Tra i 32 indagati del blitz antimafia tra Brancaccio e Sperone eseguito all’alba da polizia e carabinieri di Palermo c’è anche un dipendente dell’Agenzia delle Entrate. I fermati sono accusati a vario titolo di estorsione aggravata. droga ed associazione mafiosa.
Il ruolo del dipendente dell’Agenzia delle Entrate
Da quanto emerso dalle indagini, il dipendente dell’Agenzia delle Entrate metteva a disposizione del clan le proprie competenze e in particolare l’accesso privilegiato agli archivi. Il suo compito era quello di falsificare documenti immobiliari e fiscali, rendendoli formalmente inattaccabili. Sostanzialmente doveva rendere regolari in tema amministrativo le operazioni illecite dei boss, come ad esempio nelle operazioni di appropriazione delle case di defunti senza eredi o nella costruzione di identità finanziarie credibili per i prestanome. In cambio delle sue prestazioni, il funzionario riceveva compensi da Cosa Nostra.
Tra i fermati anche un boss uscito nel carcere due anni fa
Nino Sacco, uscito dal carcere a maggio del 2024, è tra i 32 fermati. Era tornato a prendere il controllo del mandamento di Brancaccio. Il boss è accusato insieme agli altri indagati, a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata, reati in materia di armi, trasferimento fraudolento di valori e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.
Oltre all’esecuzione dei fermi, sono in corso numerose perquisizioni personali e locali disposte dall’ Autorità Giudiziaria ed è stata data esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo riguardante aziende, immobili, conti correnti in relazione a ipotesi di autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.
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Le indagini aveva portato all’arresto di sei persone
Nel corso delle indagini, si era proceduto all’arresto in flagranza di 6 soggetti, all’esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di ulteriori 2 persone, nonché al sequestro di 5 pistole, di 1 fucile a pompa,di 1 carabina, di 2 mazze chiodate, di 3 kg di hashish e della somma in contanti di circa 13.000 euro, elementi che confermano la concreta pericolosità dei soggetti coinvolti e l’attuale capacità operativa del sodalizio.
In fase esecutiva sono stati impiegati oltre 450 uomini inclusi Nuclei Investigativi, Gruppi di Palermo e Monreale, Squadre di Intervento Operativo (S.1.0.), Aliquote di Primo Intervento (A.P.1), unità cinofile e il 9° Nucleo Elicotteri, personale del Reparto Prevenzione Crimine di Sicilia e Calabria, della Polizia Scientifica, unità cinofile e un elicottero del IV Reparto Volo.
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