Un giro di armi da guerra e comuni, il business dello spaccio, rapine, estorsioni nel settore agroalimentare (e non solo), riciclaggio e violenza: sono numerosi i reati contestati alle 25 persone raggiunte da misure cautelari nell’ultima maxi operazione antimafia. Per alcuni degli indagati c’è anche l’aggravante di aver agevolato due potenti famiglie della criminalità organizzata, la famiglia Santapaola-Ercolano di Catania e il clan Nardo di Lentini (Siracusa).
L’inchiesta è coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania e ha visto impegnati i carabinieri del comando provinciale siracusano, i finanzieri del comando etneo e il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma. Impegnato nelle indagini anche il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria/Gruppo d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata delle Fiamme Gialle.
Operazione antimafia tra Catania e Siracusa, 25 indagati
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale etneo ha disposto misure cautelari personali nei confronti di 25 persone, ritenute gravemente indiziate – a vario titolo – dei reati di associazione a delinquere di tipo mafioso, illecita detenzione di armi da guerra e comuni da sparo, percosse, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, riciclaggio, rapina, traffico organizzato di droga e spaccio, in alcuni casi con l’aggravante di aver agevolato – come già detto – i Santapaola-Ercolano e i Nardo. Per tutti loro vige il principio di presunzione d’innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
Chi sono gli arrestati e gli indagati dell’operazione antimafia tra Siracusa e Catania
L’ordinanza ha disposto la custodia cautelare in carcere per:
- Gaetano Teclo Angelino;
- Sebastiano Basso, inteso “Babbaleccu”;
- Alfio Bonomo;
- Alfio Calabrò;
- Pileri Antonino Sebastiano Calanni;
- Franco Catania;
- Donatello Cormaci;
- Antonino Corso;
- Michael Di Fazio;
- Alberto Di Mauro;
- Domenico Fava;
- Gabriele Favazzi Liprino;
- Giuseppe Furnò, inteso “pupiddu”;
- Giuseppe Giampapa, inteso “Pippo”;
- Antonino Guercio, inteso “Antonio”;
- Ercole Daniele Modica;
- Davide Musumeci;
- Angelo Maria Randazzo;
- Massimiliano Rizzo;
- Vincenzo Rizzo;
- Alfio Scandurra;
- Sebastiano Scrofani;
- Dario Vacante;
- Fabio Virzì;
- Filadelfo Zarbano.
Estorsioni e le mani sul commercio di agrumi
Le indagini che hanno portato agli odierni provvedimenti hanno permesso di ricostruire la struttura del clan Nardo, il cui epicentro è Lentini ma le ramificazioni interessano tutta la zona nord della provincia di Siracusa. Un clan storicamente affiliato a un’altra famiglia criminale siciliana, catanese per l’esattezza, quella dei Santapaola-Ercolano.
A interessare i due clan e alcuni dei soggetti ritenuti a loro affiliati era il settore agroalimentare, uno dei più importanti per la Sicilia. In particolare, era il commercio di agrumi – prodotto tipico dell’Isola – ad attrarre l’interesse dei gruppi criminali. Le indagini hanno infatti permesso di accertare episodi di estorsioni ai danni di soggetti operanti nel campo agroalimentare (nel trasporto e nel commercio di agrumi in particolare), ma anche di imprese coinvolte nell’esecuzione di “opere appaltate da società assoggettate a controllo pubblico”.
Una forma di controllo del territorio che chi lavora contro la mafia conosce bene. E anche i cittadini. “Questa indagine ci restituisce l’immagine di una Cosa nostra, di una mafia capace di tornare sul campo, continuare le attività e di avere un controllo economico importante di molte attività”, commenta a tal proposito il procuratore aggiunto di Catania Sebastiano Ardita, facendo luce su come diversi imprenditori si trovino – tramite il sistema criminale delle estorsioni – di fatto costretti a “pagare per ogni servizio reso una quota dei loro utili alle associazioni di tipo mafioso”. Una sorta di tassa criminale resa “quasi ufficiale”, che diventa linfa vitale per la mafia.
Il business dei Nardo e dei Santapaola nel campo della droga
Altro core business della criminalità al centro del blitz è lo spaccio di droga. Nello specifico, le indagini hanno permesso di ricostruire l’attività di un altro sodalizio catanese – ritenuto legato ai Santapaola-Ercolano – dedito al commercio di cocaina, marijuana e hashish, con importazioni dalla Spagna.
A seguito delle perquisizioni personali, domiciliari e veicolari eseguite, sono stati arrestati 5 soggetti con l’accusa di detenzione di armi, munizioni e sostanze stupefacenti. Sotto sequestro anche una pistola, munizionamento vario e circa due chili di droga (cocaina, hashish e marijuana). Scattato su disposizione del giudice per le indagini preliminari anche il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di complessi aziendali, quote societarie, beni immobili e mobili e disponibilità finanziarie per un totale circa 5,5 milioni di euro.
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