Piccoli Comuni, molto personale e pochi abitanti. Lo spopolamento non intacca gli uffici pubblici - QdS

Piccoli Comuni, molto personale e pochi abitanti. Lo spopolamento non intacca gli uffici pubblici

Serena Giovanna Grasso

Piccoli Comuni, molto personale e pochi abitanti. Lo spopolamento non intacca gli uffici pubblici

mercoledì 04 Settembre 2019 - 00:00
Piccoli Comuni, molto personale e pochi abitanti. Lo spopolamento non intacca gli uffici pubblici

Dall’Anci nazionale un dettagliato report che ha messo a confronto le varie realtà “minori” presenti in tutta Italia. Lo strano caso di Godrano (Palermo) rimasto con un solo dipendente. Le strategie di Joppolo Giancaxio per mantenere operative le scuole. Il nodo delle unioni di Comuni

PALERMO – In Sicilia più di un Comune su due ha meno di cinquemila abitanti. Secondo i dati contenuti all’interno dell’Atlante dei piccoli Comuni, presentato dall’Anci nell’ambito della XIX Conferenza nazionale piccoli Comuni “Noi siamo piccoli… Ma facciamo grande l’Italia” tenutasi lo scorso 5 luglio a Gornate Olona (Varese), in Sicilia rientrano in questa categoria 202 dei 390 Enti totali (corrispondenti al 52%).

A livello nazionale, sono 5.500 i Comuni con meno di cinquemila abitati, pari al 69% dei 7.914 Enti locali italiani. Regioni come Valle d’Aosta (73 piccoli Comuni, pari al 99% del totale), Molise (125, corrispondenti al 92% del totale), Piemonte (con 1.046, corrispondenti all’89%) e Trentino Alto Adige (256, ovvero l’88% del complessivo) battono l’elevata componente numerica osservata nell’Isola.

I 202 piccoli Comuni siciliani occupano il 32% dell’intera superficie territoriale, pari a 8.348 chilometri quadrati, e assorbono appena il 10% della popolazione residente (493.766 abitanti). Proprio a proposito di popolazione, i Comuni siciliani in generale, e quelli di piccole dimensioni in maggior misura, sono sempre più interessati dai fenomeni di spopolamento. In particolare, tra il 2011 e il 2017, ben l’84,7% degli Enti locali “minori” ha subìto gli effetti dell’esodo, mentre appena nel 10,9% dei casi è possibile osservare il rientro di popolazione (nel 4,5% dei casi i piccoli Comuni hanno avuto un comportamento stazionario).

L’andamento nazionale complessivo, seppur connotato da un trend maggiormente orientato allo spopolamento, assume tratti meno accentuati rispetto alla Sicilia: infatti, globalmente, sono interessati dalla fuga il 72,9% dei piccoli Comuni (oltre dieci punti percentuali meno della nostra regione), mentre risulta essere attrattivo il 17,5% del totale (in questo caso, quasi il 7% più dell’Isola). In Trentino Alto Adige si raggiunge il picco massimo di attrattività (44,5% del totale).

Il dato curioso, però, è che a una così marcata tendenza allo spopolamento non si affianca un’altrettanto contenuto numero del personale impiegato negli uffici municipali, come sarebbe logico attendersi. Al contrario, proprio nella nostra regione si osserva la seconda incidenza più sostenuta: è possibile contare ben 7,6 dipendenti comunali a tempo indeterminato ogni mille abitanti, praticamente ben tre dipendenti in più rispetto al valore medio nazionale pari a 4,8 e ancora più lontani rispetto ai 3,2 dipendenti ogni mille abitanti rilevati in Lombardia (la regione con l’incidenza di personale più contenuta a livello nazionale). La Valle d’Aosta è l’unica regione in cui si osserva un’incidenza superiore alla nostra (ben 9,2 dipendenti ogni mille abitanti).

Nel dettaglio, in Sicilia è possibile contare 3.581 dipendenti comunali a tempo indeterminato (pari al 7,6% dei 47.317 censiti a livello nazionale), di cui due dirigenti, 90 segretari e i restanti 3.490 facenti capo al personale non dirigenziale.

Infine, per quel che riguarda la gestione dei servizi, in Sicilia stenta ad attecchire la forma associata, senz’altro più efficiente. Infatti, lo strumento della convenzione per lo svolgimento di funzioni e servizi, nell’Isola è utilizzato solamente da 52 piccoli Comuni, di cui 22 capofila e 30 non capofila, appena pari al 26% dei piccoli Comuni totali, mentre a livello nazionale se ne contano complessivamente ben 3.918, pari al 71% dei 5.500 piccoli Comuni totali. Le funzioni prevalentemente gestite tramite convenzione sono quelle di Polizia locale, protezione civile e servizi sociali.

 

Quello strano caso di Godrano rimasto con un solo dipendente

Il sindaco Mastropaolo: “In controtendenza rispetto ad altre realtà”

 

GODRANO (PA) – Con i sui 1.100 abitanti circa Godrano è uno dei centri più piccoli della provincia di Palermo. Abbiamo chiesto al sindaco Epifanio Mastropaolo come si gestisca un territorio così piccolo e soprattutto con quali criticità un amministratore è costretto a fare quotidianamente i conti.

Il Comune di Godrano è stato interessato dal fenomeno dello spopolamento? State mettendo in atto piani utili alla prevenzione e al contrasto di questo fenomeno?
“Per il momento non abbiamo avviato alcuna iniziativa specifica, anche perché fino a poco tempo fa questo problema non ci toccava. Sta iniziando a emergere soltanto di recente. Non abbiamo ancora consolidato nessuna iniziativa sotto questo punto di vista, ma sto pensando di mettere in atto progetti di carattere socio-assistenziale”.

Qual è l’incidenza che lega dipendenti comunali e popolazione residente a Godrano?
“Spesso accade che vi siano troppi dipendenti comunali in rapporto alla popolazione, perché la storia politica ci ha condotto a questo. Nel mio Comune, però, le cose vanno diversamente. Infatti, conseguenza di Quota 100 e altre misure, era rimasto soltanto un dipendente. Abbiamo dovuto sopperire provvedendo alla stabilizzazione dei precari. Quindi, siamo sicuramente in controtendenza rispetto a molte altre realtà siciliane”.

Operate la gestione dei servizi in forma singola o associata?
“Momentaneamente gestiamo i servizi in modo individuale. Siamo anche usciti dall’Unione di Comuni della quale facevamo parte. L’intenzione ad avviare un processo di gestione associata ci sarebbe, sarebbe utile, ma bisognerebbe cercare dei punti di contatto con altri Comuni”.

 

Le strategie di Joppolo Giancaxio per mantenere operative le scuole
Gli effetti dello spopolamento illustrati dal primo cittadino, Portella

JOPPOLO GIANCAXIO (AG) – La gestione dei piccoli Comuni ha degli aspetti complessi, diversi da quelli dei centri con una popolazione maggiore, ma non per questo meno complicati. Per comprendere meglio tali problematiche abbiamo sentito Angelo Portella, sindaco di Joppolo Giancaxio e dei sui 1.100 abitanti circa.

Il fenomeno di fuga della popolazione sta interessando il vostro territorio? Come state intervenendo per limitarlo?
“Stiamo soffrendo molto questa problematica: lo spopolamento conduce a notevoli problemi, per esempio in merito alla formazione delle classi. Sussiste il rischio di accorpamento delle stesse e per tenere in piedi la scuola media ho organizzato un servizio bus che collega il mio comune al limitrofo Raffadali, da cui provengono circa quaranta ragazzi. In questo modo riusciamo a tenere la scuola ancora aperta. Anche alle elementari siamo riusciti a scongiurare il rischio di accorpamento. Inoltre, abbiamo redatto un regolamento comunale che prevede l’erogazione di contributi sull’affitto per le giovani coppie con figli che frequentano la scuola materna o la scuola elementare”.

A Joppolo Giancaxio qual è il rapporto numerico tra dipendenti comunali e popolazione?
“Nel mio Comune il rapporto tra popolazione e dipendenti comunali è sottodimensionato. Infatti, per questa ragione ci troviamo a non poter gestire bene i servizi. Al contrario, in molti Comuni vicino al mio, sussiste un rapporto tra dipendenti e popolazione altamente spropositato. In tal senso, sarebbe auspicabile un intervento più incisivo della politica”.

Gestite i servizi in forma singola o associata?
“Gestiamo i servizi individualmente, perché purtroppo non abbiamo questa capacità organizzativa. Pur facendo parte di un’Unione di Comuni insieme a Raffadali, Santa Elisabetta e Sant’Angelo Muxaro, non riusciamo a gestire insieme alcuni aspetti che porterebbero certamente a un risparmio e una qualità dei servizi migliore”.

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