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Messina, il futuro dei torrenti rimane un rebus

Lina Bruno

Messina, il futuro dei torrenti rimane un rebus

giovedì 18 Giugno 2020 - 00:01
Messina, il futuro dei torrenti rimane un rebus

Tra le situazioni più complesse c’è quella del Santo Stefano, divenuto discarica a cielo aperto. Associazioni, comitati e gruppi cittadini vogliono mettere fine a una situazione insostenibile

MESSINA – In questi anni si sono susseguite segnalazioni con fotografie e video in rete, lettere alle varie istituzioni e, un mese fa, è arrivato perfino un esposto alla Procura. Nulla però sembra sia servito per fare tornare a essere un corso d’acqua il torrente Santo Stefano, che è ormai diventato una discarica, con dentro ogni genere di rifiuti, compreso materiale edile e amianto. Così Francesco Greco, vicino al M5s e componente del comitato Salviamo Galati Marina, dopo le segnalazioni agli organi di Polizia, Arpa e Comune e la denuncia agli organi giudiziari, ci riprova con un nuovo appello chiedendo il sostegno di associazioni, comitati, gruppi di cittadini che vogliono mettere fine a una situazione divenuta insostenibile.

In oltre vent’anni di incuria e inefficienze amministrative – afferma Greco – il torrente Santo Stefano è diventato l’emblema di una risorsa bistrattata, trasformandosi in una vera e propria discarica a cielo aperto per quasi tutta la sua estensione. Un porto franco per cittadini incivili e impresari senza ritegno, che vi riversano dai sacchetti di immondizia domestici, ai materiali di risulta edilizi, ma anche elettrodomestici, copertoni e il pericolosissimo amianto”.

“Negli anni – aggiunge – non è mancato l’impegno da parte di associazioni e comitati, una voce che oggi si è affievolita di fronte al muro di gomma dell’inconcludenza di tutti gli amministratori che si sono succeduti nel tempo. Questo clima di rassegnazione, mista all’omertà, ha portato a una proliferazione incontrastata del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti sull’alveo del torrente Santo Stefano e tanti altri torrenti, una situazione non più tollerabile nel 2020 considerata l’attivazione del servizio porta a porta e la disponibilità di numerosi centri di raccolta”.

“Da considerare inoltre – sottolinea – le tecnologie oggi a disposizione, che faciliterebbero azioni di controllo e contrasto a questo vero e proprio abuso. I torrenti sono una risorsa importantissima per il territorio e l’ecosistema, in condizioni di naturale efficienza permettono il ciclo dell’acqua, il mantenimento di habitat e biodiversità, la mitigazione del rischio alluvioni, il ripascimento delle spiagge. Spesso fanno parte di quei corridoi che portano a un tesoro comune della città, come dei villaggi e delle periferie che trovano un’unica identità e sintesi nei Monti Peloritani”.

Il tessuto urbano della città dello Stretto è cresciuto in questi decenni incrociando i suoi 72 torrenti e senza rispettarne il naturale percorso. Questa criticità ormai strutturale dovrebbe tenere alta l’attenzione su questi corsi d’acqua, diventati parte integrante dei centri abitati, in vario modo ostruiti e quindi a rischio esondazione. La squadra Tutela spiagge e torrenti della Polizia Municipale, istituita per contrastare l’abbandono di rifiuti nei torrenti cittadini e negli arenili, malgrado l’impegno, non riesce a tenere sotto controllo un fenomeno ormai dilagante che non riguarda solo il Santo Stefano.

Poi ci sono quei torrenti classificati dagli esperti a elevata criticità, al centro di progetti di riqualificazione, anche piuttosto datati, come per Bisconte-Catarratti. L’intervento di messa in sicurezza era stato progettato negli anni Novanta, ma solo a gennaio 2020 sono iniziati i lavori per 16 milioni di euro che prevedono la sistemazione idraulica del torrente e opere viarie di collegamento con il centro abitato. Sarà realizzata anche una nuova rete fognaria che andrà a sostituire quella attuale che per gran parte si sviluppa nell’alveo del torrente. Ma non sono stati pochi gli intoppi dopo l’avvio del cantiere, che potrebbero fare ritardare la consegna dei lavori, prevista per il 2022: dagli allacci da regolarizzare alla protesta per la viabilità in tilt, fino allo spostamento delle reti di sottoservizi.

È ancora in corso di definizione, invece, presso l’ufficio del Commissario di Governo contro il Dissesto idrogeologico, Maurizio Croce, il progetto per il torrente Bordonaro, altro sito a rischio elevato.

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