Palermo, la Rap prova ad uscire dall’emergenza - QdS

Palermo, la Rap prova ad uscire dall’emergenza

Gaspare Ingargiola

Palermo, la Rap prova ad uscire dall’emergenza

martedì 01 Dicembre 2020 - 00:03
Palermo, la Rap prova ad uscire dall’emergenza

Situazione drammatica in città e in provincia, col le strade colme di rifiuti e i cittadini esasperati. Dai duecento ai 250 euro a tonnellata per portare l’immondizia in Italia o all’estero

PALERMO – La Rap ha pubblicato un avviso esplorativo per trovare una ditta che trasporti i rifiuti fuori dalla Sicilia, in Italia o all’estero. Una scelta che rappresenterebbe un salasso economico per le casse societarie ma che sembra ormai inevitabile: la situazione a Palermo e provincia è drammatica, soltanto nel capoluogo si contano dalle due alle tremila tonnellate di immondizia sparse per le strade.

Il problema è che una soluzione a breve termine non sembra esserci, anche se il Tmb di Bellolampo è sotto stress e lavora già a pieni giri: la sesta vasca non è stata ancora risagomata, la settima vasca non c’è e le discariche fuori provincia lavorano a singhiozzo tra inchieste, incendi e problemi tecnici. L’ultima doccia fredda è arrivata con lo stop allo stoccaggio all’impianto di Alcamo, che ha provocato disagi a una quarantina di Comuni tra cui Palermo.

La scorsa settimana l’assessore regionale all’Energia Alberto Pierobon ha firmato un decreto che istituisce una Commissione d’inchiesta sulle autorizzazioni rilasciate a tutte le discariche in Sicilia, mentre la deputata regionale Marianna Caronia ha chiesto alla presidente della Commissione Ambiente e Territorio dell’Ars, Giusi Savarino, di convocare una seduta ad hoc per l’audizione dei rappresentanti del Comune, della partecipata e della Regione: “Ancora una volta il Comune e la Regione litigano e si rimpallano le responsabilità in un tutti contro tutti di cui pagano le conseguenze i cittadini di Palermo. Questa volta vogliamo vederci chiaro, anche perché questa emergenza sembra destinata a durare ben più di qualche giorno e, anzi, rischia di ampliarsi e colpire tutta la regione. Vanno bene le discussioni sul piano rifiuti, che sono sicuramente importanti, ma i cittadini hanno il diritto di sapere quando l’immondizia sarà tolta dalle strade, come e a carico di quale bilancio”.

Il problema della Rap, infatti, rimane: dove conferire i rifiuti trattati dal Tmb? Da qui la decisione drastica di “arrendersi” al trasporto all’estero, che la partecipata di igiene ambientale aveva cercato fin qui di scongiurare in tutti i modi perché costerà una fortuna, dai 200 ai 250 euro a tonnellata. Per ora non si tratta di una gara vera e propria ma di una sorta di indagine di mercato. Come recita l’avviso, “gli operatori interessati dovranno formulare successiva offerta tecnico-economica in grado di garantire tutte le operazioni di prelievo, raggruppamento, ricondizionamento, adeguamento e trasformazione per rendere a norma il rifiuto da avviare a recupero; il servizio si intende comprensivo di tutte le autorizzazioni per il trasporto, l’eventuale stoccaggio intermedio e il trasferimento ad altri impianti nazionali o esteri”.

Il servizio riguarderà tutte le tipologie di rifiuti: sopravaglio, sottovaglio, biostabilizzato o compost e indifferenziato. I concorrenti giudicati idonei (presentazione delle domande entro il 21 dicembre) “verranno invitati, sulla base di un apposito disciplinare, alle fasi del dialogo competitivo nelle quali dovranno essere sviluppate le proposte tecnico-economiche. Definite con il dialogo competitivo le caratteristiche del servizio idonee, e valutata l’offerta con le migliori caratteristiche tecnico-economiche, il criterio finale di aggiudicazione prescelto sarà quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa”. La Rap, dunque, cercherà di risparmiare il più possibile ma la manifestazione di interesse “non è vincolante” e Rap e Comune si riservano “di non procedere ad alcun affidamento per loro insindacabile decisione”, nella speranza cioè che nel frattempo si trovi una soluzione alternativa.

L’unica buona notizia per il momento arriva dalla riattivazione, anche se parziale, della piattaforma per il recupero degli ingombranti a Santa Flavia, che ha permesso di far ripartire il servizio di ritiro ingombranti presso i Centri comunali di raccolta e quello di ritiro a domicilio, sospesi nei giorni scorsi a causa dell’incendio che aveva interessato la piattaforma di trattamento ingombranti. Il Consiglio di amministrazione della Rap, infine, ha pubblicato un bando di selezione pubblica per due posti da dirigente dell’Area tecnica. Tra i criteri di selezione, fino a dieci punti per i titoli di studio (cinque per la laurea in Ingegneria ambientale), fino a venti punti per titoli professionali e abilitazioni e fino a dieci punti per corsi di formazione, attività di docenza e pubblicazioni. Il colloquio, invece, vale sessanta punti.

La parola a Norata
“Città più pulita entro l’Immacolata”

PALERMO – “Stiamo facendo le umane e le divine cose per rendere la città più pulita e decorosa in tempi ragionevoli. Abbiamo messo tutte le forze in campo e mi auguro di poter rendere Palermo più pulita e libera dalla spazzatura già entro l’Immacolata”. Lo ha detto Giuseppe Norata, presidente della Rap, parlando dell’ennesima emergenza rifiuti che ha investito il capoluogo siciliano.

“Diciamola tutta – ha aggiunto – al momento mettiamo la polvere sotto il tappeto. A nostre spese continuiamo a portare rifiuti a Bellolampo. Sappiamo dove sono le criticità, alcuni interventi sono stati già fatti e altri li faremo entro giovedì. In alcune zone gli operai devono arrivare con le pale per fare la raccolta, infatti abbiamo potenziato anche mezzi e attrezzature”.

Ma la situazione in città continua a essere drammatica. “Dove abbiamo già pulito – ha sottolineato Norata – dobbiamo proseguire con l’ordinario, quindi passiamo per mantenere e garantire la pulizia, anche dove è stata bonificata da poco la postazione di raccolta. Purtroppo, l’unico sistema produttivo che non si può arrestare è quello dei rifiuti. Da giorni sento che qualcuno vuol buttare fumo negli occhi parlando di inceneritori, termovalorizzatori, ciascuno dà una soluzione, senza pensare che dal 2016 si parla di settima vasca per la discarica di Bellolampo e siamo ancora in alto mare per la gara”.

“Ci vogliono segnali da parte di tutti – ha concluso – dalla Regione Siciliana al Comune di Palermo. Nel frattempo, pensiamo a lavorare”.

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