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Molto più di un’area portuale, a Catania un’agorà da vivere

redazione

Molto più di un’area portuale, a Catania un’agorà da vivere

sabato 26 Ottobre 2019 - 00:00
Molto più di un’area portuale, a Catania un’agorà da vivere

Crescono gli approdi delle navi (+85%) e di pari passo l’offerta culturale del Porto

Il porto di Catania non è più solo il luogo dove sbarcano e imbarcano merci, rotabili, container e passeggeri, ma da tempo si è trasformato in un’altra agorà della città “del Cigno”, cui è incastonato, come un brillante all’interno del suo prezioso barocco. E il suo water-front con l’edificio della c.d. “Vecchia Dogana” – così battezzata impropriamente dai catanesi, ma che, essendo un’opera progettata tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 dall’ingegnere Filadelfo Fichera, meriterebbe di essere denominata “Antica Dogana” per il rispetto delle sue origini e del suo ruolo strategico per la fiorente attività mercantile del porto etneo – oggi è diventato uno dei luoghi pulsanti della “movida catanese”, insieme ai bar presenti nello scalo.
L’abbattimento di alcuni muri di recinzione del porto e l’apertura del cancello del varco Dusmet è stato visto dai catanesi come una parte della città portuale da riconquistare per conoscerne la sua identità nascosta ai più. Ma in realtà, il porto è stato sempre frequentato da sportivi: canoisti e velisti si sono allenati all’interno dei suoi moli; i primi sotto la guida di un guru del canottaggio, Gino Perez, che ha forgiato tante generazioni di catanesi che hanno fatto la storia di questo sport e che si sono distinti, oltre che in Italia, anche a livello internazionale.

Ora la storia si ripete: il porto si apre allo sport per organizzare i tornei internazionali di “canoa polo” che si sono disputati anche quest’anno dal 20 al 22 settembre nello specchio acqueo del molo di levante e che hanno visto 35 squadre provenienti da 12 nazioni contendersi la coppa campioni, il più importante torneo europeo per club, organizzato da Daniele Insabella, presidente dello Jomar Club Catania , da Fabrizio Messina, direttore sportivo del circolo Canoa Catania, e da Vincenzo Falsane, presidente del Coni di Catania.

Una kermesse sportiva che l’Autorità di Sistema Portuale, unitamente alla Capitaneria di Porto di Catania, ha supportato, contribuendo allo sforzo organizzativo dei soggetti promotori per far conoscere il porto e la sua città a migliaia di giovani che hanno vissuto tre giorni di sport indimenticabili.

Ma il porto quest’anno ha ospitato anche i giorni della primavera del F.A.I. (Fondo Ambiente Italiano) promossi dalla Sezione di Catania, evento che ha richiamato moltissimi visitatori che hanno scoperto il porto, ammirando i suoi silos dipinti dagli artisti di strada, visionando i numerosi documentari (realizzati dall’Area Comunicazione dell’Ente Portuale) che narrano venti anni di attività della ex Autorità Portuale di Catania, all’interno di una mostra allestita alla Vecchia Dogana.

Anche i locali dei Laboratori Nazionale del Sud dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, presente nel porto da molti anni, hanno aperto le porte ai visitatori, con gli scienziati presenti che hanno illustrato ai cittadini le loro ricerche riguardanti i neutrini presenti nello spazio: mediante un cavo sottomarino immerso ad oltre 1000 metri di profondità al largo di Capo Passero, ne studiano la materia ed hanno fatto altre sorprendenti scoperte, registrando i suoni emessi dalle balene che passano poco distanti dalle nostre coste.

E in questa festa del porto non poteva mancare il sostegno del circolo velico del N.I.C. e della sezione della Lega Navale di Catania, i cui soci hanno messo a disposizione le loro imbarcazioni per far conoscere la città dal mare. Ma il porto è anche dei croceristi, che a Catania sono di casa, perché il porto di Catania, anche se storicamente è un porto mercantile, nel tempo è diventato anche croceristico, grazie alla sua polifunzionalità impressa dai primi Amministratori dell’Ente portuale, ed oggi ha ripreso il suo posto all’interno della graduatoria dei porti croceristi del nostro Paese, competendo con gli altri scali isolani per contribuire all’offerta turistica della nostra Regione che si è classificata al quinto posto, fra le regioni che sono dotate di porti specializzati nel settore.

Secondo l’ultima classifica redatta dal “Italian Cruise Day” – un forum annuale di riferimento in Italia nel settore croceristico e ideato da “Risposte e Turismo”, network che organizza l’evento ogni anno in una diversa città portuali, al quale partecipa il cluster marittimo portuale del comparto per studiare il settore ed implementare nuove strategie di marketing – ha già stimato che il nostro Paese sarà visitato l’anno prossimo da oltre 13,07 milioni di croceristi, facendo registrare un incremento del 6,2% rispetto a quello già lusinghiero dell’anno in corso.

Numeri che devono far riflettere gli addetti ai lavori, i quali devono programmare una serie di interventi che sono non soltanto infrastrutturali, ma anche gestionali e che investono certamente le Autorità di Sistema Portuali, ma anche le Regioni, i Comuni, le Autorità Marittime e persino le Prefetture, che attraverso le loro Questure e le diverse Polizie sono, a vario titolo, interessate da questa “invasione pacifica e redditizia” dei turisti d’oltralpe.

Il porto di Catania, che quest’anno ha fatto registrare un trend in aumento dell’85% rispetto all’anno prima in termini di toccate (approdi delle navi), si avvia a superare i 200.000 crocieristi che hanno scalato il nostro porto quest’anno, grazie alle nuove navi di maggiore tonnellaggio che ospitano oltre 2.500 passeggeri, escluso l’equipaggio.

Le “lave boat” della Compagnia Costa, facente parte del Gruppo Carnival, insieme a quelle del Gruppo Royal Carribean ed alle navi della M.S.C., hanno sbarcato anche nel mese di ottobre decine migliaia di turisti nella nostra città che è stata particolarmente apprezzata per il suo inestimabile patrimonio monumentale, paesaggistico, ma anche per la nostra enogastronomia.

“Un’onda d’urto” che ha visto sbarcare 10.000 crocieristi da tre navi da crociera diverse a distanza di qualche ora nella stessa giornata del 22 ottobre, che sono stati accolti con professionalità dal management della Catania Cruise Terminal, diretta da Mario Russo, che gestisce la Stazione marittima, e con spirito di servizio dal management dell’Autorità di Sistema Portuale, supportato dal personale della Capitaneria di Porto, della Polizia di Frontiera, dell’Agenzia delle Dogane e dalla Guardia di Finanza.

Un impegno corale, al quale si è unito il Comune di Catania, che su espresse direttive del sindaco Salvo Pogliese ha assicurato un accurato servizio di assistenza alla viabilità con diverse autopattuglie del Corpo dei Vigili Urbani e con il prezioso servizio di navette fra il porto e la città organizzato dal Presidente dell’Amt Giacomo Bellavia, i cui mezzi municipali hanno trasportato a bordo anche le biciclette dei croceristi.

Ma anche l’Accademia delle Belle Arti di Catania ha voluto offrire un evento culturale ai crocieristi in transito della Costa Fascinosa, allestendo un defilè di 40 modelle, curato dalla Professoressa Liliana Nigra, che per l’occasione hanno indossato abiti d’epoca, sfilando sotto bordo della nave e salutando i turisti sulle note musicali della Norma del nostro Vincenzo Bellini. Evento ideato da Vincenzo Stroscio dell’Associazione Globus. Un successo, che si aggiunge alle iniziative promosse dall’Associazione Wonder Time che hanno donato alla città e al suo porto quelle che un tempo si chiamavano “emozioni!”.

Roberto Nanfitò

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