CATANIA – Un atto propedeutico all’acquisizione di aree a rischio cementificazione. Un’azione che segue l’annuncio fatto dal sindaco di Catania, Enrico Trantino, relativo alla volontà di acquisire al patrimonio della Città metropolitana etnea le aree degli Orti della Susanna, una distesa di terreni liberi e testimonianze storico antropologiche a rischio cementificazione, nel cuore di una città tra le meno dotate di verde d’Italia.
Con il decreto del sindaco metropolitano n. 228 dello scorso 21 luglio, pubblicato lo scorso 24 agosto, è stata approvata “l’Operazione Strategica D.2.g – “Acquisizione del Parco Orti della Susanna”, finalizzata all’acquisizione al patrimonio pubblico del compendio immobiliare denominato “Parco della Susanna”, quale iniziativa di interesse metropolitano volta a integrare la tutela ambientale e paesaggistica, la rigenerazione urbana, l’incremento del patrimonio pubblico e la realizzazione di servizi strategici destinati alla collettività”, si legge nell’atto pubblicato sul sito dell’ex provincia. Dove viene evidenziato anche il valore delle aree oggetto di interesse nel quartiere Cibali, che costituiscono “uno degli ultimi sistemi di verde storico e di paesaggio lavico urbano presenti all’interno della città, caratterizzato da rilevanti valori paesaggistici, ambientali, naturalistici e storico-culturali”, messi a rischio proprio dalla volontà dell’attuale proprietà, l’ex consorzio Centro direzionale Cibali, di venderli. D’altronde, proprio per tutelarne le particolarità che gran parte della zona è stata sottoposta a tutela di livello 3 da parte Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali della Sovrintendenza ai beni culturali di Catania.
Il futuro Parco della Susanna tra tutela e verde pubblico
“L’acquisizione del compendio al patrimonio della Città Metropolitana di Catania rappresenta un’opportunità strategica per assicurarne la tutela unitaria – si legge ancora nel documento – la valorizzazione e la fruizione collettiva, favorendo la futura realizzazione del Parco della Susanna quale infrastruttura verde di interesse metropolitano”. Parco su cui si è espresso unitariamente anche il consiglio comunale di Catania. “La tutela degli Orti della Susanna non è una battaglia di parte, ma un obiettivo che riguarda il futuro urbanistico, ambientale e sociale della nostra città. Oggi il Consiglio comunale ha dato prova di maturità istituzionale, scegliendo di sostenere un percorso concreto finalizzato all’acquisizione pubblica dell’area e alla sua definitiva valorizzazione” – scriveva ad aprile l’allora capogruppo del Mpa – Grande Catania, oggi assessore del sindaco Trantino, Orazio Grasso.
Orti della Susanna, possibile anche un nuovo istituto scolastico
Non solo valorizzazione, fruizione e tutela, però. Nel documento della Città metropolitana si evidenzia che “l’acquisizione del compendio è altresì finalizzata a creare le condizioni per la realizzazione di un sistema integrato di funzioni pubbliche di interesse metropolitano, comprendente nella porzione del compendio urbanisticamente compatibile e non interessata dai regimi di tutela più restrittivi, la possibile realizzazione di un istituto scolastico di nuova generazione, nel rispetto della pianificazione urbanistica vigente e delle autorizzazioni previste dalla normativa di settore”.
Acquisizione degli Orti della Susanna, il nodo delle risorse
In ogni caso, si tratta al momento solo di una volontà, sebbene espressa nero su bianco. Tra le altre cose, occorrerà infatti trovare le risorse economiche per acquisire l’area. “Siamo contenti dell’atto della Città metropolitana di Catania – commenta Viola Sorbello, presidente del circolo catanese di Legambiente, tra le associazioni che maggiormente hanno acceso i riflettori sugli Orti della Susanna, promuovendone la tutela e la salvaguardia -. Per quanto non possiamo ancora tirare un definitivo sospiro di sollievo – prosegue – riteniamo che la volontà di acquisire le aree di Cibali al patrimonio pubblico, sia un passaggio importante per la città e il suo futuro. La realizzazione del parco – conclude – aumenterebbe la dotazione di verde per ogni abitante e rappresenterebbe un rifugio climatico per contrastare le temperature diventate insostenibili”.

