Palazzo Chigi punta sulle rinnovabili con un investimento da dieci miliardi - QdS

Palazzo Chigi punta sulle rinnovabili con un investimento da dieci miliardi

Rosario Battiato

Palazzo Chigi punta sulle rinnovabili con un investimento da dieci miliardi

giovedì 18 Luglio 2019 - 00:00
Palazzo Chigi punta sulle rinnovabili con un investimento da dieci miliardi

Siglato il decreto Fer1 per sostenere la realizzazione di impianti a basso impatto ambientale. “Verrà data priorità alle bonifiche dei Siti di interesse nazionale e delle discariche chiuse”

PALERMO – È arrivata la firma sul decreto Fer1 da parte dei ministri Luigi Di Maio e Sergio Costa.

Il provvedimento, la cui conferma è stata fornita sul sito ufficiale del dicastero dell’Ambiente, ha l’obiettivo di “sostenere la produzione di energia da fonti rinnovabili per il raggiungimento dei target europei al 2030 definiti nel Piano nazionale integrato per l’Energia e il Clima (Pniec) attraverso la definizione di incentivi e procedure indirizzati a promuovere l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità, sia in termini ambientali che economici, del settore”. Si punta, in particolare, sulla diffusione di impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e a gas di depurazione.

IL PROVVEDIMENTO IN BREVE
L’attuazione del provvedimento consentirà la realizzazione di “impianti per una potenza complessiva di circa 8.000 Mw, con un aumento della produzione da fonti rinnovabili di circa 12 miliardi di kWh e con investimenti attivati stimati nell’ordine di 10 miliardi di euro”. Tramite gli incentivi verrà data priorità agli “impianti realizzati su discariche chiuse e sui Siti di Interesse nazionale ai fini della bonifica” – in Sicilia ci sono 4 sin e diverse discariche irregolari – ma anche a “scuole, ospedali ed altri edifici pubblici per impianti fotovoltaici i cui moduli sono installati in sostituzione di coperture di edifici e fabbricati rurali su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto”.

Priorità accordata anche agli “impianti idroelettrici che rispettino le caratteristiche costruttive del Dm 23 giugno 2016, quelli alimentati a gas residuati dai processi di depurazione o che prevedono la copertura delle vasche del digestato” e tutti gli impianti “connessi in ‘parallelo’ con la rete elettrica e con le colonnine di ricarica delle auto elettriche (a condizione che la potenza di ricarica non sia inferiore al 15% della potenza dell’impianto e che ciascuna colonnina abbia una potenza di almeno 15 kW)”.

Cambia la modalità di “riconoscimento del premio sull’autoconsumo”: “per gli impianti di potenza fino a 100 kW su edifici, sulla quota di produzione netta consumata in sito è attribuito un premio pari a 10 euro il MWh cumulabile con quello per i moduli in sostituzione di coperture contenenti amianto”. Il ministero spiega che il “premio è riconosciuto a posteriori a patto che l’energia auto consumata sia superiore al 40% della produzione netta”. Gli impianti fotovoltaici realizzati al “posto delle coperture in amianto o eternit avranno diritto, in aggiunta agli incentivi sull’energia elettrica, a un premio pari a 12 €/MWh su tutta l’energia prodotta”.

GLI IMPIANTI AMMISSIBILI
A partecipare ai bandi per la selezione dei progetti da iscrivere nei registri potranno essere gli impianti di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore a 1 MW, quelli “oggetto di interventi di potenziamento qualora la differenza tra la potenza dopo l’intervento e la potenza prima dell’intervento sia inferiore a 1 MW”, oppure che “oggetto di rifacimento di potenza inferiore a 1MW”. Per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici, la loro ammissione è vincolata esclusivamente a quelli di nuova costruzione e realizzati con componenti di nuova costruzione.

GLI ULTIMI NUMERI DEL GSE
Il Gestore dei servizi energetici, lo scorso maggio, ha presentato i numeri della produzione rinnovabile nazionale, con aggiornamento al 2018. Nel Belpaese, che ha già superato gli obiettivi europei al 2020 in materia di consumi energetici coperti da fonti rinnovabili (settori elettrico, termico e trasporti), lo scorso anno si è raggiunta la copertura del “18,1% del fabbisogno energetico totale da rinnovabili – si legge nella nota del Gse – e il 34,4% di consumi di energia elettrica coperti da impianti di produzione a fonti rinnovabili: ciò significa che ogni 10 kWh prodotti in Italia, più di 3 sono verdi”.

SICILIA DA RIVEDERE
Secondo gli ultimi dati Istat in materia, nel 2017 la Sicilia ha fatto registrare una copertura dell’energia da fonti rinnovabili (percentuale di consumi di energia elettrica coperti da fonti rinnovabili sul totale dei consumi interni lordi) pari al 25,1%, un dato che è risultato in calo rispetto al 2016 quando aveva raggiunto quota 26,2% e inferiore a quello nazionale.

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