Emergono nuovi dettagli sulla tragedia di via Ruggero Marturano a Palermo costata la vita venerdì scorso a due operai, Daniluc Tiberi Mihai, 49 anni, di origine rumena, e Najahi Jaleleddine, tunisino 41enne, mentre stavano lavorando alla facciata di un appartamento all’ultimo piano di uno stabile
I consulenti tecnici hanno trovato delle strisce lasciate dallo sfregamento di qualcosa sul muro. Potrebbe trattarsi del cestello della gru che avrebbe urtato il muro, da capire se prima o dopo il ribaltamento. L’altra ipotesi porterebbe ad un tentativo disperato dei due operai di aggrapparsi alla parete per salvarsi, anche se meno probabile visto che finora dall’autopsia non sarebbero emerse particolari ferite né sulle mani né sulle braccia delle vittime.
Il giallo degli stessi chilometri del furgone
Un altro elemento sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori riguarda il camion: risulterebbe lo stesso chilometraggio nelle ultime tre revisioni, il peso massimo che il cestello, su cui si trovavano i due operai, può sopportare errato sulla scheda tecnica
Secondo quanto accertato dai consulenti nel 2019 il camion al momento della vendita aveva 563.464 chilometri. Alla revisione fatta nel 2023, 2024 e 2026 la revisione segnerebbe 563.795. Quindi sono due le ipotesi: essendo un mezzo a noleggio non è escluso che abbia fatto ogni anno chilometri simili, in alternativa sarebbe evidente l’errore nel calcolo del chilometraggio. Inoltre, da altri accertamenti i sensori di sicurezza della gru non sarebbero stati attivi.
I funerali del rumeno, l’altro operaio è tornato in Turchia
Si sono svolti giovedì nella chiesa di San Vito da padre Martinian Costantin con rito ortodosso, alla presenza dei familiari e di numerosi membri della comunità rumena. Tiberi viveva in Italia da circa quattro anni e lascia quattro figli, di età compresa tra i 20 e i 14 anni.
Il corpo di Najahi Jaleleddine, invece, verrà seppellito in Tunisia. La famiglia ha scelto di riportare le spoglie dell’uomo in Patria, come ha spiegato l’avvocato Maurizio Cicero, che segue la famiglia del cittadino nordafricano.
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