Mercoledì la Commissione antimafia e anticorruzione dell’Ars presenterà la relazione annuale sull’attività svolta, e non sarà un appuntamento rituale per una pura formalità parlamentare. Ad ottobre dello scorso anno era toccata al deputato regionale la limitazione della libertà personale per protezione armata 24 ore su 24. Oggi tocca all’assessore comunale di Palermo Fabrizio Ferrandelli. In comune hanno l’aver toccato fatti che riguardano l’amministrazione pubblica. Le concessioni balneari il primo, riassegnazione di alloggi per emergenza abitativa il secondo. Le minacce però non sono mere intimidazioni rivolte dai cosiddetti “leoni da tastiera” ma pericolo concreto valutato dalla Procura della Repubblica, dalla Prefettura di Palermo e con il nullaosta del Ministero degli Affari interni.
Scorta armata 24 ore su 24 per Ferrandelli: “Un dispositivo di sicurezza rafforzato”
“Io avevo già un dispositivo di sicurezza – ci spiega Fabrizio Ferrandelli – quindi è stato rafforzato. Avevo una vigilanza controllata, è stata aumentata la misura”.
La misura rafforzata, come conferma l’assessore, è adesso la scorta armata. Ma, sulla limitazione alla libertà personale che ne consegue, Ferrandelli la prende con della filosofia che, in un certo senso, rilancia anche la sfida nei confronti di chi ha costretto le istituzioni all’assegnazione della scorta: “Posso dire che la vivo diversamente. La vivo come un affiancamento di sicurezza rispetto alle battaglie che faccio”. E sul sacrificio per il residuo tempo libero, adesso con spostamenti programmati e scortati, Fabrizio Ferrandelli fa spallucce affermando quella che era già la sua condizione: “Da quando faccio l’assessore so che la mia vita è questa, non ho cambiato stile di vita”.
La necessità di proteggerlo giorno e notte, all’assessore del Comune di Palermo che aveva rotto il meccanismo delle informazioni sulle case disponibili e quindi la compravendita illegale, non sembra farlo arretrare di un passo. Alla domanda su quali saranno adesso i passi che intenderà compiere, Fabrizio Ferrandelli è chiaro e determinato nella risposta: “Continuare. Continuare così a colpire tutti quelli che lucrano sulla pelle della povera gente e colpire il racket di quelli che vendono illegalmente le case. Le case si assegnano per graduatorie, non per pagamento di pizzo”.
Scorta rafforzata e h24 all’assessore Fabrizio Ferrandelli. La reazione del sindaco Lagalla
Sul caso si è pronunciato anche il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, affidando poche ma chiare parole ad una nota ufficiale: “Il rafforzamento delle misure di tutela nei confronti dell’assessore Fabrizio Ferrandelli conferma la gravità delle minacce ricevute nell’esercizio delle sue funzioni”. Il primo cittadino del capoluogo siciliano, rinnovando all’assessore la sua “piena solidarietà e la vicinanza dell’intera Amministrazione comunale”, apre una parentesi sullo scenario che è in tutta evidenza la causa per il rischio all’incolumità dell’assessore – tra le altre deleghe – per l’emergenza abitativa e politiche sociali per la casa.
“Con Ferrandelli – ha detto Lagalla – stiamo portando avanti, con determinazione, un’importante azione di contrasto all’illegalità, a partire dal fenomeno delle occupazioni abusive degli alloggi popolari. È un percorso che non subirà alcun arretramento: continueremo a lavorare insieme, con fermezza e senso delle istituzioni, nell’interesse della città e nel rispetto delle regole”. Gli attestati di solidarietà sono arrivati trasversali dal tutto il Consiglio comunale e dagli assessori a Ferrandelli, che nelle scorse settimane aveva anche chiesto ed ottenuto in somma urgenza una audizione in Commissione antimafia all’Ars.
Un processo, quello istruito dalla commissione parlamentare siciliana, parallelo a quello della Procura di Palermo e come previsto coperto dal massimo riserbo ma corroborato da altre convocazioni per audizioni che il gruppo di deputati guidato dal presidente Antonello Cracolici ha subito inteso richiedere per approfondire un caso a Palermo forse troppo, e da troppo tempo, preso sotto gamba. Il lavoro della commissione inoltre, dalle poche informazioni trapelate, si estenderà anche oltre il capoluogo per comprendere meglio il fenomeno della compravendita illegale di alloggi di edilizia popolare e di beni confiscati che dovrebbero andare in assegnazione a famiglie vulnerabili e che trovano invece “assegnazioni” gestite da gruppi criminali previo cospicuo pagamento cash.
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