Miccichè: "Pronto a rinunciare alla presidenza Ars per Prestigiacomo" - QdS

Miccichè: “Pronto a rinunciare alla presidenza Ars per Prestigiacomo”

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Miccichè: “Pronto a rinunciare alla presidenza Ars per Prestigiacomo”

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martedì 02 Agosto 2022 - 09:05

"Se la prendano - ribatte il presidente in carica - hanno diritto di chiederla. Ma troviamo un motivo per smettere di avvelenare i pozzi del centrodestra. Così rischiamo di perdere"

“Che colpa ho io se Musumeci ha avuto un atteggiamento arrogante e sleale nei confronti dei suoi alleati? Adesso la colpa è di chi non lo vuole?”. Il leader di Forza Italia Gianfranco Miccichè, in un’intervista all’edizione locale di Repubblica, torna a opporre il suo veto sulla ricandidatura del Governatore uscente Nello Musumeci.

Ma oltre a ribadire che il nome di Musumeci sarebbe “divisivo” per la coalizione di centrodestra Miccichè dice di essere pronto a rinunciare alla presidenza dell’Ars, così come richiesto da Fratelli d’Italia. “Se la prendano – ribatte il presidente in carica – hanno diritto di chiederla. Ma troviamo un motivo per smettere di avvelenare i pozzi del centrodestra. Così rischiamo di perdere”.

Per Musumeci “se Meloni e La Russa avessero avuto la bontà di ascoltare, non saremmo arrivati fin qui. Con i dirigenti siciliani abbiamo ottimi rapporti, ma l’atteggiamento di Roma è stato inspiegabile: si sono attaccati al fatto che Musumeci è l’uscente. Ma quella è un’aggravante, perché lo abbiamo già conosciuto”.

Riferendosi poi al vertice nazionale del centrodestra previsto per oggi, nel corso del quale dovrebbe essere individuato il candidato alla presidenza della Regione Miccichè rilancia ancora una volta il nome dell’ex ministro azzurro Stefania Prestigiacomo: “Non c’è dubbio che sarebbe il profilo migliore, ma sarei felice se il nome di Stefania venisse fuori da una riunione con tutti i partiti. Io ho fatto due richieste di vertici, mi è stato detto di no da FdI entrambe le volte. Prego qualcun altro di farsi promotore. Io, se invitato, ci sarò. In ogni caso non c’è dubbio che il nome debba essere deciso in Sicilia. Come si può pensare il contrario?”.

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