Home » Askanews » Neo-mamme e lavoro, tre su quattro chiedono di cambiare passo

Neo-mamme e lavoro, tre su quattro chiedono di cambiare passo

Neo-mamme e lavoro, tre su quattro chiedono di cambiare passo

Flessibilità e conciliazione le priorità al rientro dalla maternità

Milano, 6 set. (askanews) – La maternità cambia anche il rapporto con il lavoro, senza però cancellare il desiderio di continuare la propria vita professionale. Tre neo-mamme su quattro hanno pensato di ridurre l’orario, cambiare occupazione, lasciare il lavoro o cercarne uno più flessibile dopo la nascita di un figlio. È quanto emerge da un’analisi condotta da Anker eufy sulle donne al rientro dalla maternità, secondo cui per l’85% delle intervistate la nascita modifica molto o abbastanza il significato attribuito alla propria vita professionale.

Nel dettaglio, il 34% ha valutato una riduzione dell’orario, il 17% un cambio di lavoro e il 13% ha pensato di lasciare l’occupazione. Ma, potendo scegliere senza vincoli economici o organizzativi, oltre sette neo-mamme su dieci continuerebbero a lavorare: il 45% vorrebbe mantenere il proprio impiego con maggiore flessibilità e circa il 26% preferirebbe ridurre temporaneamente l’impegno nei primi anni di vita del bambino. Meno di una su dieci sceglierebbe invece di lavorare esattamente come prima.

Il nodo principale resta la conciliazione dei tempi: per il 42% la difficoltà maggiore è far convivere gli orari di lavoro con la cura del bambino. Oltre sei intervistate su dieci indicano come soluzione prioritaria orari più flessibili oppure smart working e lavoro ibrido. E il sostegno percepito sul posto di lavoro appare ancora limitato: solo il 12% si sente molto supportata nel rientro dopo la maternità, mentre quasi il 40% dichiara di esserlo poco o per nulla.

“La maternità porta con sé un cambiamento profondo nella gestione del tempo, delle priorità e della quotidianità”, spiega Lavinia Fogolari, Marketing Head di Anker, sottolineando la richiesta di maggiore flessibilità e di strumenti capaci di adattarsi ai nuovi ritmi familiari.

Un altro fronte critico è l’allattamento. Circa due neo-mamme su tre individuano soprattutto in problemi pratici e organizzativi l’ostacolo principale alla sua gestione dopo il ritorno al lavoro: quasi il 30% cita il coordinamento tra orari, pause e spostamenti, oltre il 20% la difficoltà di trovare tempo durante la giornata e il 17% la mancanza di spazi adeguati e riservati. Quasi il 30% delle donne che avrebbero voluto continuare ad allattare afferma di essere stata costretta a ridurre o interrompere.

L’indagine si inserisce nel percorso di Anker eufy dedicato alle tecnologie per la maternità e la cura dei bambini, che comprende tiralatte indossabili e baby monitor. L’obiettivo dichiarato è utilizzare la tecnologia non in sostituzione del sostegno organizzativo e umano, ma come strumento per aumentare autonomia e flessibilità nella gestione quotidiana.