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Nebrodi più verdi, progetto entra nel vivo, aree interdette al pascolo

redazione

Nebrodi più verdi, progetto entra nel vivo, aree interdette al pascolo

sabato 08 Febbraio 2020 - 00:00
Nebrodi più verdi, progetto entra nel vivo, aree  interdette al pascolo

Il progetto per il rimboschimento di Grappiddà, Foresta Vecchia e Gelso, voluto dal sindaco di Bronte Graziano Calanna ha ricevuto il plauso dei sindacati. "Sono le regole che salveranno il mondo"

BRONTE – Entra nella fase clou il progetto voluto dal sindaco, Graziano Calanna, per rimboschire le aree dei boschi di Grappidà, Foresta Vecchia e Gelso su Nebrodi la cui vegetazione è ormai rarefatta.

Un obiettivo che può essere raggiunto solo se queste aree vengono interdette al pascolo. Urge però non danneggiare l’economia legata alla zootecnia, ed allora il sindaco Calanna ha pensato di interdire le zone al pascolo, ma contemporaneamente, in vista del rinnovo delle concessioni agli allevatori da parte del Comune che si effettuerà ad aprile, allargare i tempi della concessione da uno a quattro anni.

Un progetto apprezzato anche dalle organizzazioni sindacali che durante un vertice hanno plaudito l’iniziativa. Al tavolo, ospiti dell’assessore Giuseppe Di Mulo, hanno partecipato l’esperto del sindaco Vincenzo Crimi, Gino Mavica della Cgil, Antonino Calandra e Matteo Mavica della Flai Cgil, Nino Marino, Enza Meli, Andrea Cavallaro e Valentina Saporito della Uila Uil. Presente anche il presidente del Consiglio comunale, Nino Galati.

“Si realizza – hanno detto all’unisono le organizzazioni sindacali – una richiesta che storicamente abbiamo posto alle varie amministrazioni che si sono succedute”. E martedì scorso, prima che sui Nebrodi nevicasse abbondantemente, una delegazione di esperti guidata dall’assessore Giuseppe Di Mulo, alla presenza del Comune, del Dipartimento dello sviluppo rurale e territoriale e dell’Ispettorato forestale si è recata sul posto per individuare le prime aree da recintare.

“Sono le regole che salveranno il mondo – ha affermato Graziano Calanna – e quando le regole sono giuste sono condivise da tutti. In questo caso piacciono ai cittadini perché salviamo il bosco e piacciono pure agli allevatori che hanno bisogno di pascolo”.

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