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“L’ennesima strage evitabile”, tragedia al largo di Lampedusa: 19 morti dopo un naufragio

“L’ennesima strage evitabile”, tragedia al largo di Lampedusa: 19 morti dopo un naufragio
Migranti in mare – Foto da Imagoeconomica, di repertorio

Interviene la Guardia Costiera nel cuore della notte. Mediterranean Hope: “Per l’ennesima volta assistiamo a quella che non possiamo definire tragedia, ma il risultato di precise scelte politiche”.

Ennesima tragedia in mare: sarebbero almeno 19 i morti in seguito a un terribile naufragio al largo di Lampedusa, in provincia di Agrigento, avvenuto nella notte.

Naufragio al largo di Lampedusa, ci sono morti e feriti

Tutto è accaduto intorno alle 3 di notte. Una motovedetta della Guardia Costiera avrebbe individuato e soccorso, a circa 85 miglia dall’isola, in area Sar libica, un barcone in difficoltà partito dalla Libia e carico di migranti. Purtroppo a bordo vi erano già delle vittime, delle persone morte presumibilmente per ipotermia o per inalazioni di carburante o comunque durante la traversata del Mediterraneo.

Complessivamente, al molo Favarolo di Lampedusa sarebbero arrivate 19 salme. Dei 58 superstiti, almeno 5 sarebbero feriti gravemente. A bordo anche un bambino. I feriti sono stati ricoverati al Poliambulatorio di Lampedusa mentre gli altri superstiti sono stati trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola.

“L’ennesima strage evitabile”

“Diciannove corpi ormai senza vita e una cinquantina di superstiti sbarcati oggi a #Lampedusa dopo un intervento di soccorso della Guardia Costiera italiana. L’ennesima strage evitabile, se si aprissero finalmente canali umanitari, sicuri e legali per chi fugge dalla Libia”. Così Mediterranea Saving Humans reagisce al tragico naufragio di Lampedusa, chiedendo la fine delle morti in mare attraverso canali istituzionali e legali.

Sheila Melosu, capomissione dell’Ong, commenta: “Fino a che non si apriranno canali sicuri e legali in Europa, le persone continueranno a mettersi in mare in ogni condizione per fuggire dalla Libia”. E aggiunge: “Siamo vicini al dolore dei superstiti, dei familiari e degli amici. Chiediamo un’accoglienza dignitosa, riconoscimento e giustizia per tutte queste persone”.

Anche Mediterranean Hope reagisce alla strage avvenuta al largo di Lampedusa. L’operatrice Francesca Saccomandi lascia su X una toccante testimonianza: “Sono approdate una cinquantina di persone sopravvissute, oltre alle salme (tra cui quella di una donna incinta). C’erano anche donne, bambine e bambini in stato di ipotermia e in stato di confusioni. Sono partiti 6 giorni fa dalla Libia e sono rimasti fino a oggi in mare, sotto la pioggia e la tempesta”. Ci sarebbero anche dei feriti gravi tra i sopravvissuti.

“Per l’ennesima volta assistiamo a quella che non possiamo definire tragedia, ma il risultato di precise scelte politiche“, aggiunge Saccomandi.

L’ennesima tragedia

Un altro naufragio lo scorso 14 marzo. La Guardia Costiera ha salvato, sempre al largo di Lampedusa, 64 persone. Tra loro un bambino piccolo e la madre. Sull’imbarcazione c’erano persone originarie di Burkina Faso, Camerun, Costa d’Avorio, Guinea e Sierra Leone. E un altro ancora, questa volta con esito tragico, si è registrato nel mar Egeo al largo delle coste turche. Almeno 19 le vittime segnalate, compreso un neonato.

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