“Se ci fermiamo noi come categoria, si ferma tutta l’economia del Paese. Il carburante è aumentato di troppo e non è più possibile”. Si alza l’asticella sulla protesta partita venerdì degli autotrasportatori.
A Palermo da questa mattina altri due presidi dei camionisti, in due punti diversi della via Oreto: uno all’altezza della via Buonriposo e l’altro all’ingresso dell’A19 Palermo-Catania (GUARDA IL VIDEO). Sia questa mattina che nel pomeriggio ci sono stati disagi al traffico per il fermo, sul posto sono giunti sia la polizia municipale, la polizia di Stato e il personale della Digos.
“I costi aumentano ma gli stipendi rimangono gli stessi”
“Stiamo facendo posteggiare nei piazzali gli autotrasportatori che entrano a Palermo per le consegne” sottolineano. “I prezzi di benzina e dei prodotti aumentano, ma gli stipendi rimangono gli stessi. E non può andare più bene”, proseguono gli autotrasportatori. “Anche il popolo vede la realtà perché si trova a spendere più soldi non arrivando a fine mese. Se durante il periodo del Covid venivamo definiti eroi, oggi siamo discriminati”.
Il problema principale resta il carburante. “Nelle colonnine la benzina deve tornare a 1,60 euro com’era prima. Il barile non è più caro: quando il gasolio costava 1,20 euro, il barile era 130 dollari. Adesso col gasolio a 2,40 euro il barile è 87 euro. Il governo deve aiutarci, la spesa non si può fare più”.
Attesa per l’incontro con Salvini, ma si rischia il fermo a oltranza
Intanto già in alcuni supermercati in Sicilia le consegne non ci sono state e gli scaffali continuano piano piano a svuotarsi. Come detto al QdS.it dal coordinatore del Comitato Trasportatori Siciliani, Salvatore Bella l’autonomia dei supermercati può arrivare a quattro giorni, non di più. E se domani, martedì 20 ottobre, dall’incontro con il ministro Salvini non arriveranno le risposte attese, gli autotrasportatori sono pronti a continuare il fermo a oltranza.
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