Olio Monti iblei, via libera al nuovo disciplinare - QdS

Olio Monti iblei, via libera al nuovo disciplinare

Stefania Zaccaria

Olio Monti iblei, via libera al nuovo disciplinare

giovedì 24 Dicembre 2020 - 00:00
Olio Monti iblei, via libera al nuovo disciplinare

La modifica europea avanzata ad agosto è diventata definitiva: novità per aree di produzione, territori, ingresso di nuovi comuni e inserimento delle due varietà autoctone Biancolilla e Zaituna

RAGUSA – La modifica al disciplinare di produzione dell’Olio Monti iblei è diventata definitiva. Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta europea dello scorso 19 agosto, di cui abbiamo già parlato, non è stato inoltrato nessun ricorso e si attende quindi, a giorni, la nuova pubblicazione sulla Gazzetta europea per sancire il completamento di un iter piuttosto articolato, iniziato nel 2012.

Sostanzialmente sono state confermate tutte le novità su cui aveva puntato il Consorzio con l’attuale consiglio di amministrazione, a partire dall’ampliamento delle aree di produzione con l’ingresso di nuovi comuni, Scordia e Mirabella Imbaccari in provincia di Catania, Avola e Carlentini nel siracusano (quest’ultimo, presente per una sola parte nel disciplinare vigente, è stato ricompreso con il suo territorio per intero).

Anche l’area di produzione è stata modificata visto che alcuni territori iblei, ricadenti nella fascia costiera, parzialmente delimitati, adesso potranno rientrarci a pieno titolo con i confini amministrativi.

È stata, inoltre, introdotta la possibilità di utilizzare la denominazione ‘Monti iblei’ per tutta la produzione eliminando l’obbligo di usare le menzioni geografiche aggiuntive. Anche l’altitudine, con riferimento all’ubicazione delle piante o dei terreni olivetati, non avrà più alcun limite. Si è ritenuto di eliminare la delimitazione altimetrica (80-700 metri sul livello del mare). Infatti, anche a quote basse, sotto gli 80 metri sul livello del mare, se le olive delle diverse varietà sono raccolte nel periodo indicato e con i criteri delle moderne tecniche di estrazione, così come prescritto nel disciplinare di produzione, non ci saranno differenze nel prodotto finale.

Altra novità riguarderà l’inserimento di due varietà autoctone Biancolilla e Zaituna e la possibilità, per i produttori, di realizzare oli monocultivar o, in alternativa, con uno, due, tre e al massimo cinque cultivar diverse.

“Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato – ha sottolineato il presidente del consorzio di tutela dell’olio Dop Monti iblei, Giuseppe Arezzo – per il raggiungimento di un risultato di per sé straordinario, in virtù dell’azione incessante portata avanti dal consorzio e dal consiglio di amministrazione. L’assessorato regionale all’Agricoltura e il ministero delle Politiche agricole ci hanno fornito una importante attività di assistenza nel contesto di un percorso che sapevamo essere molto complesso e che, adesso, per fortuna, è arrivato al dunque. Da più parti era avvertita l’esigenza di ampliare l’area di produzione e di includere alcune realtà importanti della Sicilia sud-orientale. Abbiamo circoscritto il comprensorio del consorzio inglobando altri territori omogenei vocati all’olivicoltura. Ci concentreremo, adesso, nell’importante lavoro di promozione che si rende necessario in questa fase, con il sostegno che ci arriverà anche, ne siamo certi, dal sindaco di Chiaramonte Gulfi, Sebastiano Gurrieri, nella sua qualità di coordinatore regionale delle Città dell’olio della Sicilia”.

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