Convalidato il fermo del sedicenne accusato dell’omicidio di Gabriele Vaccaro, il 25enne di Favara morto dopo essere stato colpito da un fendente nel parcheggio Cattaneo non lontano dal centro storico di Pavia. La decisione del giudice è arrivata dopo l’udienza di convalida all’istituto minorile Cesare Beccaria di Milano.
Il giudice si è riservato la decisione sulla misura cautelare. Gli avvocati difensori del ragazzo, hanno chiesto per il loro assistito gli arresti domiciliari o, in subordine, l’accompagnamento presso una comunità. I legai hanno spiegato che: “Dopo quanto è successo è molto provato, non riesce a mangiare e dormire”.
Il giovane è accusato anche di tentato omicidio
Tuttavia, il sedicenne è anche accusato di tentato omicidio per aver procurato una ferita all’addome-torace a uno degli amici di Gabriele: il giovane si trova ancora ricoverato al Policlinico San Matteo di Pavia, seppur non in pericolo di vita.
Nella vicenda risulterebbero coinvolti anche altri quattro giovani, tra i quali figura un altro minorenne, sono stati denunciati per omissione di soccorso.
Una fiaccolata per ricordare Gabriele: Favara e Pavia unite
Intanto, due comunità a lutto. Pavia e Favara, si sono unite in un grande abbraccio per ricordare ieri sera Gabriele Vaccaro con una fiaccolata con centinaia di persone che si sono ritrovate in piazza Don Giustino a Favara, per rendere omaggio al ragazzo.
Le candele accese, strette tra le mani, hanno illuminato volti segnati dalla commozione. “Non ci sono parole. Una tragedia. La violenza non può avere giustificazione. La violenza non deve essere l’unica modalità con cui risolvere le cose. Abbracciamo i familiari con questa fiaccolata silenziosa proprio per esprimere il nostro sentimento di vicinanza “, ha detto Don Nino Gulli arciprete di Favara.
Le lacrime hanno accompagnato il percorso fino in piazza Cavour. In molti hanno lasciato a terra la candela vicino la foto di Gabriele. Un luogo applauso a conclusione. Il ricordo di Gabriele è rimasto vivo in ogni fiamma tremolante, simbolo di affetto e vicinanza: “Gabriele era un ragazzo d’oro”, e ancora “Una vita spezzata presto”. I messaggi si moltiplicano: “Gabriele era un bravo ragazzo. Amava la vita, amava il calcio. Che giustizia sia fatta”.
Alla fiaccolata ha preso parte anche il mondo dello sport, segno tangibile di quanto il giovane fosse conosciuto e stimato. Atleti, dirigenti e rappresentanti di diverse realtà sportive hanno voluto esserci, uniti nel dolore. Una triste pagina di cronaca che deve far rifletterci affinché si possa fermare tanta violenza: Gabriele oggi è l’ennesima vittima di una società “malata”.
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