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Palermo ricorda Paolo Giaccone, il sindaco: “Testimonianza di responsabilità”

Palermo ricorda Paolo Giaccone, il sindaco: “Testimonianza di responsabilità”
Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla – Imagoeconomica

Il sindaco del capoluogo siciliano, Roberto Lagalla, parla della figura del medico legale ucciso l’11 agosto del 1982

Palermo ricorda Paolo Giaccone, medico legale ucciso dalla mafia l’11 agosto del 1982 per non aver ceduto alle pressioni dei boss e aver effettuato un esame su una impronta digitale lasciata da un sicario nella strage di Bagheria.

Oggi, nel 44esimo anniversario del vile assassinio mafioso, si terrà una cerimonia di commemorazione del professore nell’area antistante il cippo eretto in suo onore al Policlinico universitario, sede della scuola di Medicina e Chirurgia. È previsto l’intervento delle autorità accademiche, sanitarie, militari, civili e una rappresentanza di studentesse e studenti.

Il sindaco del capoluogo siciliano, Roberto Lagalla, ha parlato della figura del medico legale a cui, nel 1996, è stato intitolato il Policlinico universitario.

Le parole del sindaco Roberto Lagalla

“Ricordare Paolo Giaccone significa ricordare un uomo che ha fatto fino in fondo il proprio dovere, con rigore professionale, senso dello Stato e integrità morale. La sua uccisione per mano mafiosa colpì non soltanto un medico del Policlinico, ma una persona che aveva scelto di non piegare la propria professionalità a nessuna convenienza e che, proprio attraverso il suo lavoro, contribuiva alla ricerca della verità. Da medico che ha conosciuto il Policlinico, so quale professionalità e quale statura morale rappresentasse il professor Giaccone. È un ricordo che rende ancora più evidente il significato della sua vicenda”. Così il primo cittadino.

“A distanza di tanti anni, Palermo continua a riconoscere in Paolo Giaccone una testimonianza limpida di libertà e responsabilità. Ricordarlo oggi significa rinnovare l’impegno delle istituzioni affinché nessuna forma di potere criminale possa mai tornare a condizionare il lavoro, la coscienza e la libertà di chi serve la comunità”, conclude Roberto Lagalla.

Il presidente della Regione Schifani: “Esempio di coerenza e fedeltà”

 “A 44 anni dalla morte di Paolo Giaccone, medico legale del Policlinico di Palermo ucciso da Cosa nostra l’11 agosto 1982, ne ricordiamo l’integrità morale e umana e l’impegno professionale. Rifiutandosi di falsificare una perizia a favore di un clan mafioso, Giaccone rimase fedele ai doveri della propria professione e ai principi di legalità. Il suo sacrificio rappresenta un riferimento per quanti, nelle istituzioni e nella società, operano ogni giorno in difesa dello Stato di diritto”. Lo dichiara il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani.

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