Notifiche e cartelle di pagamento restano congelate, contribuenti “salvi” - QdS

Notifiche e cartelle di pagamento restano congelate, contribuenti “salvi”

Salvatore Forastieri

Notifiche e cartelle di pagamento restano congelate, contribuenti “salvi”

giovedì 22 Ottobre 2020 - 00:05

Lo ha stabilito il Decreto legge n. 129/20: un intervento normativo auspicato vista la gravissima crisi economica. Riconosciuta dal Governo l’impossibilità per cittadini e imprese di far fronte agli obblighi fiscali

ROMA – Era sicuramente un intervento normativo estremamente auspicato, ma – per la verità – erano in pochi a credere che il Governo avrebbe accolto le numerosissime richieste dei contribuenti che, dopo avere subito la gravissima crisi economica conseguente al lockdown e nella prospettiva di dovere continuare a patire le conseguenze dell’attuale ripresa della pandemia, erano e continuano ad essere consapevoli dell’impossibilità di far fronte alle pretese fiscali dell’Amministrazione Finanziaria e dell’Agente della Riscossione, più in particolare.

Eppure, con D.L. n. 129 del 20 ottobre 2020, composto da due soli articoli, uno dei quali contenente l’entrata in vigore il 21 ottobre 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dello stesso giorno di emanazione, un piccolo miracolo è stato fatto. Nonostante nella stessa maggioranza non fossero tutti d’accordo, infatti, dopo che l’ultima proroga era scaduta lo scorso 15 ottobre e mentre “l’esattore” affilava già le sue armi per aggredire i debitori, una piccola ma utilissima proroga dei versamenti oggetto delle cartelle di pagamento notificate o in attesa di notifica è stata concessa.

In un comunicato stampa di Palazzo Chigi diffuso al termine del consiglio dei ministri del 18 ottobre, si legge:
“Per consentire uno smaltimento graduale delle cartelle di pagamento che si sono già accumulate, alle quali si aggiungeranno quelle dei ruoli che gli enti consegneranno fino al termine della sospensione, è inoltre previsto il differimento di 12 mesi del termine entro il quale avviare alla notifica le cartelle”.

Queste sono le principali novità di natura fiscale e, segnatamente, quelle riguardano l’articolo 68 del D.L. 18/2020 il quale, dopo le numerose proroghe intervenute con i diversi provvedimenti legislativi che nel frattempo si sono succeduti, aveva portato al 15 ottobre scorso la sospensione dei pagamenti derivanti dall’attività dell’Agente della Riscossione:

a) Prorogata al 31 dicembre 2020 la data di scadenza delle cartelle che scadevano a partire dall’8 marzo 2020 (da 21 febbraio per le così dette “zone rosse).

b) Prorogata alla stessa data e per lo stesso periodo di riferimento l’attività di emissione di cartelle di pagamento e delle azioni esecutive (compresi i pignoramenti presso terzi) dell’Agente della Riscossione.

c) Rinviata pure, sempre al 31 dicembre di quest’anno, la scadenza della norma che prevede la disapplicazione dei controlli delle pubbliche amministrazioni sui pagamenti da effettuare, in caso di debiti verso l’Erario dei soggetti creditori per un importo superiore a 5.000 euro.

d) Rinviata al mese successivo, ossia al 31 gennaio 2021, la data entro la quale va effettuato il versamento delle somme delle cartelle sospese. Questi pagamenti, compreso quello delle rate che scadono fino al 31 dicembre 2020, quindi, dovranno essere fatti in unica soluzione entro il prossimo 31 gennaio 2021.

e) Proroga di due anni, a favore dell’Agente della Riscossione, dei termini di decadenza e prescrizione per i carichi affidati dagli Enti impositori negli anni 2020 e 2021. La decadenza o la prescrizione, per questi crediti erariali, i cui termini sarebbero stati colpiti da decadenza il 31 dicembre prossimo, viene pertanto sospesa fino a tutto il 31 dicembre 2022 concedendo, in deroga allo Statuto dei Diritti del Contribuente, un tempo maggiore all’Agente della Riscossione per provvedere alla notifica delle cartelle e ad iniziare le procedure esecutive. La proroga riguarda anche la notifica delle cartelle relativamente alle dichiarazioni, presentate nell’anno 2018, per l’attività di liquidazione in base agli articoli 36-bis del Dpr 600/1973 e 54-bis del Dpr 633/1972; quelle dei sostituti d’imposta presentate nell’anno 2017, per le somme dovute in base agli articoli 19 e 20 del Dpr 717/1986; nonché quelle presentate nell’anno 2017, per l’attività di controllo formale prevista dall’articolo 36-ter del Dpr 600/1973.

f) Previsto anche il differimento di un anno dei termini di notifica delle cartelle di pagamento relative all’attività di controllo formale ex articolo 36-ter del Dpr 600/1973 riguardanti le dichiarazioni presentate negli anni 2018 (i cui termini di decadenza slittano, quindi, dal 2022 al 31 dicembre 2023).

g) Proroga di dodici mesi, a favore dell’Agente della Riscossione, del termine entro il quale l’Agente della Riscossione è tenuto a notificare le cartelle di pagamento dopo avere avuto affidato il “carico” dell’Ente impositore.

h) Confermata fino al 31 dicembre 2020 la norma, più favorevole ai contribuenti, che prevede la decadenza dalla dilazione (con il recupero dell’intero debito) dopo il mancato pagamento di dieci rate, anche non consecutive. Normalmente le rate non pagate che fanno scattare la decadenza sono solo cinque.

i) Confermata, purtroppo, per i contribuenti in regola nel 2019 per le definizioni agevolate in materia di riscossione, la scadenza del 10 dicembre 2020 come termine ultimo per il pagamento di quanto dovuto nel 2020 (anche le rate non ancora pagate in tale anno) per ottenere i benefici della “rottamazione ter” ed il “saldo e stralcio”.

Restano ferme le altre scadenze e disposizioni previste dal Decreto Rilancio e dei precedenti.

Difficilmente questa proroga, la cui esatta conoscenza comporta pure un esame tortuoso delle varie disposizioni tutt’ora vigenti, potrà risolvere tutti i problemi di natura fiscale dei contribuenti colpiti dagli effetti negativi della pandemia. Speriamo, comunque, che un miglioramento dell’attuale e brutta situazione sanitaria possa contribuire ad una, seppur lenta, ripresa economica, con una conseguente maggiore capacità dei cittadini di adempiere anche agli obblighi tributari.
La semplificazione degli adempimenti, da moltissimo tempo promessa ed addirittura messa in agenda dall’attuale Governo, nonché la riforma della Giustizia Tributaria, appaiono sempre più indispensabili, anche se, come già accaduto tante altre volte, questi tipi di promesse difficilmente vengono mantenute.

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