Misiliscemi, intervista al neo sindaco Tallarita - QdS

Misiliscemi, il neo-sindaco Tallarita: “Eravamo ai margini, ora vogliamo servizi”

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Misiliscemi, il neo-sindaco Tallarita: “Eravamo ai margini, ora vogliamo servizi”

Claudia Marchetti  |
martedì 15 Novembre 2022 - 09:56

Come nasce un Comune partendo da zero. Ne parla il neo sindaco di Misiliscemi (TP), che auspica una “Nuova politica senza steccati”.

Salvatore Tallarita è il nuovo sindaco di Misiliscemi, da domenica 13 novembre. Si tratta del primo sindaco chi quello che è recentemente diventato il 25° Comune della Provincia di Trapani – e il 391° della Sicilia, che abbraccia le 8 contrade trapanesi che si estendono da Marsala a Paceco e fino al capoluogo di Provincia: Rilievo, Locogrande, Marausa, Palma, Salinagrande, Pietretagliate, Fontanasalsa e Guarrato.

Un territorio, a ben vedere, molto strategico su diversi aspetti, che conta 8.629 abitanti. Tallarita è stato eletto con la lista “Progetto Comune” e con 3.377 voti. Secondo, il suo avversario Giuseppe Peralta, che ha ottenuto 1.040 consensi.

Tallarita nuovo sindaco di Misiliscemi: l’intervista

Tallarita, da pochissimo sindaco di Misiliscemi, è consapevole di aver riscritto una nuova pagina per la storia del territorio trapanese?

“Sì, ne siamo consapevoli ma sappiamo anche che è un percorso complicato. Ci volevamo misurare con l’iniziativa di costruire una città nel Terzo Millennio che avesse una connotazione socio-economica ben precisa. E oggi riteniamo che si possa fare. Vogliamo essere attori di questo cambiamento perchè vivevamo ai margini della Città prima, senza grandi speranze. Oggi invece vogliamo che Misiliscemi diventi centro, un luogo in cui le famiglie vivono creando esse stesse le giuste prospettive.

Avete condotto una battaglia importante. Perché siete arrivati a maturare la possibilità di diventare un Comune autonomo?

“L’idea è partita dall’Associazione Misiliscemi di cui faceva parte un nutrito gruppo di persone. A seguito della disattenzione ed emarginazione che vivevamo in queste contrade lontane dal centro trapanese, è maturata l’idea di verificare se ci fossero le condizioni di autodeterminazione del territorio. Lo abbiamo fatto dal punto di vista giuridico e abbiamo visto che la possibilità c’era. Allora abbiamo fatto uno studio per capire se ci fossero anche le condizioni socio-economiche per essere autonomi”, spiega il sindaco Tallarita.

“Il passo decisivo è stato il Referendum del 2018: è qui che si è testato il consenso della gente. In parallelo, è nata l’esigenza di una nuova politica per la nuova Città, che esca fuori dagli steccati ideologici dei partiti e che vuole invece confrontarsi con i territori. Con la speranza che questa idea politica si possa esportare più avanti, spostarla anche a livello regionale. L’idea è poi diventata un progetto concreto, che si basa sul concetto che i cittadini possano riappropriarsi del loro territorio. È il nostro modo di fare politica, lo è diventato. È l’elemento che ci ha fatto nascere come associazione. Non ci siamo mai posti di essere di destra o di sinistra; ma sappiamo che il mondo è diviso in due ambiti: quello che ritiene che il mondo sia di tutti e quello in cui convivono steccati. Noi siamo per la prima concezione e stiamo creando le condizioni per mettere a frutto questo. Lo facciamo attraverso i valori cristiani”.

Gli obiettivi della nuova amministrazione

Il 76,50% circa di consensi è quasi un plebiscito, sindaco Tallarita. Adesso si lavora partendo da 0. Quali sono i primi obiettivi?

“Innanzitutto creare continuità nei servizi e fare in modo che i cittadini abbiano meno disagi possibili. Non c’è ancora un edificio come Palazzo Municipale, non c’è ancora il personale comunale. Abbiamo necessità che il passaggio fra enti avvenga in maniera meno indolore possibile. Faremo in modo di dotarci di uffici comunali e di un apparato amministrativo”.

I servizi quindi sono il nodo del nuovo Comune. La popolazione aveva tanti problemi su questo fronte?

“Negli ultimi anni Trapani ha compiuto un accentramento dei servizi comunali, quindi non c’erano più riferimenti sul territorio misilese. Esistevano solo poche scuole ed alcune sono state chiuse per carenze strutturali perché non sono state mai sistemate. Mancava, insomma, la Pubblica Amministrazione territorialmente competente. Ecco perché oggi diventa importante dotare questo territorio di servizi”.

Avete anche una grande opportunità, sindaco Tallarita. Tralasciando al momento eventuali nuove denominazioni, l’aeroporto di Birgi per Misiliscemi è assolutamente da sfruttare.

“Sì. E in passato abbiamo anche incontrato, per un confronto, il Presidente Airgest (società che gestisce a terra l’aeroporto ‘Vincenzo Florio’, n.d.r.) Salvatore Ombra. Sentiamo parlare tanto di ‘cambio di destinazione’ dello scalo trapanese. Al momento questo non è importante, lo è invece dotare la zona aeroportuale che ricade nel Comune di Misiliscemi di infrastrutture, di servizi di trasporto, logiche di parcheggio, collegamenti ferroviari e, naturalmente, di nuovi mezzi pubblici. Puntiamo sulla mobilità“.

L’agricoltura per Misiliscemi è vitale. Lavorerete in tal senso?

“Vorremmo far sì che i luoghi della produzione – di olio, vino, sale, eccetera – diventino luoghi di promozione. Vogliamo espandere le nostre aziende affinché siano al servizio del turismo. Alcuni lo hanno già fatto, altri lo faranno. Altro passaggio di non poco conto sarà tipizzare i prodotti della nostra terra. La Città si estende dal mare alle colline e bisogna sfruttare sia l’aspetto balneare che la posizione strategica vicina all’aeroporto e all’autostrada che collega Trapani a Palermo. Ecco perchè i bagli e gli agriturismi che insistono a Misiliscemi, devono trasformarsi in strutture ricettive. Misiliscemi ha un sistema che vive principalmente di agricoltura e sfrutterà a pieno anche il turismo. Si badi bene, non vogliamo cementificare”.

I prossimi impegni del neo sindaco Tallarita

I prossimi impegni da sindaco? Dovranno prossimamente insediarsi Giunta e Consiglio comunale. Senza strutture come farete?

“Per ora a Misiliscemi come strutture comunali ci sono scuole e palestre. Possiamo incontrarci lì inizialmente. Anzi, ritengo che sia un modo per avvicinarsi ai cittadini che così potranno partecipare, assistere alle sedute del Consiglio comunale. Faremo una progettualità, ricercando finanziamenti per dotarci a breve dei servizi necessari. Dobbiamo prima raggiungere la ‘normalità’. E poi via via realizzare progetti a medio e lunga scadenza”.

Intervista di Claudia Marchetti

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