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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Trump-Xi: “Hormuz deve restare aperto”, via ai nuovi colloqui Israele-Libano

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Trump-Xi: “Hormuz deve restare aperto”, via ai nuovi colloqui Israele-Libano
Benjamin Netanyahu, foto da Imagoeconomica

Le notizie sulla guerra Iran, USA e Israele e sulle tensioni in Libano: news in diretta, aggiornamenti su cosa sta succedendo nell’area del Golfo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di giovedì 14 maggio 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 14 maggio 2026

Guerra in Iran – giovedì 14 maggio 2026: le ultime notizie in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di giovedì 14 maggio 2026.
Inizio diretta: 14/05/26 07:00
Fine diretta: 15/05/26 00:00
La tragedia del Libano

Dal 2 marzo scorso, gli attacchi di Israele nel Sud del Libano hanno portato alla morte di oltre 2,896 persone e oltre un milione di sfollati. Neanche il fragile cessate il fuoco raggiunto lo scorso 16 aprile ha portato a una conclusione delle ostilità.

Trump: "La Cina vuole vedere un accordo raggiunto"

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che il leader cinese Xi Jinping sarebbe favorevole a un accordo con l’Iran e avrebbe persino offerto il proprio aiuto per favorirlo. In un’intervista a Fox News, Trump ha raccontato che Xi “vorrebbe vedere raggiunto un accordo” con Teheran. “Chi compra così tanto petrolio ha ovviamente qualche tipo di rapporto con loro – ha affermato Trump riferendosi alla Cina – Ma lui ha detto: ‘Mi piacerebbe essere d’aiuto. Se posso essere utile in qualsiasi modo’. Vorrebbe vedere aperto lo Stretto di Hormuz”.

 

L'inizio dei nuovi colloqui, focus su Hezbollah

“Il nostro obiettivo è lo stesso che avevamo la settimana scorsa e quella precedente, ovvero smantellare Hezbollah“, obiettivo “comune ” sia del Governo libanese che di Israele. Lo dice un funzionario israeliano, in forma anonima, al Times of Israel.

Parlando poi dell’Iran, il funzionario non ha espresso preoccupazione per l’apparente insistenza del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel ricercare una soluzione diplomatica alla crisi. “Il presidente sa che l’Iran mente sempre e prende tempo“, spiega la fonte, esortando a “non sottovalutare la risolutezza del presidente Trump nell’assicurarsi che raggiunga i suoi obiettivi, garantendo che l’Iran non abbia capacità nucleari”.

Poi, parlando sempre all’Iran, aggiunge: “Abbiamo eliminato la maggior parte della leadership di primo livello, la maggior parte della leadership di secondo livello. E ora hanno quella che si potrebbe chiamare la ‘squadra di riserva’. Non credo che il popolo iraniano voglia sostituire un ayatollah con un altro – l’ayatollah senior rimpiazzato dall’ayatollah junior. Ma sta a loro decidere”.

Abbas Araghchi: "Con le minacce USA e Israele non otterranno alcun risultato"

Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi torna a parlare delle minacce di Stati Uniti e Israele contro Teheran e la guerra. Le sue parole vengono riportate dall’agenzia IRNA: “Siamo abituati a questo tipo di minacce. Le hanno ripetute (USA e Israele, ndr) in svariate forme per diverso tempo, ma lo sanno anche loro che non hanno avuto e non otterranno alcun risultato, neanche con la guerra che hanno avviato”. L’Iran – ha aggiunto – “non si chinerà” di fronte alla volontà dei nemici.

Trump: "La Cina non fornirà armi ma continuerà l'acquisto del petrolio"

Donald Trump conferma a Fox News che la Cina non fornirà equipaggiamenti militari all’Iran, pur continuando ad acquistare petrolio da Teheran. “Ha detto che non fornirà equipaggiamento militare. Questa è una grande dichiarazione”, dice, aggiungendo che l’omologo cinese avrebbe comunque sottolineato l’interesse a proseguire l’acquisto di petrolio iraniano: “Comprano molto petrolio da lì e vorrebbero continuare a farlo”.

 

Hezbollah contro i negoziati

Hezbollah continua a professarsi contro i negoziati Israele-Libano, in corso a Washington. Il gruppo si riferisce ai colloqui in corso come “concessioni gratuite” a Israele. Dalla tregua raggiunta poche settimane gli scontri in realtà sono sempre andati avanti, soprattutto nel Sud del Libano. Solo ieri, alla vigilia nel nuovo round di negoziati, oltre 20 morti.

Tajani e i cittadini iraniani residenti in Italia

Il Governo italiano intende sollevare in Europa la questione dei cittadini iraniani residenti in Italia che non possono rivolgersi ai consolati di Teheran per paura di ritorsioni. Lo conferma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante il Question Time al Senato, rispondendo a un’interrogazione del senatore Marco Lombardo (Misto-Azione-Renew Europe).

“La questione sollevata è importante e riguarda migliaia di cittadini iraniani residenti in Italia, molti dei quali con il passaporto scaduto o in scadenza”, spiega Tajani, sottolineando che il Viminale “sta conducendo gli approfondimenti necessari per valutare le sue implicazioni sul caso singolo e sul quadro normativo nel suo complesso per trovare una soluzione rapida e concreta”.

Nel frattempo, aggiunge, “tutti gli uffici di pubblica sicurezza” hanno ricevuto indicazioni di esaminare “caso per caso” le richieste di rinnovo dei permessi di soggiorno in scadenza dei cittadini iraniani presenti in Italia. Tajani annuncia anche l’intenzione del Governo di sollevare il dossier a livello Ue “per sostenere chi è costretto a fuggire dalla repressione e rafforzare le forme di protezione nei confronti dei dissidenti iraniani”.

 

Libano: al via a Washington terzo round dei colloqui con Israele

Al via a Washington il terzo round dei colloqui tra diplomatici libanesi e israeliani. A darne notizia è stato un funzionario israeliano citato dal Times of Israel. A guidare le delegazioni negli incontri di due giorni sono gli ambasciatori dei due paesi a Washington. I colloqui sono ospitati dal Dipartimento di Stato.

Mondiali 2026, Iran denuncia: squadra ancora senza visti per gli Usa

La Federazione calcistica dell’Iran non ha ancora ricevuto i visti necessari per consentire alla nazionale iraniana di recarsi negli Stati Uniti e partecipare ai Mondiali Fifa 2026. Lo ha reso noto il presidente della federazione, Mehdi Taj, secondo cui la situazione resta incerta a meno di un mese dall’inizio del torneo, in programma dall’11 giugno al 19 luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico.

“Domani o dopodomani avremo una riunione decisiva con la Fifa. Deve fornirci delle garanzie, perché il problema dei visti non é ancora stato risolto”, ha dichiarato Taj, citato dall’agenzia Irna. Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha ribadito che l’Iran giocherà le proprie partite negli Stati Uniti, come stabilito dal sorteggio del torneo.

“Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione dall’altra parte su chi abbia ottenuto i visti. Finora non e’ stato rilasciato alcun visto”, ha aggiunto Taj. Iran e Stati Uniti non intrattengono relazioni diplomatiche dal 1980, dopo la crisi degli ostaggi nell’ambasciata americana a Teheran. Secondo il presidente federale, i giocatori dovranno recarsi ad Ankara per il rilevamento delle impronte digitali previsto dalla procedura per il rilascio dei visti.

“Noi non abbiamo nulla a che fare con gli Stati Uniti. Ci siamo qualificati per la Coppa del Mondo ed è compito della Fifa organizzarla”, ha affermato. La nazionale iraniana, conosciuta come Team Melli, ha celebrato ieri una cerimonia di saluto prima della partenza per il Mondiale. La squadra avrà il proprio quartier generale a Tucson.

L’esordio dell’Iran nel gruppo G è previsto il 15 giugno a Los Angeles con la Nuova Zelanda. Successivamente la squadra affronterà Belgio ed Egitto.

Il primo vicepresidente iraniano: "Hormuz è nostro e non lo cederemo mai"

Il governo iraniano è tornato a rivendicare il diritto a controllare lo stretto di Hormuz: “L’Iran oggi è proprietario dello Stretto di Hormuz e non lo cederà a nessun prezzo” ha detto il primo vicepresidente Reza Aref, citato dall’agenzia Isna.

Iran consente transito a navi cinesi a Hormuz

Dalla scorsa notte l’Iran ha consentito il transito nello Stretto di Hormuz di diverse navi cinesi. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars in una notizia rilanciata dall’agenzia ufficiale cinese Xinhua. Secondo la Fars, il transito sarebbe consentito secondo il “protocollo” stabilito dalle autorità iraniane.

 

Crosetto su Unifil: "Serve approccio multinazionale"

“Per Unifil noi stiamo sviluppando e stiamo sottoponendo all’Unione europea, ma anche al consesso internazionale partendo dall’Onu, l’idea che ha l’Italia sul futuro di una possibile missione”, annuncia il ministro della Difesa Guido Crosetto.

“Siamo il paese che ha più esperienza in Libano – sottolinea – siamo il Paese che ha avuto i maggiori contingenti e il maggior numero di comandanti, siamo uno dei paesi che conosce meglio quella situazione. Siamo lì per una linea per una linea blu che adesso è inglobata nella linea gialla, per cui in un teatro di guerra. Siamo lì nel bel mezzo di una guerra che continua. È cambiata completamente la cornice entro la quale si sviluppa Unifil, abbiamo un’idea ben precisa, secondo noi dovrebbe continuare a operare sotto l’egida delle nazioni unite ma basta un Paese per bloccarlo e in questo momento siamo bloccati.

“L’alternativa è un approccio multinazionale“, ribadisce Crosetto, sottolineando che non basta l’Italia e “non basta l’Europa”.

Crosetto: "Cacciamine già in Sicilia"

“L’avvicinamento dei due cacciamine è una scelta tecnica che ho lasciato al Capo di Stato maggiore della Difesa, potrebbe avvenire nei prossimi giorni ma non possono andare da soli, devono avere una nave di supporto logistico, una nave di protezione. I cacciamine sono già in Sicilia e da lì possono partire in qualunque momento. Il tema è che poi per essere impiegati necessitano di condizioni di sicurezza, non soltanto di una tregua ma di una pace e dell’accordo di tutte le nazioni, perché non si possono mandare in teatro di guerra, non sono navi che si mandano in teatro di guerra”. Queste le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto, a margine della presentazione della nuova piattaforma digitale dedicata a quanti vogliono collaborare con la Difesa.

“Io spero molto in ciò che può succedere in questi giorni in Cina – continua – c’è un interesse molto forte anche cinese alla stabilità dell’area. La crisi ha colpito in modo violento tutte le nazioni, comprese Cina e Usa, per cui dal dialogo in questi giorni tra due grandi superpotenze può nascere qualcosa in più. Poi c’è un terzo attore che è l’Iran, dove ormai la logica è la logica dei guardiani della rivoluzione, delle forze dei Pasdaran. Bisognerà vedere se le due grandi potenze in qualche modo troveranno un unico interlocutore, un’unica posizione iraniana e si possa partire. Noi siamo positivi, proprio per quello ci predisponiamo a partire e avvicinarci”.

Trump-Xi: "Hormuz deve restare aperto e l'Iran non deve avere l'arma nucleare"

Donald Trump e Xi Jinping “hanno concordato che lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto per sostenere il libero flusso di energia”. Lo conferma la nota della Casa Bianca diffusa al termine del loro incontro, nella quale si sottolinea che “entrambi i Paesi hanno concordato che l’Iran non potrà mai possedere un’arma nucleare“.

 

Araghchi accusa gli Emirati Arabi Uniti
Guerra in Iran e le accuse agli Emirati Arabi Uniti - Adnkronos, 14 maggio

Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi accusa gli Emirati Arabi Uniti del presunto diretto coinvolgimento in attacchi militari contro Teheran sostenendo che il Paese dovrebbe riconsiderare la sua “alleanza con Israele”. Su X, poi, dopo la conferma delle visite del premier israeliano Netanyahu negli Emirati, ha scritto: “Netanyahu ha ora rivelato pubblicamente ciò che i servizi di sicurezza iraniani hanno fatto presente alla nostra leadership molto tempo fa. L’inimicizia con il Grande Popolo d’Iran è una scommessa sciocca. La collusione con Israele nel farlo: imperdonabile. Coloro che cospirano con Israele per creare divisione ne saranno ritenuti responsabili”.

Sergio Mattarella contro gli attacchi a Unifil

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un colloquio con il presidente israeliano Isaac Herzog, ha definito “inaccettabili” gli attacchi contro il contingente Unifil in Libano. Il capo dello Stato ha sottolineato anche la necessità di rispettare il diritto di navigazione in acque internazionali e l’impegno italiano contro l’antisemitismo dilagante.

Su X, Herzog ha scritto: “Ho avuto una conversazione molto positiva e lunga con il mio amico Mattarella, presidente dell’Italia. Abbiamo scambiato opinioni sugli sviluppi regionali recenti. Durante la nostra discussione, ho espresso le mie preoccupazioni per il sentimento anti-israeliano — e a volte antisemita — estremista emerso in parte dell’opinione pubblica italiana (…)  Ho ringraziato il presidente Mattarella e le autorità italiane per la loro condanna di questi attacchi e per i loro sforzi per prevenirli. Israele considera l’Italia un amico stretto, e la partnership tra i nostri Paesi serve entrambi i nostri popoli e nazioni”.

Possibili nuovi incontri USA-Cina

L’attuale incontro tra Trump e Xi potrebbe non essere un unicum nel 2026. Si prevede, infatti, che i due presidenti di Stati Uniti e Cina si incontrino almeno altre due volte nel 2026. Al forum dell’Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC) di novembre e al Summit del G20 a dicembre.

Tra gli argomenti di questo primo incontro il caso Taiwan ma anche la crisi in Medio Oriente. Questo momento di dialogo potrebbe giocare un ruolo fondamentale nel cambiare le relazioni tra i due Paesi.

 

Fondi per imprese italiane colpite da crisi nel Golfo

Simest, la società per l’internazionalizzazione delle imprese del gruppo Cdp, lancia un nuovo intervento strategico da 800 milioni di euro a sostegno delle imprese italiane colpite dagli effetti della crisi nell’area del Golfo Persico e dal perdurare delle tensioni sui costi energetici.

Le risorse – che provengono dal Fondo 394/81, gestito da Simest in convenzione con la Farnesina – sono destinate alle imprese esportatrici e a quelle fornitrici dirette di aziende italiane che esportano. Cuore del pacchetto, attivato nell’ambito dello strumento “Transizione Digitale ed Ecologica”, è la nuova linea “Energia per la Competitività Internazionale”, concepita per offrire una risposta mirata alle imprese che hanno subito un impatto diretto sui costi energetici e/o fatturato per effetto della crisi nel Golfo, sostenendone la solidità finanziaria e la capacità di continuare a investire all’estero.

La misura è destinata alle imprese che abbiano registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato pari ad almeno il 10% a seguito del conflitto e prevede: contributo a fondo perduto fino al 30% per le pmi (20% per le altre imprese); finanziamenti fino al 90% per il rafforzamento patrimoniale; possibilità di destinare fino a 1,5 milioni di euro a incrementi di capitale e supporto alle società controllate; anticipo fino al 50%; durata dei finanziamenti fino a 8 anni. Parallelamente, viene ulteriormente rafforzata la misura dedicata alle imprese energivore, pilastro dell’intervento a favore dei comparti più esposti al caro energia, con condizioni migliorative volte a sostenere la continuità operativa e la capacità di investimento: contributo a fondo perduto fino al 20%; esenzione dalla prestazione delle garanzie; finanziamenti fino al 90% per il rafforzamento patrimoniale; incremento fino a 1,5 milioni di euro della quota destinabile alla capitalizzazione delle controllate; anticipo elevato fino al 50%; estensione della durata dei finanziamenti fino a 8 anni. Le domande potranno essere presentate a partire dal 25 maggio fino al 31 dicembre 2026.

“Con questa misura vogliamo dare una risposta concreta e tempestiva alle imprese che stanno affrontando gli effetti di un quadro internazionale sempre più instabile, segnato dalle tensioni geopolitiche e dal forte aumento dei costi energetici, che rischiano di incidere sulla competitività del nostro sistema produttivo” dichiara l’amministratore delegato di Simest, Regina Corradini D’Arienzo. “L’obiettivo è sostenere non solo le aziende esportatrici, ma anche tutte le filiere strategiche del Made in Italy, – aggiunge – rafforzandone la capacità di continuare a investire e crescere sui mercati internazionali. È un intervento che si inserisce pienamente nell’azione del Sistema Italia, guidato dalla Farnesina, insieme a Cdp, Simest, Sace, Ice, per accompagnare le imprese in questa fase complessa e renderle sempre meno sole di fronte agli shock globali”.

Sequestrata nave al largo degli Emirati

Una nave è stata sequestrata da individui non identificati al largo degli Emirati Arabi Uniti, vicino allo Stretto di Hormuz, che pare si stia dirigendo verso le acque territoriali iraniane. Lo ha reso noto l’agenzia britannica per la sicurezza marittima (Ukmto), secondo cui la nave sarebbe stata “abbordata da personale non autorizzato mentre era all’ancora”, a 38 miglia nautiche (circa 70 chilometri) a nord-est di Fujairah, e “sta ora facendo rotta verso le acque territoriali iraniane”.

 

Ancora scontri in Sud Libano, Israele avverte 8 località

Le forze israeliane (Idf) chiedono agli abitanti di otto località nel sud del Libano di allontanarsi da quelle zone mentre proseguono le operazioni militari contro gli Hezbollah. Su X è apparso infatti un “avviso urgente” per gli abitanti di Libbaya, Sohmor, Tafahta, Kfar Melki, Yohmor, Ain al-Tineh, Houmine el-Fawka e Mazraat Sinai. “Alla luce delle violazioni da parte di Hezbollah dell’accordo di cessate il fuoco – si legge nel post – le Idf sono costrette a intervenire con forza” contro il gruppo. “Per la vostra sicurezza dovete lasciare immediatamente le vostre case e allontanarvi dai villaggi e dalle località ad almeno un chilometro, andando in direzione di zone aperte”, conclude.

 

Schlein: "Navi a Hormuz solo con pace e mandato internazionale"

“Ritengo che non sia possibile mandare le navi a Hormuz senza che ci sia un accordo di pace. E servono anche una cornice giuridica chiara e un mandato internazionale, condizioni che al momento non ci sono. Questa la posizione della segretaria del Pd Elly Schlein, intervistata dal Corriere della Sera.

“Il punto però è un altro, non abbiamo capito cosa sta facendo il Governo italiano per fermare questa guerra illegale voluta da Trump e Netanyahu, che deve finire subito perché ha un impatto devastante sulle popolazioni coinvolte, compresi gli iraniani che lottano per la libertà contro il regime che si è rafforzato con il conflitto, e sull’economia mondiale. Non solo, la guerra sta anche rafforzando Putin che per il blocco di Hormuz sta vendendo più gas di prima”, aggiunge. Per Schlein “questo è il risultato del fallimento totale della politica di Trump che il governo italiano continua a rimuovere. Anche ieri Tajani e Crosetto non sono riusciti a dirlo esplicitamente”.

Trump a Xi: superiamo difficoltà grazie a rapporto personale

Stati Uniti e Cina riescono sempre a superare le difficoltà grazie anche al rapporto personale tra il presidente Usa Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping. Lo ha affermato Trump all’inizio del summit con Xi a Pechino. “Quando ci sono state difficoltà, le abbiamo risolte”, ha dichiarato Trump. “Io ti chiamavo, tu mi chiamavi, e ogni volta che avevamo un problema, la gente non lo sa, ogni volta che avevamo un problema lo abbiamo risolto molto rapidamente”.

Xi avverte Trump: Taiwan la questione più sensibile tra noi

Il presidente cinese Xi Jinping ha sollevato il tema sensibile di Taiwan durante i colloqui a Pechino con il presidente Usa Donald Trump, definendolo “la questione più importante” nelle relazioni tra Cina e Stati uniti. Lo ha riferito l’agenzia statale cinese Xinhua. “La questione di Taiwan è il tema più importante nelle relazioni tra Cina e Stati uniti”, ha detto Xi. Secondo il presidente cinese, se il dossier sarà gestito correttamente, i rapporti tra i due Paesi potranno mantenere una stabilità complessiva. “Se non sarà gestito correttamente, i due Paesi potrebbero scontrarsi o persino entrare in conflitto, spingendo l’intera relazione Cina-Stati uniti in una situazione molto pericolosa”, ha affermato Xi

Iran e dazi, Xi e Trump si sono incontrati a Pechino

Xi ha accolto Trump davanti alla Grande sala del popolo, nel centro di Pechino. I due leader si sono stretti la mano e Trump ha dato un colpetto sul braccio a Xi, prima di camminare insieme davanti alla guardia d’onore. Mentre veniva suonato l’inno americano, una salva di 21 colpi è risuonata su piazza Tiananmen, tra la Grande sala del popolo e l’ingresso della Città proibita. All’interno della Grande sala, entrambi i leader hanno sottolineato l’importanza della relazione tra Stati uniti e Cina.

I due leader si erano incontrati l’ultima volta a ottobre in Corea del sud, dove avevano concordato una pausa nella dura guerra commerciale che aveva visto Pechino minacciare nuove ampie restrizioni all’export di terre rare in risposta ai dazi statunitensi a tre cifre sui beni cinesi. In quell’occasione Xi aveva deciso di rinviare le misure per un anno. Una delle questioni centrali del vertice è se la Cina accetterà una proroga.

Attesa per i nuovi negoziati Israele-Libano

Il 14 e il 15 maggio si attendono nuovi colloqui tra Israele e Libano a Washington. Due giorni di colloqui intensi che si apriranno, però, in un clima di massima ostilità, considerando che nel Sud del Libano di fatto i raid contro Hezbollah e le risposte del gruppo islamico contro Israele non si sono mai concluse. Solo ieri oltre 20 vittime tra i civili, tra loro tre bambini.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano, le ultime notizie

Israele e Libano tornano nella fase di colloqui. Il secondo round di negoziati è atteso tra il 14 e il 15 maggio, a Washington. La tensione, però, è altissima: di fatto gli attacchi israeliani contro obiettivi di Hezbollah e le risposte del gruppo non si sono mai fermati, scatenando nel Sud del Libano una vera e propria crisi umanitaria. Solo nelle ultime ore, più di venti vittime tra i civili, compresi bambini.

Nel frattempo, al centro della scena geopolitica ci sono anche gli Emirati Arabi Uniti. Indiscrezioni parlano di raid segreti contro l’Iran, nonché di visite di figure di spicco israeliani quali il capo del Mossad, David Barnea, e il premier Benjamin Netanyahu (di quest’ultimo la conferma arriva direttamente dall’ufficio dell’interessato). Qualora le indiscrezioni fossero vere, il fatto che un Paese del Golfo sia entrato direttamente nel conflitto potrebbe ulteriormente ampliare e variare il quadro già complesso della guerra in corso.

Il presidente statunitense Donald Trump visita la Cina, mentre a livello europeo lo Stretto di Hormuz e lo shock carburanti rimangono il cuore del dibattito pubblico. In Italia, nel corso dell’audizione in Parlamento, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato: “Hormuz deve tornare a essere uno Stretto internazionale libero e aperto: è nell’interesse dell’Italia, è nell’interesse dell’Europa, è nell’interesse del mondo”, ribadendo l’accordo con l’Ue, il G7 e l’Onu in eventuali azioni volte a garantire la sicurezza e la libertà di navigazione nello Stretto.

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