Home » Cronaca » Le mazzette per i certificati di morte a Palermo: 17 le misure cautelari, coinvolti 2 medici dell’Asp

Le mazzette per i certificati di morte a Palermo: 17 le misure cautelari, coinvolti 2 medici dell’Asp

Le mazzette per i certificati di morte a Palermo: 17 le misure cautelari, coinvolti 2 medici dell’Asp

Il provvedimento cautelare messo in atto in queste ore, prende le mosse da una complessa e lunga indagine delle autorità, svolta nel 2024 sotto il coordinamento della Procura, riguardante il rilascio di certificati necroscopici per decessi domiciliari avvenuti nel capoluogo.

Sviluppo cruciale sul caso mazzette per i certificati di morte di Palermo, discorso su cui sono in corso le indagini dal 2024 scorso. Come emerso in queste ore, su delega della Procura, le squadre degli Agenti della sezione Anticorruzione della Squadra mobile di Palermo hanno eseguito un’ordinanza del gip del capoluogo siciliano, che ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di 17 referenti di imprese funebri locali, accusati, a vario titolo, di corruzione di due medici legali dell’Azienda sanitaria provinciale, di 67 e 69 anni, uno dei quali oggi in quiescenza.

Nei confronti dei due medici, l’autorità giudiziaria ha disposto anche la sospensione – per un anno – dal pubblico servizio presso l’azienda sanitaria e dalla professione di medico per il collega in pensione.

La ricostruzione e le indagini partite nel 2024

Il provvedimento cautelare messo in atto in queste ore, prende le mosse da una complessa e lunga indagine delle autorità, svolta nel 2024 sotto il coordinamento della Procura, riguardante il rilascio di certificati necroscopici per decessi domiciliari avvenuti nel capoluogo.

Grazie a intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, è dunque stato possibile squarciare il velo su un sistema illecito, che avrebbe visto numerosi imprenditori funebri recarsi di buon mattino nelle abitazioni private dei due medici legali e pagarli.

Tutto ciò, naturalmente per procurarsi i certificati necroscopici utili a ottenere le autorizzazioni comunali per il trasporto di cadaveri, inumazione e cremazione.

Quella a carico dei 17 impresari funebri è la terza indagine della Polizia di Palermo riguardo al fenomeno delle onoranza funebri del posto

“I certificati venivano rilasciati a vista e dietro il pagamento di modeste somme di denaro, senza alcun accertamento da parte dei due sanitari che sono pertanto ritenuti gravemente indiziati di corruzioni e vari falsi ideologici”, spiegano quindi gli investigatori. Si trattava di certificati successivi alla costatazione di morte (che può esser effettuata da qualunque medico), ma anche di nulla osta igienico sanitari al trasporto dei cadaveri da un Comune a un altro e di documenti a uso cremazione. Casi, cioè, in cui la legge richiede un accertamento medico legale, idoneo anche a scongiurare eventuali ipotesi di morti violente, da parte di sanitari dell’Azienda sanitaria provinciale. A carico dei due medici è stato disposto il sequestro preventivo di somme di danaro ritenute profitto delle condotte corruttive a loro contestate.

Si tratta della terza indagine della Squadra mobile riguardante il fenomeno corruttivo nel settore delle onoranze funebri. Le prime relative a decessi presso i nosocomi palermitani del Policlinico Universitario e del ‘Cervello’ che avevano portato all’emissione di misure cautelari custodiali, coercitive e interdittive.

Nel caso delle investigazioni sul ‘Cervello’ sono stati già notificati 32 avvisi di conclusione delle indagini preliminari emessi dalla Procura nei confronti di imprenditori funebri palermitani.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram