Ponte: siamo arrivati al redde rationem, cioè la prossima delibera del Cipess con il rinvio del relativo provvedimento alla Corte dei Conti perché lo registri.
Il provvedimento del Cipess si può ritenere scontato e ragionevolmente – alla luce di tutte le risposte e i chiarimenti che la Società dello Stretto ha dato in relazione alla sessantina di osservazioni che ha fatto la Corte dei Conti sulla precedente delibera del Cipess – riteniamo che, adesso, la Magistratura contabile dovrebbe registrarlo senza alcun rilievo.
La costruzione del Ponte è assolutamente necessaria. Ricordiamo che rientra nel corridoio Scandinavo-Mediterraneo, è una struttura di interesse nazionale, anche ai fini della difesa, e soprattutto evita a milioni di siciliani, calabresi e italiani di fare ore di fila quando devono attraversare lo Stretto di 3,14 chilometri.
Ripetiamo una sciocchezza che secondo la stampa avrebbe detto Elly Schlein e cioè che ha attraversato lo Stretto in appena venti minuti. Sì, ma forse in elicottero.
Quest’opera ha avuto il maggior numero di studi (centinaia) di qualunque altra opera al mondo, i quali sono più che sufficienti per costruirla.
Ponte sullo Stretto, il progetto e l’importanza strategica
È stato appena inaugurato un ponte a campata unica in Cina e funziona benissimo. Esiste un ponte di sedici chilometri, seppure su pilastri, fra Danimarca e Svezia e funziona benissimo, risolvendo enormi problemi fra i due Paesi. Vi sono ponti sospesi in tutto il mondo che hanno resistito ai terremoti. Quindi non si capisce perché quello progettato molto bene in questi decenni non debba essere idoneo alla sua funzione, che è quella di fare circolare auto e treni.
A questo proposito vogliamo ricordare che gli abitanti della Sicilia orientale, a causa dei “capricci” dell’Etna, sono e saranno penalizzati perché l’aeroporto di Catania ha funzionato a singhiozzo. Ma non c’è alternativa, perché il treno da Catania a Roma impiega quattordici ore e da Catania a Milano venti ore.
Ora basta penalizzazioni; il Sud non è inferiore al Nord, ove ormai la rete di treni ad alta velocità si sviluppa rapidamente e i tempi di percorrenza sono stati tagliati con l’accetta.
Piuttosto, oltre al Ponte – la cui costruzione va iniziata immediatamente – vi è da accelerare la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità da Salerno in giù e quella da Palermo per Catania e Messina.
Ponte sullo Stretto, il costo annuale dei finanziamenti
Coloro che blaterano, a cominciare dal presidente del M5s, Giuseppe Conte, che i tredici e rotti miliardi per il Ponte potrebbero servire per altre cose, dicono, volontariamente o involontariamente, una menzogna. Infatti l’importo citato non serve tutto in un anno, ma esso è ripartito in almeno sei anni, con la conseguenza che ogni esercizio, a cominciare dal 2027, ha un onere di poco più di due miliardi: una bazzecola tenuto conto dell’enorme spesa corrente che fanno le istituzioni e le Pubbliche amministrazioni.
Peraltro, voglio ricordare la risposta che mi dette, nel Forum pubblicato il 25 settembre 2024, Angelo Bonelli, deputato ed esponente di spicco di Avs riguardo l’infrastruttura: “Il Ponte, a nostro avviso, sottrae sostanzialmente risorse sull’incertezza, che per noi è certezza, di un’opera che non ha ancora una sua fattibilità tecnica. Vi sono investimenti necessari che sarebbe doveroso pianificare e programmare, anche con procedure accelerate, previste per il Ponte e non per esempio per far fare i collaudi”.
Corte dei Conti e Ponte sullo Stretto, l’attesa per la delibera Cipess
Tornando al progetto, ci vogliamo augurare che la Corte dei Conti si ritenga soddisfatta della prossima delibera del Cipess e la registri, per consentire l’apertura dei cantieri nei primi mesi del 2027.
Comprendiamo che la questione renderebbe politicamente bene in vista delle elezioni del 2027, soprattutto al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, leader della Lega (in calo). Ma non si può subordinare l’interesse generale a una questione di parte.
Nonostante le premesse, a nostro avviso positive, secondo le quali questa volta la Corte dei Conti dovrebbe esprimersi positivamente, se malauguratamente così non fosse, il Governo dovrebbe prendere la decisione di registrare con riserva il provvedimento, in modo da far aprire i cantieri.
Un buon Governo si vede anche se è dotato di attributi mentali idonei, che verrebbero riconosciuti da tutta la Comunità nazionale nel caso in cui prendesse una decisione coraggiosa come quella indicata. Non sappiamo se Giorgia Meloni avrà capacità e coraggio di prendere tale decisione. Tuttavia, lo auspichiamo. Gliene renderemmo merito.

