opposizione a prescindere”.

Messina, il programma di Basile tra ambiente, urbanistica ed energia

I punti centrali della sua relazione ruotano intorno alla visione di una città più verde, sostenibile, più vicina ai quartieri e ai villaggi, che torna a connettersi con il suo mare dando spazio alla blue economy e frena la fuga dei suoi giovani. Completate le operazioni di risanamento, si dovrà lavorare per la riqualificazione e lo sviluppo all’interno di una strategia di rilancio economico e crescita sociale. Il nuovo Piano urbanistico generale dovrà fondarsi sulla rigenerazione e non sul consumo di nuovo suolo. Attraverso il Laboratorio urbano di progettazione partecipata saranno coinvolti cittadini, Università, ordini professionali e istituzioni nella definizione delle principali scelte urbanistiche. Sul piano energetico, la relazione affida al progetto Messina energia comune l’obiettivo di ridurre i costi dell’energia per famiglie e imprese, favorendo lo sviluppo del fotovoltaico e sostenendo la nascita delle Comunità energetiche rinnovabili. La visione finale è quella della “città dei 15 minuti”, dove i servizi essenziali si raggiungono facilmente e dove la mobilità, si legge nella relazione, non è più solo spostamento di veicoli, ma connessione tra persone, territori e opportunità.