Home » Economia » Pagamento pensioni giugno 2026, aumenti per queste categorie

Pagamento pensioni giugno 2026, aumenti per queste categorie

Pagamento pensioni giugno 2026, aumenti per queste categorie
Foto da Imagoeconomica

Rilasciate le date di pagamento di giugno delle pensioni da parte dell’Inps. Già a partire da ieri, 1 giugno, è arrivato l’accredito delle pensioni per i pensionati con accredito su conto corrente bancario o postale. Per chi ritira l’assegno in contanti agli sportelli di Poste Italiane deve seguire a turnazione per iniziale del cognome.

I pagamenti di giugno 2026

Per il mese di giugno, la turnazione per il ritiro della pensione allo sportello di Poste Italiane è:

  • A – B: lunedì 1°giugno;
  • Martedì 2 giugno sportelli chiusi per Festa della Repubblica;
  • C- D: mercoledì 3 giugno;
  • E- K: giovedì 4 giugno;
  • L-O: venerdì 5 giugno;
  • P-R: sabato 6 giugno (solo la mattina);
  • S-Z: lunedì 8 giugno.

Aumenti del cedolino per alcune categorie

Per il mese di giugno sono previsti aumenti per alcune categorie di pensionati italiani. Come previsto dall’ultima Legge di bilancio 199/2025, scattano importi più alti sull’assegno mensile per gli invalidi di servizio. A partire da luglio arriverà anche la quattordicesima, da agosto inizieranno i primi rimborsi legati alla dichiarazione dei redditi. Sono previsti fino a 610 euro di arretrati e aumento mensile senza fare domanda per alcune categorie. Il cedolino pensione di questo mese porta un aumento significativo per la categoria degli invalidi militari. Inoltre, comprenderà anche il pagamento degli arretrati maturati da gennaio. Una misura introdotta con la manovra finanziaria approvata il 30 dicembre 2025. La decorrenza dei primi importi era prevista per l’1 gennaio 2026 ma sono stati necessari alcuni mesi per completare gli adeguamenti tecnici e predisporre il pagamento delle somme arretrate, come specificato dall’Inps nel messaggio n. 1269 del 14 aprile scorso.

Il potere d’acquisto delle categorie più fragili

La misura ha lo scopo di sostenere il potere d’acquisto delle categorie più fragili, colpite dalle conseguenze dell’inflazione che ha subito un’accelerata negli ultimi anni, dopo la pandemia. Gli aumenti interessano i pensionati che percepiscono l’assegno sostitutivo dell’accompagnamento diretto, ovvero per chi riportato gravi infermità durante il servizio militare. Sono inclusi i grandi invalidi non autosufficienti, affetti da cecità assoluta, mutilazioni o gravi lesioni neurologiche. Possono accedere anche gli invalidi di fascia media con disabilità che compromettono in modo rilevante l’autonomia personale.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram