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Palermo e l’allarme criminalità: riunito in Prefettura il Comitato per l’Ordine e la sicurezza

Palermo e l’allarme criminalità: riunito in Prefettura il Comitato per l’Ordine e la sicurezza
Prefetto di Palermo Mariani – foto di Imagoeconomica

Non sono esclusi provvedimenti dopo la riunione

Iniziato in Prefettura a Palermo il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, presieduto dal Prefetto Massimo Mariani, per discutere degli ultimi fatti di sangue avvenuti in città, a partire dagli omicidi e dalle sparatorie nella zona tra Sferracavallo e lo Zen, alla periferia di Palermo. Appena due notti fa ignoti hanno esploso colpi di pistola contro un panificio e una macelleria nel quartiere Zen di Palermo. Non è un episodio isolato.

Possibili provvedimenti da parte del Comitato

Nelle settimane scorse raffiche di Kalashnikov avevano già seminato terrore tra San Lorenzo e Sferracavallo, e sabato si sono registrati due omicidi, uno al Villaggio Santa Rosalia e uno al Cep. Non è escluso che saranno presi dei provvedimenti, al termine del Comitato.

L’ex infermiere ucciso dal sedicenne a Palermo, fissata l’udienza di convalida del fermo

Si terrà oggi, martedì 12 maggio alle 12.30, al tribunale dei Minori di Palermo l’udienza di convalida del fermo del sedicenne reo confesso di avere ucciso un pensionato, Pietro De Luca di 69 anni. Intanto proseguono le indagini nel casolare sul fiume Oreto, in via Buonpensiero, dove è stato ucciso l’infermiere in pensione. L’uomo sarebbe stato colpito con un tubo di metallo alla testa dal ragazzo di 16 anni che ha confessato il delitto alla polizia.

Secondo le prime indagini della squadra mobile il tubo non si trovava nel casale, ma l’avrebbe portato con se il ragazzo, ipotesi incompatibile con un delitto d’impeto e che se confermata smentirebbe la versione del giovane che ha raccontato agli inquirenti di avere ucciso l’uomo dopo alcune avance sessuali.

Il ragazzo ha raccontato di essere stato invitato nel casolare per una bevuta e di avere reagito per difendersi da un approccio sessuale indesiderato. Domani il giudice deciderà se convalidare il fermo.

Spunta l’ipotesi rapina

Nel frattempo proseguono le indagini. Gli inquirenti non credono alla versione dal giovane che ha detto di essersi difeso da presunte avances sessuali dell’uomo. Una pista che stanno seguendo gli investigatori è quella che porta alla rapina finita male, ipotesi di cui sono convinti anche i familiari dell’uomo.

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