Agenti della squadra “Investigativa” del commissariato di polizia “Brancaccio” hanno notificato un’ordinanza di misure cautelari a sette persone, indagate per spaccio di droga in concorso e in continuazione. Il provvedimento dispone l’obbligo di dimora e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Il filone dell’inchiesta antimafia
Le misure si collegano a un’indagine antidroga e antimafia che nel dicembre del 2025 aveva già portato a provvedimenti restrittivi contro persone accusate di associazione mafiosa finalizzata al traffico di stupefacenti. Secondo gli investigatori, tra agosto 2024 e gennaio 2025 il gruppo, tenuto sotto osservazione dalla polizia, era guidato da un uomo vicino alla famiglia mafiosa di Roccella, nell’ambito del “Mandamento di Brancaccio”. La banda avrebbe movimentato forniture consistenti, soprattutto hashish per diverse decine di chili, e si sarebbe servita anche di una coltivazione di marijuana allestita in un impianto al chiuso.
Due piazze sul territorio e una online
Nel corso degli accertamenti sono state individuate e smantellate due piazze di spaccio “fisiche”, attive nei quartieri Sperone e Bonagia. Qui i clienti ricevevano soprattutto panetti di hashish. Gli investigatori hanno accertato anche l’esistenza di una piazza “virtuale”, gestita attraverso un canale Telegram, che i componenti del sodalizio ritenevano più sicura e affidabile.
Consegne a domicilio e a studenti minorenni
La droga veniva recapitata anche su ordinazione, in zone della città diverse e distanti da quelle di residenza degli indagati. Il servizio di consegna veniva usato pure di mattina per rifornire studenti minorenni davanti agli istituti scolastici, prima dell’ingresso o durante l’intervallo. Per questo, in alcuni episodi, sono state contestate le aggravanti previste per la cessione di stupefacenti a minori e nelle vicinanze delle scuole.
Spaccio di droga a Palermo, i ruoli dei sette destinatari
Tutti i destinatari dell’ordinanza, con compiti diversi, avrebbero contribuito a procurare la droga destinata alla vendita al dettaglio: vari chili di hashish, marijuana e cocaina. Due di loro avrebbero ceduto al gruppo grossi quantitativi di hashish e marijuana. Avrebbero anche attinto alla piantagione al chiuso, dove si coltivava e si produceva marijuana in grande quantità.
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