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Palermo, danneggiate le serrature al Centro politiche giovanili alla Zisa

Palermo, danneggiate le serrature al Centro politiche giovanili alla Zisa
Foto Comune di Palermo

L’assessore comunale Fabrizio Ferrandelli: “Si tratta di gesti che, anche attraverso evidenti segnali di ostilità verso l’operato dell’Amministrazione, non possono essere sottovalutati”

Nella notte tra sabato e domenica ignoti hanno forzato e danneggiato le serrature di ingresso del Centro di Politiche Giovanili territoriali della Zisa, struttura che oggi iniziava la propria attività. Lo rende noto l’assessore comunale Fabrizio Ferrandelli che ha presentato denuncia alla polizia, al commissariato della zona.

“Questa mattina – ha detto – il personale comunale coadiuvato dalla polizia municipale è intervenuto mettendo in sicurezza l’accesso all’immobile sostituendo lucchetti e serrature danneggiate per permettere la continuità delle attività”.

“È evidente – prosegue Ferrandelli – che questo atto di vandalismo è riconducibile a un’azione di disturbo nei confronti delle attività portate avanti dal settore delle Politiche Giovanili, con il possibile intento di scoraggiare l’attivazione e ostacolare l’accesso agli spazi. Si tratta di gesti che, anche attraverso evidenti segnali di ostilità verso l’operato dell’Amministrazione, non possono essere sottovalutati”.

“Niente e nessuno potrà ostacolare il lavoro dell’Amministrazione”

Conclude: “Tuttavia niente e nessuno potrà rallentare o ostacolare in alcun modo il lavoro dell’Amministrazione che proseguirà con determinazione nel garantire servizi e opportunità ai giovani della città, ribadendo il nostro impegno nel presidio del patrimonio pubblico e nella promozione di spazi di inclusione, legalità e sviluppo sociale”.

Scorta armata 24 ore su 24 per Ferrandelli

Da qualche giorno, l’assessore è sotto scorta armata. “Io avevo già un dispositivo di sicurezza – ha spiegato al QdS Fabrizio Ferrandelli – quindi è stato rafforzato. Avevo una vigilanza controllata, è stata aumentata la misura”.

Ma, sulla limitazione alla libertà personale che ne consegue, Ferrandelli la prende con della filosofia che, in un certo senso, rilancia anche la sfida nei confronti di chi ha costretto le istituzioni all’assegnazione della scorta: “Posso dire che la vivo diversamente. La vivo come un affiancamento di sicurezza rispetto alle battaglie che faccio”. E sul sacrificio per il residuo tempo libero, adesso con spostamenti programmati e scortati, Fabrizio Ferrandelli fa spallucce affermando quella che era già la sua condizione: “Da quando faccio l’assessore so che la mia vita è questa, non ho cambiato stile di vita”.

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