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Omicidio Genovese allo Zen, in due rispondono al giudice. Prime risposte dall’autopsia

Omicidio Genovese allo Zen, in due rispondono al giudice. Prime risposte dall’autopsia
Carabinieri dello Zen

L’esame autoptico avrebbe confermato la presenza di alcune lesioni, una di queste mortale al torace della vittima. I giudici devono decidere sulla convalida del fermo

Due dei tre indagati, il maggiorenne e un minorenne, hanno risposto al giudice. Il terzo, ovvero l’altro minorenne, invece, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Questo l’esito degli interrogatori nei confronti dei tre fermati per l’omicidio di Vito Genovese, l’uomo di 45 anni, ucciso con un corpo contundente, pare un cacciavite, la notte di Ferragosto allo Zen di Palermo.

Uno dei minorenni ha detto al giudice per le indagini preliminari del tribunale di competenza di non avere avuto alcuna intenzione di rubare dentro il box di Genovese. Insieme all’altro ragazzo stavano aprendo un loro garage vicino a quello della vittima per prendere una tenda per trascorrere i giorni di festa in spiaggia.

Sarebbe nata una discussione con la vittima prima alla finestra e poi per strada, ma che loro non lo avrebbero colpito con alcun oggetto. Anche Paolo Puleo di 34 anni, l’unico maggiorenne indagato per la morte dell’uomo ha risposto. Anche lui in qualche modo avrebbe negato di avere ferito a morte la vittima.

I due gip si sono riservati di decidere sulla convalida del fermo e sulle misure cautelari, ma sino a nuove disposizioni i tre resteranno in carcere.

L’autopsia confermerebbe le lesioni

Intanto questo pomeriggio all’ospedale Policlinico è stata eseguita l’autopsia che avrebbe confermato la presenza di alcune lesioni una di questa mortale al torace. Sul corpo di Genovese ci sarebbero state altre ferite e contusioni nel corpo probabilmente provocate da una colluttazione.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri la vittima avrebbe sorpreso i due ragazzi mentre stavano cercando di aprire un box di sua proprietà. È sceso in strada ed è nata un’accesa discussione. A quel punto Genovese sarebbe stato aggredito e colpito con un casco e con il cacciavite. Nel corso della colluttazione è rimasto ferito un altro parente dell’uomo ucciso, Domenico D’Anna di 47 anni.

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