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Nel terreno confiscato alla mafia la legalità rifiorirà su 17 mila viti

redazione

Nel terreno confiscato alla mafia la legalità rifiorirà su 17 mila viti

martedì 24 Marzo 2020 - 00:00
Nel terreno confiscato alla mafia la legalità rifiorirà su 17 mila viti

A Monte Sara, tra Cattolica Eraclea e Ribera, l’iniziativa della Cooperativa “Liberarmonia”. “L’obiettivo è incentivare lo sviluppo locale delle aziende agricole nella Valle del Belice”

AGRIGENTO – Ha preso il via in un terreno confiscato alla mafia a Monte Sara, tra Cattolica Eraclea e Ribera, la piantumazione di ben 17 mila viti. L’iniziativa è della cooperativa “Liberarmonia” di Poggioreale, guidata dalla presidente Rosalia Nuccio, che nella stessa zona, in un altro appezzamento, già da diversi anni coltiva anche grani siciliani.

A seguire il progetto, che sarà sviluppato su cinque ettari di terreno, è l’agronomo Angelo Moscarelli. La piantumazione della barbatelle, tutte innestate, si è conclusa. Fra due settimane, invece, si procederà con la palificazione per completare la realizzazione del vigneto con sesto a spalliera che sarà composto per tre ettari della varietà Nero d’Avola e per due di Grillo, due dei vitigni autoctoni siciliani più conosciuti e più apprezzati dal mercato.

La cooperativa “Liberarmonia” ha previsto per questo vigneto, che darà vita fra tre anni a dei vini con il marchio “Sicilia Doc”, un investimento complessivo di circa 80 mila euro: per l’aratura dell’area, per l’acquisto delle barbatelle e la messa meccanica a dimora, per la realizzazione dell’impianto di palificazione, per la manodopera e per la periodica irrigazione delle piantine.

I dirigenti della cooperativa hanno già inviato una richiesta irrigua al consorzio di bonifica Agrigento 3 per far fronte alle irrigazioni. Il terreno su cui nascerà il vigneto è quello confiscato a Gaetano Amodeo, morto da diversi anni, che era considerato un esponente di spicco della famiglia mafiosa di Cattolica Eraclea e legato oltreoceano al clan Rizzuto, una delle più potenti organizzazioni mafiose italo-canadesi di carattere transnazionale di cui si è occupata la Dia in Italia in diverse inchieste (“Brooklyn”, “Orso bruno” e “Minoa”).

“Tra i progetti su cui stiamo lavorando anche quello per la realizzazione di una cantina e una struttura d’accoglienza per i turisti nel casolare che si trova su questi terreni. è nostra intenzione anche partecipare ad altri bandi per la gestione a fini sociali e lavorativi di terreni confiscati nell’Agrigentino”, dice l’agronomo Angelo Moscarelli.

“Il nostro obiettivo – spiega la presidente della cooperativa Liberarmonia, Rosalia Nuccio – è incentivare lo sviluppo locale delle aziende agricole nella Valle del Belice e nel territorio di Ribera, agevolando l’aggregazione a Liberarmonia di piccoli produttori agricoli che sono costretti a svendere la loro materia prima a prezzi stracciati. Le nostre produzioni sono tutte biologiche e provengono sia dalle terre liberate dalle mafie che dai nostri produttori associati. Il riuso sociale delle terre confiscate rappresenta per il nostro territorio un granello concreto di speranza e di un profondo cambiamento delle coscienze”.

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