Oltre due milioni di siciliani hanno percepito la tredicesima - QdS

Oltre due milioni di siciliani hanno percepito la tredicesima

Serena Giovanna Grasso

Oltre due milioni di siciliani hanno percepito la tredicesima

martedì 31 Dicembre 2019 - 00:00
Oltre due milioni di siciliani hanno percepito la tredicesima

Cgia di Mestre: nell’Isola più alto il numero di beneficiari pensionati (1,2 mln) che di lavoratori (1 mln). In Lombardia, Lazio, Veneto ed Emilia Romagna si concentra circa la metà dei beneficiari

PALERMO – Secondo le stime della Cgia di Mestre, oltre due milioni di siciliani avrebbero percepito la cosiddetta “tredicesima” (ovvero il 6,5% dei 33,9 milioni di italiani percettori). Le elaborazioni dell’Ufficio studi, condotte su dati Inps e Istat, riportano un numero di beneficiari pari a 1,2 milioni tra i pensionati e poco più di un milione tra i lavoratori dipendenti. A livello nazionale, è la Lombardia la regione che in assoluto concentra il numero maggiormente elevato di beneficiari: infatti, in questa regione ricevono la tredicesima mensilità 2,6 milioni di pensionati e 3,5 milioni di lavoratori dipendenti (complessivamente in 6,1 milioni, corrispondenti al 18,1% dei beneficiari italiani).

In Lombardia, insieme a Lazio (3,2 milioni, pari al 9,7% del totale), Veneto (2,9 milioni, ovvero l’8,7% del totale) e Emilia Romagna (2,8 milioni, corrispondenti all8,3% del totale) si concentra circa la metà dei percettori della tredicesima mensilità. In generale, è possibile osservare come in tutte le regioni settentrionali il numero di lavoratori dipendenti beneficiari è superiore al numero di pensionati beneficiari, fatta unicamente eccezione per la Liguria (infatti, in questa regione il numero di pensionati percettori è pari a 478 mila, mentre i lavoratori dipendenti beneficiari sono in minori numero essendo pari a 451 mila).

Nel Mezzogiorno, tale prospettiva si capovolge: infatti, nelle regioni di questa circoscrizione geografica, il numero di percettori pensionati è nettamente superiore a quello dei percettori con lavoro dipendente, con l’unica eccezione dell’Abruzzo (rispettivamente 354 mila e 372 mila).

La Cgia di Mestre denuncia il fatto che la tredicesima non beneficia del “bonus Renzi”. “I dipendenti che anche nel 2019 hanno usufruito del bonus – dichiara Andrea Vavolo, il ricercatore dell’Ufficio studi – non possono disporre di questa agevolazione sulla mensilità aggiuntiva; la legge, infatti, non lo prevede. Anzi, non è da escludere, come purtroppo è già avvenuto negli anni passati, che alcuni dipendenti che hanno percepito lo sconto fiscale siano costretti a restituirlo”.

Infatti, gli 80 euro in più in busta paga spettano per intero a coloro che non superano i 24.600 euro di reddito annuo e in misura minore se lo stesso è compreso tra i 24.600 e i 26.600 euro. Pertanto, se nel corso dell’anno sono state superate queste soglie, senza che il datore di lavoro ne abbia tenuto conto, il lavoratore dipendente dovrà restituire quanto ha indebitamente percepito.

La tredicesima, chiamata in gergo tecnico anche gratifica natalizia, è una mensilità aggiuntiva solitamente pagata nel mese di dicembre. Anche se, non sono rari i casi in cui questa viene corrisposta dal datore di lavoro in forma dilazionata mese dopo mese. La tredicesima da lavoro dipendente matura per ogni giorno di lavoro effettuato, compresi riposi, ferie, malattie, infortuni, maternità e congedo matrimoniale. Al contrario, non matura nei casi di congedo parentale, malattia di figli, permessi e aspettative non retribuiti, scioperi e assenza dal lavoro ingiustificata. Nel caso dei pensionati, la tredicesima è pari all’assegno di pensione percepito nel mese di dicembre.

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