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Omicidio ex infermiere a Palermo, eseguita autopsia: nessuna colluttazione, ucciso con un tubo

Omicidio ex infermiere a Palermo, eseguita autopsia: nessuna colluttazione, ucciso con un tubo
Il luogo del delitto di Pietro De Luca, ex infermiere ucciso a Palermo

Tanti i colpi inferti a Piero De Luca tanto da provocargli ferite profonde al cranio

Eseguita nella giornata di oggi, venerdì 15 maggio, l’autopsia sul corpo di Piero De Luca l’ex infermiere in pensione di 69 anni ucciso da un sedicenne reo-confesso una settimana fa in un casolare di via Buonpensiero, nel quartiere Villaggio Santa Rosalia a Palermo. Dagli esami autoptici è emerso che non ci sarebbe stata nessuna colluttazione tra i due, il giovane avrebbe colpito la vittima con un tubo di metallo dall’alto verso il basso.

Colpi violenti contro l’uomo

Sarebbero stati sferrati colpi violenti contro De Luca tanto da provocare ferite molto profonde al cranio. Sono stati anche presi dei frammenti dalle unghie di De Luca per confermare l’assenza di colluttazione e prelevati tessuti per eseguire gli esami tossicologici i cui esiti saranno consegnati tra 60 giorni. Hanno preso parte all’autopsia il medico legale Paolo Procaccianti, nominato dai familiari della vittima Piero De Luca, assistiti dagli avvocati Fabrizio Pizzitola e Salvo Vitrano.

Il movente del sedicenne non convince

Il giovane assassino ha sempre detto agli investigatori di avere colpito De Luca perché gli avrebbe fatto delle avances, movente che non ha mai convinto gli investigatori. Una pista che stanno seguendo gli investigatori è quella che porta alla rapina finita male, ipotesi di cui sono convinti anche i familiari dell’uomo.

Il tubo di ferro portato dall’assassino

Secondo i poliziotti l’arma del delitto non era nel casolare, ma sarebbe stata portata dal giovane ed inoltre ci sarebbero segni di trascinamento sul terreno. Questi elementi smentirebbero la versione del giovane che ha raccontato che la vittima lo avrebbe invitato nel casolare, offrendogli un alcolico.

De Luca stava lavorando nel suo appezzamento di via Buonpensiero nel quartiere Villaggio Santa Rosalia, lungo il fiume Oreto, accanto ai terreni della famiglia del minore. Dopo il delitto, l’assassino sarebbe rimasto all’interno del casolare per tutta la giornata con il corpo della vittima davanti a sé. Avrebbe mandato anche dei messaggi alla moglie di De Luca dal cellulare della vittima per non destare sospetti: i cellulari sono stati sequestrati.

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