Roma, 25 mag. (askanews) – Valorizzare l’olivicoltura dal punto di vista scientifico, artistico e letterario, mettendo al centro il ruolo culturale di due simboli sacri della nostra terra: l’olivo e l’olio. È da questa visione che nasce il Premio “Ranieri Filo della Torre”, promosso da Pandolea, l’associazione che riunisce produttrici di olio extravergine di qualità e professioniste del settore, attiva in Italia e nel Mediterraneo con Pandolea International.
Giunto alla nona edizione e ospitato a Roma nella sede di Confagricoltura, Palazzo della Valle, il Premio celebra ogni anno una figura di rilievo che, con passione e competenza, si è impegnata per l’olivicoltura italiana. “Oggi ospitiamo questo importante premio dedicato a Ranieri Filo della Torre – ha dichiarato in apertura il direttore generale di Confagricoltura, Roberto Caponi – Figura profondamente legata alla nostra Organizzazione, Ranieri è stato un punto di riferimento autorevole per l’agricoltura italiana: un uomo di cultura, un grande professionista nel settore olivicolo, capace di unire competenza e umanità. Il suo esempio continua a rappresentare un riferimento prezioso per tutto il nostro sistema”.
“Siamo orgogliosi di celebrare questa edizione del Premio in un anno così straordinario. Legare le sezioni letteraria e scientifica all’Anno Internazionale delle Donne Agricoltrici proclamato dall’ONU non è un semplice omaggio formale, ma una scelta precisa: riconoscere, attraverso cultura e ricerca, il ruolo cruciale delle donne nel nutrire il pianeta e progettarne il futuro – ha sottolineato Loriana Abbruzzetti, presidente di Pandolea – Questa iniziativa si chiude con lo sguardo rivolto al prossimo traguardo, il decennale nel 2027: un’occasione per celebrare i dieci anni dalla nascita e continuare a valorizzare idee e persone”.
Presente, insieme a una delegazione della Giordania, anche Tacko Ndiaye, Gender Team Leader FAO, che ha portato un messaggio forte: “l’ulivo ci insegna che la resilienza si costruisce nel tempo attraverso la cura, la cooperazione, il radicamento e la continuità tra le generazioni. In molti contesti mondiali la produzione di olive non è semplicemente un’attività agricola, è legata all’identità della comunità, alla tutela dell’ambiente e alla resilienza rurale. Le donne svolgono un ruolo chiave nella produzione, trasformazione e commercializzazione delle olive. Quest’anno, più che mai, le loro voci sono importanti”.

